Si chiamano Olivia, Stephanie, Mia, Emma e Andrea. Hanno i
boccoli, la vita sottile, vestitini trendy e occhi da cerbiatta.
Indossano leggins bianchi e top coloratissimi (e scollati). Sono
loro, le nuove creature della Lego. Sono le LEGO
Friends (ecco il sito che illustra tutto il loro mondo) e sono
l'ultima creazione della nota azienda che ha inventato i
mattoncini colorati con cui hanno giocato generazioni di
bambini.
Approderanno da questo mese nei negozi di giocattoli di tutto il
mondo e si sono già conquistate la copertina di Businessweek e
infinite polemiche in rete, nei blog per genitori.
Il motivo? In un universo di giocattoli perennemente diviso tra
rosa (bambole, accessori per la cucina, perline) e azzurro
(macchinine, mostri, armi giocattolo), il Lego pareva essere
rimasto l'unico avamposto democratico. Uno dei pochi giochi
'neutri', da regalare indistintamente a maschi e femmine.
Ora ci troviamo invece con un LEGO squisitamente
girly, con personaggi femminili, mattoncini rosa o fucsia
e ambienti quali il salone di bellezza, la cucina, la sdraio con
l'ombrellone (e le mitiche casette con gli animali dove sono
finite)?
Non è la prima volta che ci si interroga sull'eccesso dei
giocattoli di genere: poco prima delle feste di Natale, Laura
Nelson, mamma blogger inglese , ha denunciato il 'sessismo' dei
negozi di giocattoli. E ha ottenuto che Hamleys, notissimo
toy-store di Londra, unificasse i reparti. Dove prima, al
piano rosa, c'erano bambole, cucine e giochi domestici e al piano
azzurro, giochi in scatola con esperimenti, giochi di movimento,
ora ci sono reparti con targhe sulle tipologie di gioco (puzzle,
bricolage, giochi di ruolo, pelouche, etc). 'Perché una
bimba non dovrebbe giocare con il Piccolo Chimico?', si è chiesta
la donna.
Già, perché?
Da qualche tempo psicologi, neuroscienziati e genitori riflettono
sulla cosiddetta 'pinkification' dell'infanzia,
ovvero l'eccesso del rosa che caratterizza qualsiasi prodotto
(gioco, abbigliamento, gadget) pensato per le bambine.
È nata persino un 'associazione, l' inglese Pink
Stinks (lett: Il Rosa Puzza! ) , di cui si è molto
parlato anche da noi, che ha lanciato una campagna di boicottaggio
contro i giocattoli monocromi, convinta che l'ossessione
per il rosa inculchi stereotipi dannosi nei cervelli delle
bambine.
Perché una bimba non dovrebbe divertirsi a giocare con mattoncini
blu, rossi o gialli per fare casette, recinti o altro e dovrebbe
aver bisogno di costruire improbabili saloni di bellezza color
lillà?
E voi, che ne pensate?