Benedetta era una bambina piena di vitalità, che
non riusciva a stare mai ferma: amava nuotare, correre e tirare di
scherma.
Viveva in un piccolo villaggio alle porte di
un grande regno chiamato Misteria, che fin da
quando era una bambina sognava di poter visitare. Misteria però era
inaccessibile per i bambini. Chiunque avesse meno
di sedici anni non poteva mettervi piede, queste erano le regole.
Per Benny quella era la peggiore delle imposizioni! Lei era una
bambina curiosa della vita, che amava leggere ed informarsi e
l'idea che un grosso portone la dividesse dal mondo che avrebbe
voluto scoprire le faceva venire una gran rabbia!
Proprio per aggirare l'ostacolo, un pomeriggio
Benny saltò sul carro con il quale il papà Christian raggiungeva la
città di Misteria per lavoro e, nascondendosi sotto delle pesanti
coperte, riuscì in ciò in cui nessun bambino era mai riuscito:
raggiungere Misteria.
Mentre il trotto dei cavalli rallentava fino a
diventare una passeggiata, la testa curiosa di Benedetta faceva
capolino dalle coperte, pronta a catturare con i suoi occhi ogni
cosa, stando attenta a non farsi scoprire.
Benedetta si sentiva felice come non
mai per essere finalmente riuscita a entrarvi e, mentre
era intenta a cogliere ogni segreto e particolare, si rese conto di
ciò che veramente era Misteria: un regno perfettamente in
ordine, ben curato e pulito, ma assolutamente privo di
gioia e allegria.
Le persone per strada indossavano grigi
cappotti e facce di porcellana che sembravano non aver mai
visto il sole. Lungo le vie non c'erano fiori, i colori
sembravano essere stati cancellati e, benchè fosse tutto
all'apparenza bello, a Benedetta veniva in mente una sola parola,
guardandola: tristezza!
L'oggetto dei suoi desideri, che negli anni aveva
destato così tanta curiosità in lei, adesso si rivelava una
delusione, un posto nel quale non avrebbe voluto rimanere
un solo minuto di più. Mentre stava cercando di rimettersi sotto le
coperte però, pronta a ritornare a casa non appena papà Christian
avesse fatto marcia indietro, una voce roca gli ordinò di
fermarsi:« Fermo! Cosa trasporti?».
Benedetta sentì i brividi di paura lungo la
schiena.
«Semplicemente del cibo» - disse papà Christian.
«È il mio lavoro.»
In quel preciso istante Benedetta sentì dei cani abbaiare.
Poi i passi dell'uomo sembrarono avvicinarsi al
retro del carro e quando parlò Benedetta si rese conto che anche la
voce ora era davvero vicina alle sue orecchie: «I miei cani però mi
stanno dicendo che qui sentono odore di bambini...
è possibile?». Il papà di Benedetta scrollò le spalle.
A quel punto la guardia dalla voce roca sollevò la
coperta e immediatamente spuntò il viso curioso di Benny. «E tu chi
saresti?»
«Oh, Benedetta, che ci fai qui?» chiese suo padre
rammaricandosi per la sua presenza.
«Ehm...mi ero addormentata!"».
«Lo sai bene che qui i bambini non possono
venirci, vero?» - chiese la guardia.
«Sì lo so, ma è stato un incidente, non volevo!
Sono rimasta solo addormentata» mentì la bambina per non mettere
nei pasticci né suo padre, né se stessa.
«Mmm...- mormorò la guardia che, al di là della
voce grossa, aveva un sorriso buono - Sei fortunata, la regina oggi
non è in città, se ti avesse scoperto lei...».
Quando Benedetta e papà Christian stavano per
tirare un sospiro di sollievo, la voce argentina di una donna li
raggiunse:« Finisci pure la frase, se l'avessi scoperta io...cosa
sarebbe successo?» disse la regina in persona.
In quel momento tutti gli abitanti di Misteria si
voltarono spaventati, e anche Benedetta cambiò colore in volto. La
regina si avvicinò a lei: «E così tu saresti una bambina, eh?».
Benny fece sì con la testa senza dire una parola.
«Non ne vedevo una da quando... da quando... be',
da quando la bambina ero io!» - disse ridendo sguaiatamente. Tutti
gli abitanti la seguirono in quella risata. «Be', lo sai che è
proibito per i bambini venire in questa città, quindi tu che ci
fai?».
A quel punto Benny pensò bene di dire la
verità : «Rro solo curiosa, curiosa di capire cosa si
nascondesse in un luogo che mi era proibito visitare, ecco!». La
rabbia della regina sparì in un attimo:«Tu mi hai detto la
verità!» - ripetè fra sé e sé stupita. Nessuno dei suoi
sudditi gliela diceva da un sacco di tempo. La regina, troppo
impegnata nel mantenere la città di Misteria al riparo dai bambini
che avrebbero potuto portare disordine e confusione, si era
circondata solo di adulti, allontanandosi così dalla
freschezza, dall'allegria e dalla sincerità che solo i
bambini hanno. «Apprezzo la tua sincerità e la curiosità è segno di
intelligenza. Ti perdono per aver infranto le regole e sarei lieta
di invitarti a palazzo per un tè».
Quella fu la prima volta che Benny venne invitata
a palazzo dalla regina, ma non fu certo l'ultima. Grazie
alla curiosità e all'allegria di Benny, Misteria
venne aperta ai bambini e divenne una cittadina piena di sorrisi,
colori e voglia di vivere. Alla regina ora non importava più che
tutto non fosse così ordinato e pulito, perché c'era una cosa
fondamentale adesso, che prima era sempre mancata: ora c'era
vita vera, e il merito era tutto di quella bambina
che non aveva voluto arrendersi di fronte a un no e aveva avuto
il coraggio di sfidare una regola assurda per la
sete di conoscenza che aveva.
Benedetta era stata una vera benedizione per
Misteria e sarebbe stata un esempio per tutti coloro che non
avrebbero mai smesso di voler conoscere, imparare e scoprire.
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