Ludovico e Lara, la vittoria più bella

di Donatella Venditto - Noomray 

Nella favola di questa settimana Ludovico e Lara si scontrano con gli Juggen. Chi sono? Scoprilo leggendo il racconto. E ricorda, se vuoi che il tuo bambino, nipote, cuginetto sia protagonista invia un'email a community@style.it!

Donatella Venditto - Noomray

Donatella Venditto - Noomray

ContributorScopri di piùLeggi tutti


Illustrazione di Daria Piromalli. Per info: www.dariawork.com

Illustrazione di Daria Piromalli. Per info: www.dariawork.com

Ludovico camminava per il bosco alla ricerca del pallone da calcio che aveva smarrito da qualche settimana ormai. A dire il vero Ludovico sapeva bene che non era affatto sparito, bensì glielo avevano portato via, come succedeva ormai troppo spesso. Da quando accanto al suo villaggio erano arrivati i terribili Juggen, lo scopo dei nuovi arrivati era stato quello di rendere la vita di tutti gli abitanti un vero tormento.

Gli Juggen erano un popolo composto solo da ragazzini che non superavano i sedici anni di età e che non conoscevano regole, nè leggi, se non quella del più forte. Ludovico, che aveva solo otto anni, detestava le ingiustizie e quando vedeva uno Juggen prendersela con i ragazzini più deboli, interveniva in prima persona, senza paura di poter essere preso di mira da quei bulli. Ovviamente il suo coraggio aveva un prezzo da pagare ed era quello di dover subire dei dispetti su ciò che amava di più al mondo, ovvero il calcio.

Ludovico era uno sportivo nato e un giocatore davvero promettente. Adorava lo sport in ogni sua forma e viveva praticamente in tuta da ginnastica. Quando gli Juggen avevano capito quale fosse la sua grande passione, avevano deciso di punire il suo coraggio in questo modo, togliendogli ciò che gli stava più a cuore: il suo pallone.

«Hai forse perso qualcosa?» gli aveva chiesto Erik, uno dei più terribili, mentre lo aveva visto intento nella sua ricerca.

«Sai benissimo cos'ho perso! Perchè me l'avete rubato voi!» aveva risposto Ludovico, che non era arrabbiato per il pallone in quanto oggetto, lui per fortuna non era attaccato alle cose e difficilmente faceva capricci per ottenerle, ma detestava la prepotenza e la maleducazione. Non voleva però farli arrabbiare troppo, perchè voleva proteggere a tutti i costi la sua sorellina Lara di due anni e mezzo e la sua famiglia, a cui era affezionatissimo.

«Senti Erik, ridammi il pallone e piantiamola qui!». «Nooo...se ti ridò il pallone adesso, tutti penseranno che non sono duro abbastanza.»

A quel punto Ludovico ebbe un'idea: «allora me lo riconquisterò!» «E come?» chiese Erik stupito. «Con una partita di calcio, è ovvio! Noi ragazzi del villaggio contro voi Juggen. Ci state?» Al suono di quelle parole gli Juggen uscirono dai loro nascondigli e raggiunsero Erik. «E cosa si vince? Solo un pallone?» Chiese Darco, il più grande del gruppo. Ludovico stava per rispondere di sì, ma venne fermato dal capo degli Juggen, Ares. «No. Chi vince, vince l'intero territorio e chi perde sarà costretto ad andare via, chiaro Ludovico?».

Al suono di quelle parole Ludovico ebbe quasi voglia di scappare. Come poteva mettere a repentaglio la vita di tutti gli abitanti del suo villaggio? Gli Juggen erano giovani e forti. Da una parte però sapeva bene di essere un ottimo giocatore e nel tempo di un battito di ciglia i suoi pensieri, spesso filosofici, divennero pratici. Non aveva altra scelta, doveva dire di sì e soprattutto, doveva vincere! Se quello era un modo per cacciare via i perfidi Juggen non c'era arma migliore con la quale avrebbe potuto sfidarli.

Quando rientrò in casa, la piccola Lara era intenta a giocare con la plastilina. Lara aveva una manualità incredibile e riusciva a trasformare gli oggetti cambiando il loro utilizzo, costruiva abilmente con i lego e non le sfuggiva niente. La realtà era piena di sfaccettature e lei era così curiosa e precisa da volerle cogliere tutte. Quando Ludovico era rientrato in casa infatti, lei era stata la prima a rendersi conto che qualcosa gli stava frullando per la testa. Adorava suo fratello e loro due sembravano capirsi alla perfezione anche senza parlarsi. Ludovico era l'unico che riusciva a calmarla anche nei momenti in cui il suo carattere dolce si ribellava cedendo ai capricci. Peccato che Lara fosse così piccola, sarebbe stata una giocatrice determinata e determinante per la buona riuscita della partita.

Adesso però gli toccava trovare altri giocatori, perchè la partita era vicina. Quando il giorno della grande sfida arrivò, tutta la famiglia di Ludovico, compresa la piccola Lara, era sugli spalti pronta a fare il tifo. Nessuno, a parte Ludovico e Lara, sapeva realmente cosa ci fosse in gioco. Quando la partita iniziò Ludovico ci mise tutto se stesso per vincere e il suo entusiasmo riuscì a coinvolgere anche gli amici che sembrarono comprendere la vera importanza della partita. A metà del primo tempo gli Juggen erano già sotto di un goal, ma ad un certo punto, qualcosa di assolutamente inaspettato travolse tutti.

Ludovico e Lara videro sciogliersi davanti ai loro occhi tutti gli Juggen presenti, uno dopo l'altro. Ludovico prima si spaventò, ma poi si sentì fiero di averli sconfitti e aver liberato il suo popolo da quella prepotenza, anche se non capiva come ci fosse riuscito. Prima di sciogliersi del tutto, Erik rivelò a Ludovico la verità. Gli Juggen erano solo dei replicanti senza emozioni, per questo ferivano e facevano del male senza preoccuparsi delle conseguenze. E l'unico modo per battere chi è senza cuore e quindi senza emozioni è travolgerlo con tutte le emozioni del mondo, le stesse che Ludovico in campo e la piccola Lara sugli spalti avevano messo per raggiungere la vittoria. Mentre il popolo di Ludovico e Lara esultava, Ludovico continuava a guardare la sua sorellina tirando un sospiro di sollievo per quel futuro meraviglioso che ora le stava riconsegnando. Lui l'aveva sempre saputo che ciò che rende il calcio unico è la forza dell'unione e la volontà di sapere che puoi vincere, se ci credi davvero.

Quello che ancora non sapeva è che possono esistere partite più importanti di quelle giocate su un campo di calcio e lui, grazie al suo coraggio, alla determinazione e al sostegno di una tifosa speciale come Lara, ne aveva appena vinta una importantissima.

>> Ti piacerebbe una favola personalizzata? Scrivi a community@style.it mettendo come oggetto LA MIA FAVOLA e inserendo nell'email nome, età, carattere del bambino (e possibilmente una foto che non viene pubblicata ma aiuta Daria per l'illustrazione).

>> Scopri il mondo di Noomray

DA STYLE.IT

  • News

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

  • News

    Arrestata infermiera killer a Piombino

    Arrestata infermiera killer a Piombino

  • News

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

  • News

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio