Ma il LEGO è per femminucce?

di Francesca Amé 

La nota azienda di mattoncini mette sul mercato un nuovo LEGO, decisamente girly, con personaggi femminili e colori che vanno dal rosa al fucsia. Ma è davvero questo quello che vogliono le nostre bimbe?

Francesca Amé

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Si chiamano Olivia, Stephanie, Mia, Emma e Andrea. Hanno i boccoli, la vita sottile, vestitini trendy e occhi da cerbiatta. Indossano leggins bianchi e top coloratissimi (e scollati). Sono loro, le nuove creature della Lego. Sono le LEGO Friends (ecco il sito che illustra tutto il loro mondo) e sono l'ultima creazione della nota azienda che ha inventato i mattoncini colorati con cui hanno giocato generazioni di bambini.

Approderanno da questo mese nei negozi di giocattoli di tutto il mondo e si sono già conquistate la copertina di Businessweek e infinite polemiche in rete, nei blog per genitori.

Il motivo? In un universo di giocattoli perennemente diviso tra rosa (bambole, accessori per la cucina, perline) e azzurro (macchinine, mostri, armi giocattolo), il Lego pareva essere rimasto l'unico avamposto democratico. Uno dei pochi giochi 'neutri', da regalare indistintamente a maschi e femmine.

Ora ci troviamo invece con un LEGO squisitamente girly, con personaggi femminili, mattoncini rosa o fucsia e ambienti quali il salone di bellezza, la cucina, la sdraio con l'ombrellone (e le mitiche casette con gli animali dove sono finite)?

Non è la prima volta che ci si interroga sull'eccesso dei giocattoli di genere: poco prima delle feste di Natale, Laura Nelson, mamma blogger inglese , ha denunciato il 'sessismo' dei negozi di giocattoli. E ha ottenuto che Hamleys, notissimo toy-store di Londra, unificasse i reparti. Dove prima, al piano rosa, c'erano bambole, cucine e giochi domestici e al piano azzurro, giochi in scatola con esperimenti, giochi di movimento, ora ci sono reparti con targhe sulle tipologie di gioco (puzzle, bricolage, giochi di ruolo, pelouche, etc). 'Perché una bimba non dovrebbe giocare con il Piccolo Chimico?', si è chiesta la donna.

Già, perché?
Da qualche tempo psicologi, neuroscienziati e genitori riflettono sulla cosiddetta 'pinkification' dell'infanzia, ovvero l'eccesso del rosa che caratterizza qualsiasi prodotto (gioco, abbigliamento, gadget) pensato per le bambine.

È nata persino un 'associazione, l' inglese Pink Stinks (lett: Il Rosa Puzza! ) , di cui si è molto parlato anche da noi, che ha lanciato una campagna di boicottaggio contro i giocattoli monocromi, convinta che l'ossessione per il rosa inculchi stereotipi dannosi nei cervelli delle bambine.

Perché una bimba non dovrebbe divertirsi a giocare con mattoncini blu, rossi o gialli per fare casette, recinti o altro e dovrebbe aver bisogno di costruire improbabili saloni di bellezza color lillà?

E voi, che ne pensate?

DA STYLE.IT

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