Essere mamme e (anche) lavoratrici si può

di Francesca Anna Giorgetti 

Essere mamma aggiunge valore alla professionalità di una donna. Dimostrarlo e valorizzare la presenza delle mamme nelle aziende, aiutandole a reinserirsi e incentivando la flessibilità, è la scommessa di Moms@Work, un servizio di Gi Group. Con Cecilia Spanu, una delle fondatrici, abbiamo parlato di occupazione al femminile e di cosa fare per rompere il pregiudizio che una mamma non è una brava lavoratrice

Francesca Anna Giorgetti

Francesca Anna Giorgetti

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Cecilia Spanu e Anna Zavaritt

Cecilia Spanu e Anna Zavaritt

Com'è nata l'idea di creare Momastawork?
Ho 4 bambini e quando lavoravo come dipendente ho sperimentato sulla mia pelle il tema della conciliazione, anche se l'azienda mi aveva comunque dato delle opportunità di crescita. A seguito di una ristrutturazione ho scelto però di diventare libera professionista: insieme ad Anna Zavaritt, ex giornalista del Sole 24 Ore,  abbiamo deciso di creare un'agenzia di intermediazione aziende-lavoratori sul modello di quelle americane, e lo abbiamo fatto insieme a Gi Group, gruppo di servizi al lavoro.

Che tipo di servizi offrite?
Noi lavoriamo per le aziende
: entrando nelle loro pieghe, ci siamo rese conto delle difficoltà e delle problematiche connesse all'assunzione delle madri e alla gestione del personale. Proponiamo loro profili di donne di valore, già occupate o che vogliono reinserirsi nel mondo del lavoro, appena al di sotto dei livelli manageriali e trasversali alle varie aree occupazionali. Diamo anche una consulenza organizzativa e gestionale del personale femminile alle aziende, per ridefinire i modelli di flessibilità e misurarne i benefici. Infine, facciamo coaching di supporto alle madri dalla maternità al rientro al lavoro per aiutarle a riorientare gli obiettivi.

Perché il pregiudizio sulle mamme lavoratrici c'è soprattutto in Italia? Cosa possono fare le madri per migliorare la situazione?
In Italia bisogna lavorare sul fronte culturale, prima sulla flessibilità del lavoro, secondariamente su un certo maschilismo che fa pensare che le madri non siano affidabili. Anche le mamme hanno del lavoro da fare, perché i cambiamenti stanno arrivando adesso. È necessario trovare nuove modalità sia per organizzare il tempo che per porsi verso le aziende, dimostrando che si vale. La rete tra donne e parlare sul web di questi temi può essere di aiuto.Il mio consiglio? Giocare la propria vita con passione cercando di avere tutto. Cerchiamo tutti insieme di diffondere buone pratiche, di misurarne i risultati, di lavorare sul cambiamento, di far sperimentare alle aziende nuovi modelli.

Perché il part-time e il telelavoro in Italia sono poco usati dalle aziende?
Probabilmente perché questo modo di lavorare non dà fiducia: eppure i lavori basati sulla conoscenza, in costante aumento, non necessitano un controllo a vista. È come se molte aziende italiane non avessero percepito che i lavori del terziario avanzato possono essere controllati in modi diversi, oppure non si pongono il problema.

Quali sono i settori più family friendly in Italia?
Quelli dei prodotti per bambini; alcune multinazionali che hanno politiche di diversity dettate dall'estero e in generale le aziende in cui ci sono più donne, dove il tema diventa chiave: penso a L'Oréal e al mondo delle banche.

In rete si parla molto del tema della conciliazione dai blog delle mamme ai forum, a iniziative come la 27esima ora  e ci sono anche delle mobilitazioni. Questo può davvero cambiare le cose oppure è solo un parlarsi addosso?
Il confine è labile, ma un certo tipo di rete non è parlarsi addosso, serve anche a mantenere relazioni professionali tra donne che possono arricchire e far crescere. Ad esempio, è molto importante avere anche un profilo breve e ben compilato su Linkedin, e mantenere le relazioni professionali  attraverso linkedin e face book.

Offrite anche servizi per le mamme?
Come dicevo, facciamo selezione per le aziende dei curriculum vitae che le mamme inviano a l nostro sito, sul quale sono presenti e continuamente aggiornate le offerte di lavoro. Facciamo anche un colloquio di orientamento alle candidate, per valutarne obiettivi, competenze e opportunità.

Cosa dovrebbe inserire una mamma nel suo cv?
Dovrebbe essere sintetico, con alcune parole chiave che evochino il contenuto della sua professionalità. Potrebbe aiutare la lettura di libri come Ricomincio da me (Passerini e Galletta, ed. Etas), Come reinventarsi a 40 anni o libri americani sull' uso di Facebook e linkedin.

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