Adozione e affidamento: qualche chiarimento

di Silvia Gianatti 

Due percorsi diversi, leggi e burocrazia. Quali sono le differenze tra adottare un bambino e prenderlo in affido?

Silvia Gianatti

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Adozione e affidamento sono due percorsi completamente diversi per chi sceglie di diventare genitore. Per evitare confusione su due tematiche tanto importanti, quanto delicate, è bene fare un po' di chiarezza per aiutare chi ha deciso di districarsi in un mondo fatto di burocrazia, leggi e tanto amore per i più piccoli.

Prima di tutto partiamo dalle basi fondamentali: l'adozione è un provvedimento che porta al cambiamento definitivo dello stato giuridico del minore in stato di abbandono, che diventa membro a tutti gli effetti della famiglia adottante.

L'affido è, invece, un percorso temporaneo che prevede il ritorno alla famiglia d'origine una volta sistemate le difficoltà che hanno portato all'affidamento. In questo caso non vengono mai interrotti i rapporti con i genitori naturali, poiché l'affido non ha l'obiettivo di cambiare la natura giuridica del bambino in affidamento. Lo scopo principale è di garantire la possibilità di crescere in un ambiente sereno e stabile fino al momento in cui non potrà far ritorno nella propria casa.

Essendo due realtà molto diverse, cambiano anche le regole per poter adottare o diventare famiglie affidatarie. Chi desidera adottare un bambino deve essere consapevole del lungo iter burocratico che lo attende. Per prima cosa è necessario che la coppia adottante sia ritenuta idonea dal Tribunale dei Minori e i requisiti primari  per esserlo sono tre: essere sposati da almeno tre anni senza nessuna separazione di fatto; essere ritenuti in grado di educare, istruire e mantenere il minore che si intende adottare; la differenza di età tra adottato e adottanti deve essere compresa tra 18 e 45 anni.

Una volta accertata l'idoneità all'adozione da parte dei servizi sociale e del Tribunale dei Minori, viene attuato un processo di selezione per abbinare nel modo migliore futuri genitori e bambini. Generalmente quando viene effettuato un abbinamento si passa a una fase di affidamento preadottivo e se tutto procede nel modo migliore l'adozione diventa definitiva.

Nel caso dell'affidamento le regole sono diverse. Gli affidatari possono essere coppie con o senza figli, sposati, conviventi o single. Non esistono vincoli di età rispetto al bambino che viene loro affidato: il requisito più importante è di avere uno spazio nella propria casa e nel proprio cuore per accogliere un bimbo in difficoltà. I genitori affidatari affrontano un percorso molto difficile: affiancare un minore che proviene da una situazione problematica accompagnandolo nel cammino della vita donandogli serenità e sicurezza fino a quando non potrà rientrare dai propri genitori.

E tu hai vissuto da vicino il percorso dell'adozione o stai decidendo di diventare un genitore affidatario? Raccontaci sul forum la tua esperienza!

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