Attenzione! Il bebè ci ascolta

di Marina Lanza 

Fin dai sei mesi il piccolo comprende quello che si dice… e ci manda pure a quel paese! Una ricerca in Pennsylvania rivela che la comprensione verbale dei bambini anticipa di diversi mesi le loro prime parole

Marina Lanza

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Foto Corbis

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Sì, certo, qualsiasi mamma lo ha sempre saputo: i bambini capiscono tutto. Solo che adesso è stato sperimentato su un paffuto campione di 33 bimbi tra i 6 e i 9 mesi, confrontato con altri 50 dell'età tra i 10 e 20 mesi, ed è stato analizzato, misurato, registrato (ecc.) con successo.

A farlo sono stati gli psicologi Elika Bergelson e Daniel Swingley dell'Università della Pennsylvania, e lo ha riportato l'autorevole rivista scientifica Proceeding of the National Academy of Sciences.

L'esperimento consisteva nel far sedere il genitore, con il bambino in braccio, davanti allo schermo di un computer su cui comparivano oggetti frequenti nel quotidiano del piccolo (la mela, la pappa, alcune parti del corpo e così via) da soli o in mezzo ad altri, che facevano da diversivo. Il genitore non poteva vedere cosa compariva nello schermo (per non influenzare il bebè) e tramite una cuffia gli arrivavano le frasi da pronunciare, del tipo «Guarda la mela!» o «Dov'è la mano?». Un altro dispositivo monitorava i movimenti oculari del bimbo e il tempo che impiegava, in millisecondi, nel trovare l'oggetto indicato e nel tenerci lo sguardo.

La prova è stata fatta anche con cose che il bimbo non conosceva, e lì è stato evidente che non era condizionato dalla modulazione della voce, visto che non cercava alcunché perché non capiva di cosa si parlasse.

Insomma, il risultato è stato inequivocabile: la comprensione verbale c'è già a sei mesi di vita, mentre si pensava che non arrivasse prima dei nove, ovvero quando il bambino inizia a interpretare le intenzioni degli altri e a fare i primi versetti per comunicare.

Spiega la dott.ssa Bergelson: «L'elemento sorprendente è che i bambini di quell'età non parlano, non camminano, non indicano con il dito, ma, a quanto pare, sotto la superficie, stanno cercando di associare le cose del mondo alle parole che le identificano.»