Il bollettino dell'attesa

20 maggio 2011 
di SeM
<p>Il bollettino dell'attesa</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Nel mio cuore oggi ci sono 27°, un vento debole e neanche un nuvola. Esattamente le previsioni meteo della vostra città , che ora è anche un po' la mia. Perché  ormai la mamma la mattina prima di leggere il quotidiano locale, legge prima il giornale on-line della vostra terra.

Nessun colpo di stato, qualche accordo diplomatico che speriamo non comprometta troppo la vostra già precaria economia per cui...evviva! Un altro giorno è passato incolume: un giorno in meno che ci separa da voi, conviene conteggiare così, come dice la nonna. Almeno non ci si sbaglia.

Siamo fermi all'ennesimo pit stop.

Se dò una rapida occhiata indietro, vedo quanta strada abbiamo fatto insieme io e papà , quante emozioni, quante lacrime: a volte di gioia, a volte davvero amare. Tanti traguardi e tante bivi: la scelta dell'ente, la scelta del paese. E noi a ogni bivio che si fa? Avanti tutta sempre dritto, ché alla meta ci siete voi, bimbi miei!

Ma a volte le pause, anche quelle di riflessione, sono d'obbligo. In questi giorni penso spesso: «E se ci cambiassero paese?». Sapete piccini, il cammino adottivo somiglia a quel gioco che si faceva da piccoli: tre passi di formica in avanti, e quando siete quasi arrivati...zac! Un bel passo da gambero: all'indietro.

Che curva a gomito sarebbe per me, che sto correndo a tutta birra verso di voi e - calendario alla mano - ho appena finito di festeggiare la vostra festa dell'indipendenza. Ho imparato a cucinare il vostro piatto tipico delle feste, e sto studiando anche un po' della vostra lingua. Solo per sentirmi più vicina a voi, più parte del vostro mondo. Voi, nel nostro, ci siete entrati  tanto tempo fa.

Era un San Valentino il giorno che abbiano depositato in tribunale la nostra disponibilità ad accogliervi. E quell' «Io accolgo te» che ci siamo detti  io e papà  davanti all'altare sarà proprio alla base della nostra famiglia: vi accoglieremo come figli, e sarà per sempre.

Noi, invece, dovremo conquistarci il titolo di mamma e papà . Lo faremo giorno dopo giorno. Insieme. E capirete che la mamma, anche se per 9 mesi non ha dato dimora ai vostri corpi, la darà per tutta la vita alle vostre anime. Ed è questo, bimbi miei, che rende tale una mamma. Ma questa è una storia che vi racconterò più avanti, con calma, quando cercherete le risposte ai vostri perché.

Per ora voi, non preoccupatevi del perché o del percome. Sono cose da grandi. Solo: aspettateci, ché la mamma e il papà non si arrendono, e verranno a cercarvi in capo al mondo. E prima o poi vi troveranno!

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INTERESSANTI IN RETE

Cri 67 mesi fa

Cara Sabri, ho letto con emozione tutte le pagine del tuo blog... Vorrei dirti tante cose... che ti capisco, che riesco a sentire quello che provi, che soffro con te. Ma vorrei dirti anche che sono felice, che gioisco con te ogni volta che c'è uno spiraglio, un piccolo passo avanti, una speranza. Ogni mamma, come me e come te, soffre e gioisce nell'attesa del suo bambino: quanti dubbi, quante paure, quanto dolore, ma quanta emozione nell'immaginare il suo volto. Aspettare è difficile, ma ti assicuro che presto porterà i suoi frutti: "Io semino a piene mani, ed il grano aspetti pure se il tempo non è propizio; spesso, il migliore è quello più lungo atteso...". Con affetto, da mamma a mamma, CRI

asmara 67 mesi fa

ciao formichina-gamberino vedrai che il sogno diventera' presto realtà, abbiate fede ragazzi, che la vita e' bella e sarà ricca di cose meravigliose sempre nuove e da scoprire con ottimismo.coraggio!!!!!!

stefy tv 67 mesi fa

Cara Sabri, è un quarto d'ora che scrivo e cancello, con le lacrime agli occhi che non mi fan esprimere quanto sei grande. Una cosa sola è certa: Tu mamma ci sei già!!! Mamma non lo si è con un parto, mamma non lo si è se ti assomiglia.... mamma lo si è ascoltando il proprio cuore... e tu hai un cuore invidiabile.

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