Andiamo a Pedibus

di Silvia Gianatti 

Una realtà europea sempre più diffusa anche in Italia. Gruppi di genitori che si organizzano per andare a scuola a piedi. Addio a macchine e corse. Prendersi tempo al mattino fa bene a tutti. Anche all'aria.

Silvia Gianatti

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A Milano esiste una cascina dove una decina di genitori del gruppo Baramapà (bambini ragazzi mamme e papà) collabora al suo mantenimento, nel rispetto della tutela dell'ambiente e valorizzazione del territorio. È grazie a loro se ho sentito parlare per la prima volta di PEDIBUS (o Piedibus) un progetto sempre più diffuso su tutto il territorio italiano. In parole semplici si tratta di portare i bambini a scuola a piedi. Nella realtà è un insieme organizzativo complicato. A Milano per esempio se ne occupa l'associazione MeglioMilano attiva su 40 scuole. Mappa il territorio, studia la mobilità delle famiglie, contatta i vigili di quartiere. Ci sono le fermate da stabilire, i punti di ritrovo, gli orari e la turnistica dei genitori da fissare. Un vero e proprio scuolabus, dove il motore sono i piedi dei bambini.
L'origine del fenomeno risale agli anni 90, in Danimarca con lo scopo di promuovere l'esercizio fisico dei bambini. In Italia si sta diffondendo sempre di più. Esistono associazioni su tutto il territorio italiano che si occupano di fare da tramite tra i genitori, la scuola e il comune. L'obiettivo è quello di ridurre il caos attorno alle strutture scolastiche, non solo per una questione di inquinamento, ma anche per riscoprire il gusto della passeggiata, del guardarsi attorno conoscendo il proprio quartiere, dell'imparare le prime regole di sicurezza stradale e del fare la strada chiacchierando con altri compagni di classe. A scuola finalmente si arriva svegli e di buon umore!
Concretamente cosa si può fare? Lo abbiamo chiesto ai genitori del gruppo Baramapà.

Come avete saputo di PEDIBUS?
Qualcuno di noi ne aveva sentito parlare in radio, qualcun altro sapeva che «in altre scuole lo fanno». È bastato fare un giro in rete per avere la conferma che il Pedibus veniva incontro alle nostre intenzioni ancora vaghe.

Chi si è attivato per primo? In che modo?
Abbiamo visto che in città è attiva MeglioMilano, associazione che si occupa anche di avviare il Pedibus nelle scuole in collegamento con il Comune. A loro ci siamo quindi rivolti e insieme a loro abbiamo preso contatti con la preside della scuola per capire se la nostra idea era condivisa anche da lei. Lo era, e così siamo partiti.

Come funzionerà nella vostra scuola?

Il Pedibus prevede che uno o due accompagnatori adulti percorrano un percorso prestabilito con un capolinea e delle fermate per raccogliere i passeggeri-bambini e accompagnarli a scuola. Per poter avviare il Pedibus sono necessari una serie di passi. Nel caso della nostra scuola, MeglioMilano, con la collaborazione di un paio di genitori di Baramapà e della preside della scuola hanno messo a punto due questionari (uno rivolto ai genitori e uno rivolto ai bambini) per la raccolta di informazioni sui percorsi e le modalità di spostamento casa-scuola dei bambini. I questionari sono stati distribuiti a tutte le famiglie della scuola. È stato così possibile capire quanti genitori fossero disposti a mandare i figli a scuola col Pedibus, chi fossero quelli disponibili a fare anche da accompagnatori e quali i possibili percorsi verso la scuola. Con l'aiuto dei vigili di zona stiamo verificando la sicurezza dei percorsi e delle fermate e in questi giorni partirà la sperimentazione che verrà svolta circa 3 giorni alla settimana. Se la sperimentazione avrà successo il Pedibus diventerà dal prossimo anno scolastico parte integrante della vita dei bambini partecipanti.

Il vostro è evidentemente un tentativo di vivere al meglio Milano, è possibile?

Sicuramente lo scopo è quello di migliorare la qualità della nostra vita e dei nostri figli, nonché della zona e della città. I nostri figli acquisteranno autonomia perché il Pedibus ha, tra i suoi scopi principali proprio questo. E se qualche genitore, aderendo all'iniziativa, lascerà a casa la macchina, ne beneficeremo tutti in termini di meno inquinamento e meno traffico. Più in generale, vivere meglio Milano e a Milano è possibile, ma diciamo che per riuscirci «ci si deve impegnare».



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