Benny nel Regno di Misteria

di Donatella Venditto - Noomray 

L'avventura di una bambina curiosa alla scoperta di un posto proibito

Donatella Venditto - Noomray

Donatella Venditto - Noomray

ContributorScopri di piùLeggi tutti


Illustrazione di Daria Piromalli

Illustrazione di Daria Piromalli

Benedetta era una bambina piena di vitalità, che non riusciva a stare mai ferma: amava nuotare, correre e tirare di scherma.

Viveva in un piccolo villaggio alle porte di un grande regno chiamato Misteria, che fin da quando era una bambina sognava di poter visitare. Misteria però era inaccessibile per i bambini. Chiunque avesse meno di sedici anni non poteva mettervi piede, queste erano le regole. Per Benny quella era la peggiore delle imposizioni! Lei era una bambina curiosa della vita, che amava leggere ed informarsi e l'idea che un grosso portone la dividesse dal mondo che avrebbe voluto scoprire le faceva venire una gran rabbia!

Proprio per aggirare l'ostacolo, un pomeriggio Benny saltò sul carro con il quale il papà Christian raggiungeva la città di Misteria per lavoro e, nascondendosi sotto delle pesanti coperte, riuscì in ciò in cui nessun bambino era mai riuscito: raggiungere Misteria.

Mentre il trotto dei cavalli rallentava fino a diventare una passeggiata, la testa curiosa di Benedetta faceva capolino dalle coperte, pronta a catturare con i suoi occhi ogni cosa, stando attenta a non farsi scoprire.

Benedetta si sentiva felice come non mai per essere finalmente riuscita a entrarvi e, mentre era intenta a cogliere ogni segreto e particolare, si rese conto di ciò che veramente era Misteria: un regno perfettamente in ordine, ben curato e pulito, ma assolutamente privo di gioia e allegria.

Le persone per strada indossavano grigi cappotti e facce di porcellana che sembravano non aver mai visto il sole. Lungo le vie non c'erano fiori, i colori sembravano essere stati cancellati e, benchè fosse tutto all'apparenza bello, a Benedetta veniva in mente una sola parola, guardandola: tristezza!

L'oggetto dei suoi desideri, che negli anni aveva destato così tanta curiosità in lei, adesso si rivelava una delusione, un posto nel quale non avrebbe voluto rimanere un solo minuto di più. Mentre stava cercando di rimettersi sotto le coperte però, pronta a ritornare a casa non appena papà Christian avesse fatto marcia indietro, una voce roca gli ordinò di fermarsi:« Fermo! Cosa trasporti?».

Benedetta sentì i brividi di paura lungo la schiena.

«Semplicemente del cibo» - disse papà Christian. «È il mio lavoro.»
In quel preciso istante Benedetta sentì dei cani abbaiare.

Poi i passi dell'uomo sembrarono avvicinarsi al retro del carro e quando parlò Benedetta si rese conto che anche la voce ora era davvero vicina alle sue orecchie: «I miei cani però mi stanno dicendo che qui sentono odore di bambini... è possibile?». Il papà di Benedetta scrollò le spalle.

A quel punto la guardia dalla voce roca sollevò la coperta e immediatamente spuntò il viso curioso di Benny. «E tu chi saresti?»

«Oh, Benedetta, che ci fai qui?» chiese suo padre rammaricandosi per la sua presenza.

«Ehm...mi ero addormentata!"».

«Lo sai bene che qui i bambini non possono venirci, vero?» - chiese la guardia.

«Sì lo so, ma è stato un incidente, non volevo! Sono rimasta solo addormentata» mentì la bambina per non mettere nei pasticci né suo padre, né se stessa.

«Mmm...- mormorò la guardia che, al di là della voce grossa, aveva un sorriso buono - Sei fortunata, la regina oggi non è in città, se ti avesse scoperto lei...».

Quando Benedetta e papà Christian stavano per tirare un sospiro di sollievo, la voce argentina di una donna li raggiunse:« Finisci pure la frase, se l'avessi scoperta io...cosa sarebbe successo?» disse la regina in persona.

In quel momento tutti gli abitanti di Misteria si voltarono spaventati, e anche Benedetta cambiò colore in volto. La regina si avvicinò a lei: «E così tu saresti una bambina, eh?». Benny fece sì con la testa senza dire una parola.

«Non ne vedevo una da quando... da quando... be', da quando la bambina ero io!» - disse ridendo sguaiatamente. Tutti gli abitanti la seguirono in quella risata. «Be', lo sai che è proibito per i bambini venire in questa città, quindi tu che ci fai?».

A quel punto Benny pensò bene di dire la verità : «Rro solo curiosa, curiosa di capire cosa si nascondesse in un luogo che mi era proibito visitare, ecco!». La rabbia della regina sparì in un attimo:«Tu mi hai detto la verità!» - ripetè fra sé e sé stupita. Nessuno dei suoi sudditi gliela diceva da un sacco di tempo. La regina, troppo impegnata nel mantenere la città di Misteria al riparo dai bambini che avrebbero potuto portare disordine e confusione, si era circondata solo di adulti, allontanandosi così dalla freschezza, dall'allegria e dalla sincerità che solo i bambini hanno. «Apprezzo la tua sincerità e la curiosità è segno di intelligenza. Ti perdono per aver infranto le regole e sarei lieta di invitarti a palazzo per un tè».

Quella fu la prima volta che Benny venne invitata a palazzo dalla regina, ma non fu certo l'ultima. Grazie alla curiosità e all'allegria di Benny, Misteria venne aperta ai bambini e divenne una cittadina piena di sorrisi, colori e voglia di vivere. Alla regina ora non importava più che tutto non fosse così ordinato e pulito, perché c'era una cosa fondamentale adesso, che prima era sempre mancata: ora c'era vita vera, e il merito era tutto di quella bambina che non aveva voluto arrendersi di fronte a un no e aveva avuto il coraggio di sfidare una regola assurda per la sete di conoscenza che aveva.

Benedetta era stata una vera benedizione per Misteria e sarebbe stata un esempio per tutti coloro che non avrebbero mai smesso di voler conoscere, imparare e scoprire.

 

>> Ti piacerebbe una favola personalizzata? Scrivi a community@style.it mettendo come oggetto LA MIA FAVOLA e inserendo nell'email nome, età, carattere del bambino (e possibilmente una foto che non viene pubblicata ma aiuta Daria per l'illustrazione).

>> Scopri il mondo di Noomray


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter di Style.it