Alice, la bella principessa addormentata

di Donatella Venditto - Noomray 

La principessa Alice sta studiando per diventare una regina, ma non riesce a concentrarsi... perché si addormenta sempre sul banco! Finchè un giorno...

Donatella Venditto - Noomray

Donatella Venditto - Noomray

ContributorScopri di piùLeggi tutti


Illustrazione di Daria Piromalli

Illustrazione di Daria Piromalli

C'era una volta, in un antico regno, una dolce principessa di nome Alice adorata da tutti i sudditi. Alice, che aveva sette anni, era infatti una bambina solare, rideva sempre e soprattutto era molto generosa. Forse per questa ragione le sue cugine Marta, di quattordici anni, Matilde di tredici anni e Aurora di undici la consideravano una sorella.

Tra qualche anno Alice sarebbe diventata una splendida regina e per prepararsi al meglio a questo compito, aveva cominciato a studiare sin da piccolina. Alice era davvero un'ottima alunna, ma la sua educatrice, la signorina Eniozel, la vedeva sempre così stanca e soprattutto, quando lei leggeva la lezione del giorno, spesso Alice si addormentava sul banco!

Qui qualcosa non funziona, pensava l'educatrice e fu così che, dopo l'ennesima dormita in classe, si convinse ad andare a parlare con i sovrani. Quando i genitori di Alice vennero a scoprire di questi suoi atteggiamenti, si dispiacquero molto. Loro erano convinti di avere come figlia una bambina speciale che un giorno avrebbe reso onore al loro regno, ma una principessa che si addormentava sui banchi di scuola, come poteva diventare un giorno regina?

Prima che il re avesse tempo di andare a chiedere spiegazioni ad Alice, anche Matilde, che passava molto tempo con lei, non potè più far a meno di far notare quello che succedeva quando la principessa era in sua compagnia. Mentre stavano chiacchierando o nel bel mezzo di un gioco, Alice crollava addormentata sulla spalla della cugina.

Quei racconti cominciarono a moltiplicarsi e nel palazzo chiunque, dalla cugine alla servitù, non poterono far altro che raccontare la stessa storia. Alice si addormentava ovunque! La regina allora cominciò a preoccuparsi e chiamò il medico di palazzo. Quando il dottore la visitò, fece tirare un sospiro di sollievo ai suoi genitori e a tutti i sudditi: la principessa Alice era sana come un pesce, non soffriva di alcuna forma di stanchezza infinita. Restava però una domanda alla quale nessuno riusciva a rispondere: se Alice andava a dormire presto la sera e si svegliava poco prima di iniziare le lezioni, perchè durante il giorno, quando era in compagnia di altre persone, non faceva altro che dormire?

Mentre tutti si interrogavano, cominciando a pensare che Alice fosse vittima di un incantesimo, fu la stessa principessa a svelare il mistero di quei sonnellini diurni. Alice non dormiva di notte da anni! Sì, avete capito bene, da quando il re e la regina l'avevano fatta trasferire da sola nella sua cameretta, lei aveva smesso di dormire. Di notte, al posto di riposare, faceva un sacco di altre cose: dipingeva, colorava, giocava, leggeva...ma al mattino, quando tutto il resto del palazzo si svegliava, lei fingeva di aver riposato, sebbene in realtà crollasse dal sonno. Ecco perchè durante il giorno poi, il suo corpo in qualche modo le chiedeva di recuperare le forze!

C'era solo una cosa che tutti si domandavano: perchè non dormiva di notte? E la risposta era davvero molto semplice: la dolce principessa Alice, aveva paura di dormire da sola. Il buio nascondeva troppi pericoli per lei e sebbene se ne stesse rintanata sotto cento strati di coperte, non si sentiva mai abbastanza al sicuro.

Dopo la confessione, i sovrani, le cugine e gli amici decisero di trovare una soluzione: durante la notte, a turno, decisero di fare compagnia ad Alice e infatti se c'era qualcuno con lei, la principessa dormiva beatamente, proprio come quando si addormentava durante il giorno. Dopo due settimane di turni, i sovrani decisero che era arrivato il momento di farla provare a dormire da sola. Ormai era grande, aveva sette anni!

Alice però non si sentiva affatto sicura, ma coraggiosa com'era decise di provarci. In fondo avevano ragione: cosa avrebbe potuto succederle? La prima notte in cui rimase da sola, Alice ad un certo punto sentì una voce. «Perchè hai paura di me?».

Alice saltò sul letto e strinse forte la sua coperta. «Chi c'è? Chi ha parlato?» Aveva chiesto sottovoce. Una risata argentina aveva risuonato nella stanza. «Sono il Traghettatore della Notte e volevo dirti di stare tranquilla, veglierò io su di te e nessuno ti farà del male». Nel buio della notte, quella voce divenne finalmente un volto.

Era il volto di un bellissimo giovane, che indossava un'armatura lucente. «Ma tu sei un cavaliere?». «Non sono un cavaliere! Io sono, il Traghettatore della Notte. Quando nel cielo spunta la luna, io ho il compito di portare il buio nelle vostre stanze. Il mio compito è solo quello di portare il riposo di notte per permettervi di poter fare tante cose il giorno dopo e per far sì che ciò avvenga, io resto a vegliare su di voi tutta la notte. Non può succederti nulla di brutto, perchè io sono qui per proteggerti!».

«Perchè non ti sei fatto mai vedere prima?» Chiese Alice sospettosa. «Veramente eri tu che avevi paura di osservare il buio. Io sono sempre stato qui.» Alice sorrise finalmente serena. Da quando conobbe quella meravigliosa creatura del Buio, non ebbe più paura.

Forse perchè ci fa sempre paura quello che non conosciamo e al quale non sappiamo dare un volto. Ora per la principessa Alice il Buio aveva un volto, una voce molto dolce e soprattutto aveva capito che era lì per permetterle di riposare.

Una mattina, quando il Traghettatore del buio stava per andarsene, fece alla principessa un grande regalo. Portò nel suo mondo lontano, la paura di dormire da sola di Alice e da quella notte, la principessa, potè finalmente riposare da sola e fare sogni meravigliosi!

>> Ti piacerebbe una favola personalizzata? Scrivi a community@style.it mettendo come oggetto LA MIA FAVOLA e inserendo nell'email nome, età, carattere del bambino (e possibilmente una foto che non viene pubblicata ma aiuta Daria per l'illustrazione).

>> Scopri il mondo di Noomray


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter di Style.it