Fine delle vacanze: lacrime davanti a scuola

di Silvia Gianatti 

Dopo quindici giorni di vacanza la ripresa può essere dura. E il distacco tornare a essere un momento doloroso, pieno di lacrime. E se potessimo rendere tutto meno traumatico?

Silvia Gianatti

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È difficile per noi rientrare nella quotidianità, figuriamoci per loro. I nostri bambini piangono disperati davanti alla maestra, non vogliono lasciarci, quello che sembrava ormai un momento tranquillo, raggiunto con tanta difficoltà, torna a essere una prova di resistenza per il cuore di mamma. L'ansia da distacco è all'apice: non vogliono andare all'asilo. Urlano, piangono, si aggrappano alle nostre gambe guardandoci con gli occhioni che hanno come sottotitolo "non mi abbandonare". Be', niente panico: è normale.

Hanno trascorso con noi due settimane, sono stati lontani da scuola per un periodo che loro non sanno neanche quantificare, ma è sembrato lunghissimo. Hanno avuto a disposizione mamma e papà , tra luci di Natale, regali e momenti di coccole lente che non sono abituati a vivere nella corsa delle giornate normali. Chi non piangerebbe? Ecco allora qualche suggerimento per rendere la ripresa un po' meno dura.


Metti la sveglia un po' prima: sembra un controsenso, ma dopo quindici giorni di calma e ritmi lenti, doversi alzare, vestirsi subito e uscire di casa di corsa, è per loro difficile. Puntando la sveglia un po' prima, ritagliati dieci minuti per giocare con loro, per vivere un momento esclusivo prima che inizi la vostra giornata, per andare piano.


Arrivate all'asilo cinque minuti prima: e usate quei cinque minuti per una coccola, una chiacchiera. Vale come sopra, hanno bisogno di riabituarsi gradualmente ai ritmi del quotidiano. Essere "lanciati" in classe, perché dovete correre al lavoro, è la normalità, ma in questi giorni evitarlo, rende il passaggio meno traumatico.


Andate voi a riprenderli: se il lavoro ve lo permette, prendeteli voi dall'asilo. Non sarà come stare con voi tutto il giorno, ma potervi riavere subito, sarà un regalo gradito.


Giocate: rientrate in casa e provate a non pensare subito alla cena, alla casa, alle commissioni ancora da svolgere. In questi primi giorni rientrate in casa e buttatevi sul tappeto, a loro completa disposizione. Anche in questo caso bastano dieci minuti, un quarto d'ora, per tranquillizzarli e "decomprimere".


Raccontate: di quanto anche per voi sia dura ricominciare, di quanto stare con loro sia la cosa più bella del mondo, ma anche di quanti aspetti positivi ci siano nel riprendere le attività normali, da fine vacanze (e se non ce ne sono, inventate!). Giocando a turno, prima te li dico io, poi me li dici tu. Troveranno aspetti belli da condividere quasi subito. E ne prenderanno atto.


Portate pazienza: probabilmente piangeranno solo il primo giorno, ancora più probabilmente qualcuno in più. Poi però tutto tornerà come prima e si riabitueranno alla routine. In fondo noi ci obblighiamo a farlo ma se potessimo, non batteremmo i piedi anche noi, a suon di "voglio tornare in vacanza"?

DA STYLE.IT

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