Dear Jack in tour: le cose che devi sapere

di Silvia Gianatti 

Siamo stati a un concerto della band e abbiamo visto tanti, tantissimi genitori, molti dei quali con la faccia da fan. Se anche tu devi accompagnare tuo figlio, ecco quello che è meglio sapere

Silvia Gianatti

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Undicimila persone non sono poche, ma diventano ancora di più se a riunirle è una band sulla scena da meno di un anno, che riempie palazzetti e crea code lunghissime, come solo le boyband rodate, che piacciono tanto alle ragazzine, sanno fare. Loro non sono una boyband ma una band di ragazzi che suonano. E lo fanno anche bene. I Dear Jack impugnano gli strumenti e calcano il palco con una sicurezza non scontata, sempre per quel meno di un anno di presenza sulla scena. Ma soprattutto fanno innamorare e sognare il loro pubblico. Lo abbiamo guardato con occhi curiosi e abbiamo visto che è formato da tante e tante ragazzine. Ma anche mamme e papà che non avevano l'aria di annoiarsi, come spesso capita quando un adulto è "costretto" ad accompagnare un figlio al live del suo idolo. Tanti ragazzi e anche tanti bambini, piccoli, anche di sei anni. Contenti di essere lì. Un pubblico misto, pronto a cantare non solo i singoli passati in radio e entrati nella testa di tutti, ma anche le altre canzoni dell'album e i brani tributo proposti da Alessio & co., presi proprio dalla generazione di mamme e papà. «Siamo cresciuti con quei brani, ci sembrava bello proporli e farli conoscere anche a chi magari non li ha mai sentiti. Canteranno le mamme!» dice Lorenzo. Si va da Baglioni con "Solo" a "Beat it" di Michael Jackson, tra gli altri. «Alcuni brani sono quelli che abbiamo suonato anche sul palco di Amici. Visto quanto è andata bene lì, li consideriamo i nostri porta fortuna» aggiunge Alessio. Una scaletta quindi di 21 canzoni, con le otto del loro album "Domani è un altro film (prima parte)". In attesa di presentare la seconda  all'inizio del nuovo anno, per poter finalmente fare un nuovo tour con solo canzoni inedite: le loro. «Non sappiamo quanto durerà tutto questo. La paura più grande è che finisca da un momento all'altro. Sappiamo che abbiamo il potenziale per continuare a lavorare. Vogliamo durare». E, per ora i presupposti ci sono tutti. Il rapporto che stanno creando con i fan lascia ben pensare. Al termine del concerto la band dedica il tempo proprio a loro, a tutti i fan che hanno acquistato il loro cd nel palazzetto. Sembra una cosa scontata, ma non lo è. Ok l'adrenalina dello spettacolo, ok la voglia di entrare in contatto con chi è venuto a vederti, ma che in ogni tappa i cinque ragazzi si siedano dietro a un tavolo a firmare i poster del cd è una cosa che prima d'ora nessuno aveva mai fatto. E chissà che non verranno imitati. Si parla, più o meno, di 1400 firme a concerto. Ovvero almeno due ore di autografi. Non sono poche. «Noi ne siamo onorati, ogni volta. E ogni volta abbiamo paura di essere stanchi, poi invece non sentiamo la fatica ed è perché c'è tutto questo entusiasmo che ci circonda. Possiamo solo essere grati ai nostri fan». Dal concerto al fimacopie quindi, ecco le cose che una mamma e un papà con fan al seguito dovrebbero sapere, per uscire dal palazzetto con il sorriso.

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