Style.it incontra ogni settimana una mamma che, per motivi
diversi, ha deciso di cambiare lavoro o di inventarsene uno. Dopo
la storia di Chiara Orlandini, architetto che ha
aperto in campagna un b&b, di Federica Zagari,
che dal mondo della finanza è passata a quello dei bambini,
Sabrina Tassari, fondatrice di Halosal,
Francesca Sanzo, blogger, Manuela
Cervetti, mamma acrobata , Alessia
Scordo, babyplanner, Elena Tavelli,
babyplanner, Federica Gatti, coach per mamme,
Eleonora Dellera, ideatrice di una
swapping-boutique a misura di mamma, ecco Mamma Angelina, ovvero
Patrizia Di Marco.
La mia è stata la classica scelta di pancia:
dettata un po' dall'incoscienza, un po' perché, quando è arrivato
il mio bambino, che adesso ha 5 anni, ho capito che il lavoro che
facevo prima non andava più bene. Ero vice-responsabile di
un grande negozio, in centro, con un team di trenta
persone: vetrine da allestire, apertura di nuovi negozi, eventi.
La mia vita era un turbine: non contavo neanche le
ore di lavoro. Ma mi piaceva.
Nel periodo di congedo maternità, ho pensato che sarebbe stato
bello avere una seconda attività, solo mia, e ho acquistato un
piccolo spazio, vicino a casa, nei pressi di viale Monza, a Milano.
Volevo farne un negozio di dvd, con distributore automatico,
qualcosa di 'comodo' che non richiedesse più di tanto impegno.
Le cose sono andate diversamente: man mano che
il piccolo cresceva mi rendevo conto che non trovavo per
lui un tipo di abbigliamento che desideravo. Cinque anni
fa i body in cotone biologico, i pannolini lavabili, le fasce o i
sacchi-nanna non erano così diffusi come oggi, direi che
nell'ultimo periodo la consapevolezza delle mamme su un
abbigliamento eco e bio è molto cresciuta. Ho deciso di
scommetterci.
Non sono più rientrata al lavoro: mi sono licenziata e ho
trasformato quel piccolo spazio in una via secondaria di Milano,
una zona non certo di passaggio, in Mamma Angelina, uno
spazio dove le mamme possono trovare quei prodotti per i loro bimbi
che non trovano altrove. Con un occhio alle etichette
etiche (molti marchi nascono da idee artigianali di varie mamme) e
alla qualità dei tessuti.
La mia vita oggi? È un'altalena: ho aperto nel
2007, un anno difficile e questa crisi economica non accenna a
diminuire. Dopo un anno ho avuto l'idea, suggerita da amici comuni,
di aprire anche una versione on line del negozio
(ecco il sito http://www.mammaangelina.it/
): ho scoperto un mondo nuovo, che mi porta anche nuovi clienti a
Milano. Lavoro molto, ma ho fatto delle
scelte: mi sono cucina su misura un orario da mamma.
Chiudo ogni sera alle 18.30 e il mercoledì pomeriggio sono chiusa
per passare un po' di tempo con mio figlio. Gli orari di negozio,
lo so bene, sono duri e non volevo finire nel vortice di prima.
Guadagni? Diciamo che riusciamo a mantenerci, ma si
naviga a vista. Vedo nascere attorno a me tanti nuovi siti
di abbigliamento, creati da madri come me che vogliono mettersi in
proprio: sono orgogliosa della loro scelta, ma non voglio creare
illusioni. È faticoso, specie all'inizio e io non so come farei
senza il sostegno della mia famiglia d'origine. Il nome, del resto,
è anche un omaggio a loro: Mamma Angelina era la mia straordinaria
nonna, una donna fuori dal comune, dolce ma 'tosta'. Con questo
marchio volevo promuovere le sane abitudini di una volta (ad
esempio la fascia, i pannolini lavabili), ma con tutte le migliorie
di oggi. Per far star meglio i nostri bimbi, e le loro mamme.
E tu, che ne pensi? Acquisti on line prodotti per il tuo
bambino? Scegli marchi etici? Che cosa pensi dell'e-shop
ecologico?
(testo raccolto da Francesca Amé. 21 continua)