
Dove il green è di casaGià dall’aereo è subito chiaro: la Germania è un paese verde. Mentre il capitano atterra vedo enormi distese d’alberi e casette, che sembrano quelle delle fiabe, perfettamente ordinate in mezzo ai boschi. Anche Berlino è verde. Alberi in ogni strada, parchi gioco a ogni crocevia. Edere sulle case e fiori sui balconi. Immediatamente ti accorgi che qui respirano di più. E non si tratta solo di ossigeno.
Non so come sia la vita di un vero berlinese, ma da turista ho visto meno traffico, tante biciclette, tanto ordine, tante signore sul lungo fiume a mangiare un panino al formaggio in orari improbabili. O ragazze che leggono libri guardando la gente. O mamme, a gruppetti di quattro o cinque carrozzine, che passeggiano insieme, bevono un latte macchiato chiaro (che in tedesco si dice così) e sorridono, come se stessero vivendo il momento più bello della loro vita (e forse è proprio così). Probabilmente è una sensazione, ma ho sentito la cura e il rispetto del tempo personale.

Che accoglienza!Siamo partiti con Ryanair, ma mi sento di consigliare Easy Jet per i viaggi con bambini. La prima compagnia non prevede il priority boarding per le famiglie con bambini, mentre Easy Jet ti dà la precedenza (e quando sei in una sala d’aspetto calda, piena di gente, con un affarino accaldato in mano, avere la precedenza male non fa).
E poi Ryanair ormai parla all’altoparlante per quasi tutto il viaggio, che tu sei lì a cantare Heidi a bassavoce, guardando con soddisfazione la palpebra di tua figlia che cala e parte una sirena che ti invita a grattare e vincere il premio della compagnia. Ma dico… ma statte zitto! Fortunatamente le capacità di adattamento dei bambini sono alte e quando dormono, dormono.
Il volo è stato puntuale. Il gallo dell’atterraggio (sì, una sirena risuona e fa cantare il gallo), risveglia qualsiasi bambino con la suddetta capacità di adattamento, ma in ogni caso si arriva senza problemi. Appena atterri a Berlino, con il tuo passeggino, puoi scegliere di raggiungere il centro della città con il treno o la metro. Da quando sono mamma scelgo sempre la terza opzione: il taxi. Perché viaggiare con un passeggino è possibile e bello. Ma un po’ più complicato quando hai anche le valige da trainare.
Il taxi su cui siamo saliti aveva il seggiolino per lei. Abituata a trasportare in braccio la Patata viaggiante, mi è sembrato un lusso poterla legare alla cintura di sicurezza. Sul taxi mi sono accorta di aver dimenticato il cellulare (o meglio l’Iphone!) in aereo. Ecco, questa è una di quelle cose che prima di avere figli non mi sarebbe mai capitata.
Ma da quando c’è lei il cellulare lo devo tenere nascosto e così, chissà dove l’ho appoggiato per non farglielo vedere, lì è rimasto. E poi, quando devi scendere dall’aereo hai in mano lei appena sveglia e un po’ storta, il bagaglio a mano, il papà ti aiuta, ma non può sapere che cosa stai dimenticando…
Quindi, abbiamo testato l’accoglienza dell’albergo esordendo con un “Help us! We forgot our Iphone on the plane”, ovvero “ti prego, gentil concierge, chiama tu l’aeroporto che il tedesco è una lingua davvero difficile per una telefonata del genere”. In albergo hanno subito recuperato il numero del Lost & Found dell’aeroporto di Shonefeld che qui ti segno per il non si sa mai, metti che decidi di partire. +49 03060916038. Gentili, sorridenti, disponibili. WILLKOMMEN IN BERLIN. Benvenuti a Berlino.

Cosa fareNoi avevamo a disposizione due giorni. Non troppi, ma abbastanza per staccare la testa dalla città e respirare un’aria nuova e multiculturale. Se hai due giorni a disposizione devi selezionare il tipo di visita alla città che vuoi fare. Sostanzialmente hai due opzioni. La prima è quella che prevede la visita ai luoghi e monumenti della città. Sali sui tram, prendi la metro, c’è anche quella in superficie, passeggi e passi da Est a Ovest alla ricerca della Porta di Brendeburgo, il chilometro e mezzo di muro diventato la East Side Gallery, il Tiergarten, il grande e bellissimo parco cittadino, lo Zoo, il viale di Unter den linden, l’isola dei musei, il check point Charlie e via così.
La seconda è stare solo a Est, tra MITTE E PRENZAULER BERG, tra le viette piene di design e i parchetti per bambini. E passeggini berlinesi e palazzi bianchissimi. Noi abbiamo scelto la seconda. Perché con un passeggino ci piace passeggiare, per vagare senza meta alla ricerca di negozietti carini, gallerie d’arte, baretti al sole e spazi gioco per lei. Avremmo potuto farlo anche in bici (l’affitto giornaliero costa 10 euro), ma appunto, ci piace passeggiare.
Sono i due quartieri più alla moda del momento. Quelli in cui trovi i giovani studenti e i vecchi artisti, i berlinesi cool e gli stranieri di tendenza. Quelli dove tutto quello che ti circonda va guardato. Il percorso consigliato, debitamente riportato su una cartina fotocopiata e consegnata dalle mani di una giovane mamma, nuova amica del nido appena iniziato, che fortuna ha voluto abbia vissuto per anni a Berlino, parte da Friedrichstrasse e punta a sud-est, verso l’Hackscher Markt. Passi il fiume tra i musei e ti butti in Rosenthalerstrasse. Puoi spingerti fino ad Alexander Platz perché comunque il simbolo di Berlino va visto da vicino anche se la piazza non offre granchè.
Ma poi ritorna indietro e ci si perde tra quelle vie. All’altezza del civico 40 di Rosenthaler troverai cortili meravigliosi, con palazzi da fotografare e bar, tavolini all’aperto, negozietti di design e shop per bambini. A me è piaciuto Serendipity, pieno di paccottaglie di ogni genere che però quando son straniere hanno un senso. Ho portato a casa un beauty case con cerbiatto per lei.
Un appendino con elefantino di stoffa per il bimbo di un’amica. Ma soprattutto ti trovi in uno spazio pedonale, con in fondo al cortile un area giochi dotata di sabbia (che scopriremo ben presto essere il must delle aree giochi berlinesi) con dondolo, orsetto a dondolo, pentolini e camion per giocare con la sabbia. Fai foto, fai shopping, fai giocare lei. Cosa vuoi di più?
Parchi giochi, che belli!Potrei segnarteli sulla cartina, ma forse non serve. Basta camminare e appaiono come funghi. Sono tutti nella sabbia. Che se solo penso a un’area bimbi nella sabbia in Italia rabbrividisco pensando a come potrebbero interagire i cani in quello spazio. Ma forse sono pessimista (non credo). A Berlino non solo trovi la sabbia, ma anche palette e secchiello, lì abbandonati, a disposizione per il primo bimbo che passa di lì per caso.
Scivoli, castelli e piratiE poi i giochi. Abbiamo trovato pietre enormi con le molle, che diventan dondoli, fortini da pirati, skate park dimessi e trasformati in aree bimbi. A meno che non sia molto piccolo, sai bene quanto è dura tenere più di tanto un bimbo nel suo passeggino. Ecco che Berlino diventa perfetta.
Un po’ passeggi e quando lei/lui si stanca di stare seduto basta guardarsi attorno e farlo scendere, per scivolare un po’ sullo scivolo o andare in altalena. Quei venti minuti in cui lei/lui si scarica, tu ti fermi un attimo. E ti guadagni un altro pezzo di autonomia turismo quando, un po’ stanco, vuole essere di nuovo scarrozzato.

Shopping ? Anche, forse, chissàAnche in questo caso vale la pena di passeggiare un po’ random e perdersi, soprattutto nel Scheuneniertel dove destra o sinistra che tu vada, trovi negozi incredibilmente belli e di tendenza. C’è anche quello un po’ più commerciale, ma quindi più abbordabile: All Saints (Orianenburger street), vende anche on line. E vale la sua fama. È per adulti. Ma lei si è divertita a correre e a nascondersi dietro a ogni stendino mentre io facevo finta di voler fare shopping, in pratica la inseguivo sotto lo sguardo divertito dei commessi.
Il negozietto più carino che ho visto per lei è invece in Auguststrasse, più o meno a metà, dove vendono scarpe meravigliose. Purtroppo (o per fortuna?) la commessa tedesca è fin troppo onesta e, nonostante io volessi comprare a tutti i costi un paio di ciabattine deliziose, lei ci ha tenuto a dirmi che in un paio di mesi sarebbero state troppo piccole e io ne sarei stata disappointed, delusa e contrariata.
Ora, ok, grazie del consiglio, ma fammi spendere e lasciamele comprare. Due mesi per un paio di scarpe non sono neanche un periodo così breve… ma niente. Le ho dovute lasciare lì. Augurandovi di passarci in un periodo in cui il piede di vostro figlio calzi a pennello la scarpa, vale la pena di farci un salto.
(La foto? Girovagando trovi scorci carini e anche idee shopping alternative) Il momento della pappaAbbiamo mangiato ottimi hamburger, fantastici wurstel e crauti, panini veloci. Ma la tappa che devi assolutamente fare se vai a Berlino con il passeggino è qui. Qui è dove Steffie, mamma di due bimbi e padrona di due cani, ha aperto il suo ONKEL ALBERT (Zionskirchstrasse 63).
Trovato per caso (ribadisco quindi il concetto di camminare a caso perché qualcosa di stupendo lo trovi di sicuro) sono stata attratta da vestitini per bambini in vetrina. Mi sono avvicinata e ho visto che non era un negozio di vestiti (o per lo meno non solo) ma un bar: torte, muffin, bagel per grandi e piccini, in un’atmosfera da fiaba e colori pastello. Mary Poppins abita quiMary Poppins alle pareti, divano vintage con colori da sala da tè, dettagli curati, piano rialzato dedicato alle mamme che stavano chiacchierando tra loro e allattando, piano seminterrato con scivolo, ogni tipo di gioco, lego, bambole, macchinine e libreria per lei. E fasciatoio. Vedendolo mi è preso un colpo. Avevo dimenticato i pannolini in albergo. All’angolo della via mi era sembrato di ricordare uno Schlecker, ma, mentre lui stava già partendo in missione pannolini, ho voluto provare a chiedere a Steffie se lei ne avesse uno “Ma certo che ne ho uno. In un luogo per bambini vuoi che non ci siano pannolini? Che misura ti serve?”.
Bagel e relaxE così mi sono seduta, stupita e meravigliata, ho mangiato il mio bagel mentre la Patata allegra scivolava, saliva sul triciclo, ridacchiava da sola. Io e lui non facevamo un pranzo così rilassante da quasi due anni. Relax per noi, gioco per lei. Ma soprattutto bellezza per gli occhi. Ma perché in Italia non ci sono posti così?
Quello che non abbiamo vistoPerché lei troppo piccola e poi c’era il sole (e che sole, ci siamo ammalati tutti al ritorno per il troppo caldo. Ma a Berlino non dovrebbe fare freddo? Così dicevano). Non siamo andati né al Museo Naturale, né a quello della Tecnologia o a quello dei giocattoli. Ho scoperto che c’è il parco tematico di Legoland e un museo dedicato ai bambini, il MACHmit. Ma se piove la prossima volta ci andiamo (anche perché lei finalmente sarà abbastanza grande per apprezzare). Il taxi? Una risorsaInfine, in due giorni è anche possibile vedere qualche pezzo di storia più lontano dal centro. oprattutto se perdi l’Iphone ma scopri di essere nel paese più onesto del mondo e così lo ritrovi e devi tornare in aeroporto a recuperarlo.
Da Berlino centro a Schonefeld in taxi ci vogliono più o meno 40 minuti, che equivalgono a 30/40 euro a seconda del traffico e del percorso scelto. Per andare a riprendere il telefono ci siamo quindi rifatti una gita all’aeroporto e abbiamo avuto la fortuna di trovare una taxista che è passata davanti, tra l’altro andando molto piano, al muro tutto dipinto (la East Side Gallery).
Il giorno della partenza invece siam passati davanti al Check Point Charlie (il punto di passaggio tra Berlino Est e Ovest ai tempi della Guerra Fredda). Quindi, se hai scelto di passeggiare, ma ci tenevi a vedere anche questi due punti, puoi sempre investire nel viaggio di ritorno in aeroporto, chiedendo di passare davanti a queste due attrazioni turistich
La guida da consultareArrivata in aeroporto al ritorno ho trovato una guida per vivere Berlino con i bambini, BERLIN MIT KINDER, con dentro tantissimi indirizzi, attività e consigli. La guida è in tedesco. Ora, non credo che imparerò mai il tedesco, ma se voi già lo sapete, forse vale la pena fare un salto in edicola appena atterrati. Io intanto mi limiterò a imparare a pronunciare almeno i nomi delle vie che ho visto! Buon viaggio!