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Guida pratica per mamme lavoratrici

08 giugno 2011

Manuale (il più possibile) agile per partire all'arrembaggio della legislazione a tutela della maternità: conoscere a fondo i propri diritti e farli valere dal giorno del test (congratulazioni!) agli anni successivi al lieto evento. Hai ancora domande? Scrivi a Cristiana!

In Italia, la maternità è tutelata dalla legge 53/2000, che ha aumentato la possibilità di fruire di periodi di congedo dal lavoro per assistere i figli ed esteso tale possibilità anche ai padri e ai genitori adottivi.

Questo complesso di norme prevede una serie di agevolazioni che vanno dall’astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro, ai riposi giornalieri; dai congedi per malattia dei figli ai permessi particolari per quelli portatori di handicap grave. Oltre, naturalmente, al divieto di licenziamento e di adibizione a mansioni faticose o comunque pregiudizievoli al buon andamento della gravidanza. Il tutto per la tutela della salute della madre e del bambino.

Queste norme si applicano a tutte le lavoratrici madri: sia a quelle alle dipendenze di un datore di lavoro (privato o pubblico) e sia - con particolarità diverse - alle apprendiste, alle lavoratrici autonome, a quelle a domicilio o part-time, alle colf, alle donne manager o alle libere professioniste e, infine, alle lavoratrici a tempo determinato e con contratti a progetto. La tutela della maternità spetta, infine, anche alle casalinghe.

(È un lavoro anche questo: Demi Moore posa incinta della secondogenita Scout LaRue per la copertina del numero di agosto di Vanity Fair, 1991 - Foto Kika Press)

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