Alessia Scordo: «Porto i baby shower in Italia»

di Francesca Amé 

Appassionata di usi e costumi made in Usa, la mompreneur romana Alessia Scordo ha creato l'agenzia BabyshowerItaly, che organizza feste a tema in cui le amiche della futura mamma la coccolano e riempiono di regali

Francesca Amé

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Style.it incontra ogni settimana una mamma che, per motivi diversi, ha deciso di cambiare lavoro o di inventarsene uno da zero. Dopo la storia di Chiara Orlandini, architetto che ha aperto in campagna un b&b, di Federica Zagari, che dal mondo della finanza è passata a quello dei bambini, Sabrina Tassari, fondatrice della Grotta del Sale, Francesca Sanzo, blogger esperta, ora Alessia Scordo, babyplanner, ci racconta la sua storia.

Il baby shower è un po' l'ultima festa che una mamma regala a se stessa. È un party pieno di gioia, che di solito si celebra intorno al settimo o ottavo mese della gestazione. Sono i mesi più critici, quando la mamma è preda dell'ansia e una festa così aiuta a stemperare l'attesa in modo allegro. Ci si ritrova all'ora del tè, con le amiche, per un party a tema "condito" da dolcetti, dalla mitica "torta di pannolini", da bomboniere e tante tante chiacchiere. In America è un'istituzione, da noi lo conoscono ancora in poche. Ed io, appassionata di tutto ciò che è a stelle e strisce, mi sono buttata a capofitto nell'avventura di importare il baby shower in Italia.

Ho 33 anni, sono romana, vivo avanti e indietro tra Milano e Roma e ho un figlio di un anno e mezzo e un passato nella formazione, nella ricerca universitaria e nell'organizzazione di eventi. Inutile dire che l'idea di aprire la prima agenzia di babyshower in Italia, BabyshowerItaly.com , mi è venuta durante la gravidanza: ero sempre attaccata al computer per leggere le novità dall'America, un Paese che adoro e che visito non appena posso. Negli Usa il babyshower è un must per tutte, non solo per le mamme-vip. Navigando in rete anche qui da noi e osservando quante mamme creative ci sono in giro, ho pensato di mettere a frutto questo enorme potenziale.

La professione di babyplanner è da noi ancora poco nota: ci sono molte mamme che vendono on line le loro creazioni (artistiche, culinarie, di design) ma manca un'agenzia che tiri le fila e offra alla futura mamma il "pacchetto completo". Da settembre ho lanciato così l'agenzia, ricevendo subito molte richieste di collaborazione. Il mio obiettivo è di creare un network di babyplanner e un portale ricco di contenuti multimediali sull'argomento. Attualmente opero, insieme ad altre due mamme, sulle città di Milano e Roma: le nostre fornitrici (tutte mamme creative) sono in continuo aumento perché ogni baby shower è diverso dall'altro.

Per organizzare la festa abbiamo bisogno di un preavviso di almeno 15-20 giorni, bisogna poi stabilire con la mamma (o con le sue amiche: spesso il baby shower è un regalo alla futura mamma) il tema centrale e su questo ci sbizzarriamo per la torta, i dolcetti, i segnaposti, le decorazioni, le bomboniere. Le cifre? Variabili, da un minimo di 300 euro a un massimo di mille, esclusa la location. Stiamo già ricevendo molte richieste, nonostante abbiamo aperto da poco e questo mi fa ben sperare per il futuro: amo il mio lavoro nel campo della comunicazione, ma non nascondo che mi piacerebbe che questa agenzia diventasse il mio futuro lavorativo, perché è una professione che adoro e che mi permette ampia flessibilità nella gestione della famiglia.

Per un'iniziativa imprenditoriale come questa è fondamentale il passaparola tra mamme (vip comprese: finora, che io sappia, solo a Luisa Ranieri è stato organizzato il babyshower) ma sono certa che prima o poi questa tendenza conquisterà anche le mamme italiane. La mia soddisfazione più grande? Far lavorare altre mamme come me, abilissime nell'ideare torte, oggetti, vestiti e idee-regalo. (testo raccolto da Francesca Amé, 16.continua)

E tu, che ne pensi? Ti piacerebbe un babyshower? Sei una mamma creativa e vuoi parlarci della tua attività? Scrivi alla redazione di Style.it o commenta qui!

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