Il tetris estivo

26 maggio 2011 
<p>Il tetris estivo</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Problema: dati 90 giorni di vacanza, una manciata di figli e 15 giorni di ferie, il candidato dica come garantire a tutti cura e custodia, riposo e divertimento, continuando a lavorare negli orari consueti e senza millantare indisposizioni allo scopo di rimanere lontano dall'ufficio.

L'elaborato che ne consegue (talvolta riportato su tabelle excel, stampato e appeso al frigorifero) è il cosiddetto tetris estivo. Il riferimento al gioco a incastri rende l'idea, ma trae anche in inganno: il tetris estivo è una scienza esatta attraverso la quale i genitori programmano le attività dei figli nei mesi di vacanza, tentando l'innesto perfetto con le proprie, valutando percorsi alternativi in caso di imprevisti, formulando piani B, C e via alfabetando in maniera esponenziale al numero dei figli.

Le improvvisazioni sono sconsigliate: generano stati d'ansia. Pertanto, il tetris richiede una pianificazione con mesi di anticipo sul suono dell'ultima campanella. A dispetto di quanto si possa pensare, la sua elaborazione è un atto estremamente creativo.

Innanzitutto si sceglie il centro estivo, valutando se sia preferibile far riposare il ragazzino stremato da mesi di lavoro o se sia il caso, invece, di abbatterlo definitivamente con corsi di tennis, nuoto, calcio, arte circense.

Si esercita quindi l'arte della diplomazia familiare, al fine di concedere ai pargoli una vacanza extra presso parenti lontani, resi all'imporvviso interessanti dalla residenza in località marittima. Si diventa carini e coccolosi persino con i suoceri, purché portino i nipoti in montagna e li salvino dall'afa cittadina.

Vengono poi pianificati i pellegrinaggi del finesettimana per far visita ai ragazzi, comprensivi di rientri grondanti afflizione e sensi di colpa (inutili: i ragazzi non vedono l'ora che torniate a casa).

Nonostante gli sforzi non sempre va tutto come previsto. Per dire: ho scoperto dopo anni che l'amorevole, anziana signora cui avevo affidato le figlie, ancora piccole, aveva l'abitudine di ospitare - a casa mia e a mia insaputa - riunioni finalizzate alla vendita di prodotti di bellezza. Mi sono ritrovata, quella volta che mi vennero revocate le ferie, a implorare in polacco i nonni foresti perché venissero in Italia a tenere i bambini. Ho costretto la figlia quattrenne a corsi di hip-hop per riempire un improvviso "buco" in orario d'ufficio.

Con il tempo sono diventata esperta, il meccanismo è rodato e la prole viaggia verso l'autosufficienza. Dunque non mi spiego perché, verso luglio, inizio a contare i giorni che mancano all'inizio della scuola.

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RISULTATI
Flavia 66 mesi fa

Mi ci ritrovo molto nel tuo tetris estivo, realistico per me e le mamme della mia classe. Molte hanno i nonni che li portano in vacanza o abitano in campagna e ce li mandano, ma la maggior parte ha passato l'ultimo mese ad incastrare i vari centri in modo da diversificare le locations affinché non si annoino. Ora che ci penso, mi rimangono ancora due settimane a fine agosto da riempire e mi risale l'ansia...

Giò 66 mesi fa

A parte il fatto che effettivamente vanno coperti circa tre mesi di vacanze estive dei figli, "l'articolo" è decisamente poco realistico. Quanti, veramente, hanno nonni e/o parenti a disposizione per ospitarli che vivono in località turistiche? Inoltre quanti hanno nonni e/o parenti disposti a portarli in vacanza... Insomma quanti hanno santi in paradiso? Pochi!

Hell 66 mesi fa

Hai scoperto l'acqua calda...

Beh no, le mie vacanze estive erano belle. Passavo la giornata in giro in bici, a giocare a pallone, a pescare, a chiacchierare con gli amici, a costruire capanne... no no, erano delle gran belle vacanze, io in un centro estivo ci sarei morto. Lieto e felice per averti dato nuovi motivi per sentirti in colpa ti porgo i miei cordiali saluti,

becky 66 mesi fa

toh ross, il famoso tetris ;)

rossella 67 mesi fa

Anche secondo me le estati dei nostri ragazzi sono di gran lunga più divertenti e stimolanti delle nostre (e sicure, aggiungerei: noi ragazzi degli anni 70 e 80 eravamo tanto lasciati a noi stessi..) Nessuna nostalgia dei giochi in cortile, ne' dei pomeriggi passati ad annoiarsi o a fare i compiti delle vacanze.

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