Franco e Costanza verso il magico Bouncy Castle

di Donatella Venditto - Noomray 

Due bimbi alle prese con un castello magico e un indovinello. Ecco la favola della settimana!

Donatella Venditto - Noomray

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Illustrazione di Daria Piromalli

Illustrazione di Daria Piromalli

Una lunga fila di mattoni rossi portava sino al grandissimo e bellissimo Bouncy Castle, il morbido castello gonfiabile che troneggiava sullʼalto di una collina appuntita. I piccoli Franco, di due anni, e Costanza, di quasi un anno, si erano ritrovati quasi per caso su quei mattoncini rossi,ma in realtà non erano stati gli unici bambini a mettersi in cammino: tutti i giovani abitanti del villaggio di Milano lʼavevano fatto, non appena era giunta alle loro orecchie la grande notizia.

Il bel Bounty Castle non era un castello come tutti gli altri, infatti non era abitato nè da un re nè da una regina, ma chiunque vi fosse entrato, avrebbe potuto restare per sempre...bambino!

Quando, non si sa come, la notizia aveva cominciato a circolare per il grande villaggio, nella testolina del piccolo Franco avevano cominciato a intravedersi migliaia di immagini: Franco vedeva se stesso sempre allegro e vivace intento a giocare con i trattori rossi, il secchiello, la paletta, la sabbia, i gonfiabili, a costruire altissime torri con i Lego, a far finta di cucinare deliziosi pranzetti per il suo cagnolino di peluche Puppy Flora e a non avere una sola preoccupazione al mondo!

In tutte quelle immagini aveva sempre intravisto accanto a sè anche la sua sorellina Costanza, chiamata amorevolmente Nina, che rideva tanto, mangiava tanto e dormiva con un coniglietto copertina sugli occhi. Per Franco, la piccola Nina aveva una vera adorazione!

Rimanere bambini avrebbe significato vivere in una grande luna park per tutta la vita! Non appena Franco, Costanza e gli altri bimbi arrivarono davanti alla porta del castello, da essa uscì un buffo omino con il cappello a punta che fece loro un indovinello. Solo chi fosse stato in grado di risolverlo, avrebbe potuto entrare nel castello e vincere quel magico premio.

Il giullare, che sapeva camminare sulle mani con agilità, ripeteva da ore: «Cosa nasce in silenzio, cresce con qualche suono e diventa alto mangiando baci e carezze?». I bambini avevano cominciato a guardarsi intorno stupiti, cercando di trovare la risposta.

Nel frattempo la piccola Costanza, che ancora non gattonava, ma ci provava ogni giorno, si era abbandonata sulla strada di mattoncini rossi, mentre Franco cercava una soluzione allʼindovinello. Mentre osservava Costanza, che sembrava nuotare sulla terra ferma, Franco ripensò a quando era nata la sua sorellina, il tre maggio di quasi un anno prima.

Quando mamma e papà gli avevano annunciato che presto avrebbe avuto una sorella, lui in realtà non poteva ancora vederla, perché era nella pancia della mamma, nè sentirla, sempre per la stessa ragione. Quando era nata però, anche se Costanza era un vero angioletto, qualche volta Franco lʼaveva sentita piagnucolare e ogni volta, soprattutto da quando dormivano nella stessa cameretta, si era rivolto a lei saggiamente, dicendo: « zitta Nina, non si fa!».

Quei pensieri cominciarono a suggerirgli qualcosa. Quando il giullare si avvicinò ai due fratellini italo-inglesi (già, perché il loro papà veniva da Londra!), Franco si vide riflesso negli specchietti che penzolavano dal suo buffo vestito. Osservò se stesso e Costanza e notò che lui era più alto. A quel punto ripensò allʼindovinello e da bambino intelligente quale era gli vennero in mente tutte le coccole che la mamma gli faceva prima della nanna, sì, quando si fermava a leggergli una favola e cantargli una ninna nanna personalizzata che coinvolgeva i nonni inglesi Christine e Tim, la nonna Elvira, la zia Carla, zio Fulvio e il suo mitico cuginetto Kripal!

Franco era diventato grande grazie alla pasta con i broccoli, al purè di patate e ai tortellini in brodo...ma soprattutto stava diventando così alto, forte e bello grazie a tutto lʼamore di mamma e papà! Dopo quel ragionamento, Franco alzò la mano e diede una risposta allʼindovinello: « i bambini!» disse allegro.

Il giullare mise a terra le sue gambe e si raddrizzò, guardando Franco con occhi
spalancati. «Proprio così, mio giovane amico!». Franco aveva indovinato: un bambino nasceva in silenzio nella pancia della mamma, poi venendo al mondo conosceva il pianto e le prime parole e diventava grande, ovvero più alto, grazie allʼamore di mamma e papà.

Nessun bambino prima di Franco era mai riuscito a dare la risposta giusta. «Tu hai vinto! - disse il giullare - Puoi entrare nel castello e ricevere il magico premio, resterai un bambino per sempre, senza preoccupazioni!». Franco, felice, prese per mano Costanza per accompagnarla dentro il Bouncy Castel, ma il giullare lo fermò: « no, mio piccolo amico, solo tu puoi entrare, la tua sorellina non ha dato la risposta!».

«Ma è troppo piccola!» protestò Franco. E aveva ragione! Costanza aveva imparato da un mese a dire mamma e da pochissimo a battere le manine, come poteva dar la risposta ad un indovinello? «Mi dispiace, queste sono le regole» disse il giullare alzando le spalle.

Franco guardò per un attimo la sua sorellina, che sorrideva beata come una bambola. Adesso aveva due possibilità: entrare da solo o rinunciare al premio. Il piccolo Franco ripensò alle parole del giullare, poi riprese la mano di Costanza e tornò indietro, verso il villaggio di Milano.

«Che fai? Tu sei il vincitore, lʼunico che ha indovinato. Non ritiri il tuo premio?».
Franco si voltò stando attento a sorreggere Costanza: «se rimarrò bambino solo io e la mia sorellina crescerà...io non sarò più un fratello maggiore! Il premio non mi interessa più.»

Fu così che Franco e Costanza tornarono nel loro villaggio, tenendosi per mano.
Essere un fratello maggiore per Franco era più importante di tutti i giochi del mondo, e prendendo quella decisione, quasi senza volerlo, Franco era riuscito a trovare la risposta a un indovinello ancora più difficile: nessun premio magico può rendere felice qualcuno, se questo qualcuno non può dividerlo con le persone che ama.

 

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