Giocastrocche: una collana in musica di tutte le filastrocche più belle, raccontata da Laura Marcora

di Silvia Gianatti 

Una collana di 6 cd che raccoglie tutte le filastrocche tradizionali, le conte i giochi di strada. Quelle che cantano le maestre a scuola, quelle che cantano i nostri bimbi, quelle che non aveva mai registrato nessuno. Ci ha pensato Laura Marcora, direttrice del Coro dei Piccoli Cantori di Milano

Silvia Gianatti

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Laura Marcora è la direttrice del Coro dei Piccoli Cantori di Milano di cui fa parte da sempre. Sua nonna infatti, Niny Comolli, lo ha fondato cinquant'anni fa. Dieci anni fa, con le sue tre figlie piccole, si rende conto che ci sono canzoni cantate da tutti i bambini che non si trovano da nessuna parte: sono quelle della scuola materna, quelle che le maestre tramandano di anno in anno, quelle che a volte registrano su cd per farle imparare ai bambini o lasciarle come ricordo alla fine del percorso scolastico, con le loro voci e senza basi. Quale mamma non si è mai chiesta che bello sarebbe averle tutte, ma proprio tutte, su cd? Arriva Giocastrocche, filastrocche per giocare in cortile, una collana di 6 cd che raccolgono 70 canzoni estremamente popolari.

Come le è venuta l'idea?
«Per entrare nei Piccoli Cantori c'è da superare una piccola audizione. Mi sono resa conto che tanti bambini portavano le stesse canzoni, prese dal repertorio da scuola materna. Abbiamo iniziato a eseguirle ai nostri concerti e piacevano tantissimo. Da lì l'idea di riarrangiarle, in modo anche originale, per farle sembrare vere canzoni: La Battaglia di Magenta per esempio ha un sottofondo quasi medievale, Le streghe ballano è ritmata. E così tutte le altre.»

Con quanti bambini ha registrato la raccolta?
«Ho iniziato a registrare le prime filastrocche nove anni fa, si sono alternati quindi più di cento bambini, a gruppi di quindici per volta. Non tutti i bambini comunque sono adatti alla sala di registrazione, può essere molto noioso per alcuni di loro, dovendo cantare magari per un'ora e mezza, da seduti, la stessa canzone. Non è per tutti.»

Quanti bambini coordina?
«Il coro è composto da 90 bambini che hanno dai 4 ai 13 anni. Ci vediamo una volta a settimana, prima dei concerti anche qualche volta di più. Ma dopo un concerto lasciamo sempre una settimana di pausa. Sono bambini, hanno bisogno di divertirsi, di giocare, di non stancarsi. Certo, voglio che le cose siano fatte bene, ma al primo posto ci sono loro. Sul palco porto 40 bambini, per questo ho scelto di averne di più, perché c'è sempre qualcuno che non può partecipare. Quando mi dicono che il giorno del concerto c'è una festa di un amichetto, io voglio che vadano alla festa!»

I più piccoli hanno 4 anni. Un bambino è già intonato a quell'età?
«Non sempre, ma a volte sì. A volte invece c'è solo bisogno che maturino e magari a 4 anni non entrano nel coro, ma a 7 sì.»

Come li sceglie?
«La chiamiamo audizione ma in realtà è un momento di canto tutti insieme. I bambini arrivano e cantano quello che vogliono. Devono essere intonati, musicali, devono avere una voce adatta al coro. Un tipo di timbro che possa sposarsi con le altre voci.E soprattutto devono avere abbastanza estensione, se no si rovinano le corde vocali. A quell'età bisogna essere molto prudenti, è un lavoro delicato»

Perché, secondo lei, è bello che i bimbi entrino in un coro?
«Il coro è un'attività di gruppo e quindi, come qualsiasi altra attività condivisa, fa bene. Ma la musica tira anche fuori le emozioni. E mette di buon umore. In un coro si imparano a condividere le emozioni, si raggiungono risultati insieme agli altri, che magari da solo non avresti raggiunto. Si uniscono i propri limiti e quando uno si ferma può andare avanti un altro: e insieme ce la si fa. I Piccoli Cantori hanno fatto insieme cose che nessuno da solo sarebbe riuscito a fare, come per esempio cantare con Michael Jackson! Per me il coro è un'ottima scuola di vita!»

 

>>>> Scopri il video di Don Don Baby, uno dei brani della raccolta.


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