Andrea e la figurina magica del Capitano

di Donatella Venditto - Noomray 

Un bambino di nome Andrea, un album di figurine, un campionato, una squadra di amici: ecco i protagonisti della favola di oggi

Donatella Venditto - Noomray

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Illustrazione di Daria Piromalli

Illustrazione di Daria Piromalli

Andrea sfogliava l'album delle figurine sorridendo: finalmente gli spazi vuoti stavano diminuendo e ogni squadra stava per essere completata. Da quando aveva iniziato a collezionarle, non c'era giorno in cui non pensasse a scambiare le doppie con i compagni o a farsi regalare qualche pacchetto per completare al più presto il suo album. Da pochi giorni era riuscito ad entrare in possesso anche di quella del Capitano della sua squadra del cuore e la felicità si era fatta sentire facendo battere più forte il suo cuore.

Mentre il fruscio delle pagine accompagnava il sorriso di Andrea, la sua mente correva avanti, nel futuro, immaginandosi quando, magari tra qualche anno, su quelle stesse pagine avrebbe potuto esserci anche lui con i suoi compagni di squadra. Già perché Andrea giocava a calcio da tre anni in una squadra che da poco aveva cominciato a partecipare ad un vero campionato! Purtroppo però le vittorie non erano state molte, anzi, diciamoci la verità, non avevano vinto quasi mai!

Ogni volta che la partita terminava e gli avversari esultavano, Andrea sentiva una piccola fitta di dispiacere, ma non solo per sè, anche per i suoi compagni. Andrea era un bambino molto protettivo e quando parlava, a volte faticavi a credere che quei discorsi potessero appartenere ad un bambino di soli otto anni.

Ogni volta che una partita persa abbassava il buon umore  della squadra, Andrea sentiva dentro di sè che avrebbe dovuto fare qualcosa. Ma che cosa, proprio non riusciva a capirlo. L'impegno infatti sembrava non bastare, ci sarebbe voluto qualcos'altro per cominciare a vincere! Dopo aver trovato la figurina del Capitano, con la gioia che contagiava il sorriso fino a toccare gli occhi, le cose però cominciarono a cambiare.

Il giorno dopo infatti, durante l'allenamento notò in sè qualcosa di diverso: Andrea sembrava fare goal con grande facilità e i suoi piedi sembravano volare su quel campo! I suoi compagni lo guardavano a bocca aperta. Quando il suo allenatore gli disse che il suo gioco ricordava quello dell'amato Capitano, Andrea ebbe un'illuminazione! Se lui si era trasformato in un grande campione dopo aver trovato quella figurina, c'era solo una motivazione: quella figurina era magica!

Quando tornò negli spogliatoi, prima di cambiarsi, diede una sbirciata all'album che portava nello zaino e ringraziò il Capitano per avergli fatto il grande dono di regalargli il suo talento. Un solo giocatore forte non bastava però per vincere le partite e così Andrea, che era molto generoso, decise di non tenere quel segreto per sè. Il sabato successivo, durante la partita di campionato, riportò con sè la figurina e invitò i compagni a prenderla e ad esprimere un desiderio: quello di vincere. La squadra uscì dagli spogliatoi motivata e grintosa e finalmente, dopo tante partite perse, la ruota cominciò a girare! La squadra di Andrea cominciò a vincere e il poter esultare abbracciandosi e gridando, come i veri campioni, per loro contava più di ogni altro risultato. Andrea, ormai convinto del potere della figurina, ripetè quel gesto ogni volta per tutte le partite successive.

Un pomeriggio,mentre stava attaccando le ultime figurine che gli erano state regalate, si accorse di una cosa: il posto del Capitano sull'album era vuoto!

La figurina era sparita! Forse era andata persa durante uno di quei riti pre-partita. Forse Andrea l'aveva portata in giro un po' troppo. Il giovane calciatore cominciò a disperarsi, tra pochi giorni si sarebbe disputata una partita importantissima con una squadra che sembrava invincibile!

Come avrebbe fatto senza la sua figurina? Quando arrivò il grande giorno e lui si ritrovò nello spogliatoio con i compagni, fu difficile ammettere che non avrebbero potuto ripetere quella che ormai era diventata una tradizione per la loro squadra. I suoi compagni calciatori però lo stupirono: «Andrea, non preoccuparti! Grazie a te noi abbiamo imparato a credere in noi e siamo certi che se ci metteremo l'entusiasmo di sempre, riusciremo a fare una buona partita anche questa volta, il risultato finale importerà poco!». Tutti e undici si unirono in cerchio e si abbracciarono. Poi, con lo sguardo determinato, uscirono in campo, pronti per divertirsi!

Quando tornarono negli spogliatoi, gridando «VITTORIA! VITTORIA!» Andrea era rosso in volto per la fatica, ma felicissimo per il risultato. Sì, avevano vinto, anche senza figurina!

La sera stessa, poco prima di andare a letto, Andrea trovò la figurina del Capitano proprio sul pavimento della sua camera. Era solo scivolata, non l'aveva persa! Eppure, anche senza di lei, la sua squadra aveva vinto lo stesso! Andrea la prese, la appiccicò sull'album e lo richiuse. Ora sapeva che non l'avrebbe più staccata, perché il suo compito era finito.

La figurina in realtà non era magica, era stato Andrea a renderla tale. Andrea aveva trovato un modo speciale per far trovare la forza di vincere ai suoi compagni: fargli credere che fosse possibile. Ora che l'avevano capito sarebbe bastata la loro forza di volontà, l'impegno, ma soprattutto l'entusiasmo che avevano messo in ogni partita e che li aveva portati a sentirsi davvero una squadra invincibile. Andrea mise via  l'album ormai completato.

Sì, forse un giorno non troppo lontano, la sua figurina avrebbe restituito ad un bambino la voglia di credere che ogni cosa sia possibile, se non ci arrendiamo!

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