L'orologio biologico di papà

31 maggio 2011 
<p>L'orologio biologico di papà</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Ci pensavo lo scorso weekend mentre, a due passi dalle altalene, un signore sulla sessantina rincorreva un bambino intorno ai due anni. «Ah che bello, vedere i nonni giocare coi nipotini» - ho pensato. Almeno finché il bambino non ha chiamato il signore «papà» gettandosi tra le sue braccia.

Non è un caso isolato. Vedo uomini sulla trentacinquina, sneakers da adolescente, passo dinoccolato e pupo nel marsupio. Vedo papà sui quaranta - ne vedo un sacco - con quel fare navigato e la chioma brizzolata alla Clooney che piace tanto alle trentenni. E poi vedo anche qualche papà/nonno, con figli nati da un secondo matrimonio, che parla al telefono col primogenito adolescente mentre corre dietro - un po' affaticato - al neonato avuto dalla nuova compagna.

Mi sono chiesta come mai, insieme agli scandali per le donne che cercano la fertilità oltre i 40, alle chiacchiere sulla pancia di una Gianna Nannini, alle discussioni esistenziali sull'opportunità o meno di imbottirsi di ormoni, impiantare ovuli, adottare bambini, nessuno volga lo sguardo anche dall'altra parte. Se gli uomini possono naturalmente avere figli oltre un'età considerata ragionevole, è giusto che lo facciano? E qual è, secondo voi, questa età?

Mentre guardavo questi papà, sguinzagliati il sabato pomeriggio intorno alle altalene per godersi qualche momento di pura genitorialità, notavo un sacco di pance, di pelate, di capelli bianchi. Giovani mamme poche, ma giovani papà quasi nessuno.

In Italia l'età media, per i neo-papà, è oggi di circa 35 anni. Aspettarne solo qualcuno in più significa accompagnare il proprio figlio alle elementari come arzilli cinquantenni. C'è chi dice che va benissimo, in fondo quando si tratta di genitori e figli è l'amore il primo e unico metro di giudizio. E c'è chi cita addirittura ricerche scientifiche a dimostrazione che l'orologio biologico esiste anche per gli uomini e, se ignorato, potrebbe addirittura portare a generazioni di bambini meno brillanti.

Nel frattempo, l'unica donna che fa qualcosa per ovviare al problema, è Demi Moore. Col toyboy è facile abbattere il rischio papà/nonno di un buon 50%, c'è da pensarci.

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RISULTATI
FebruarySong 66 mesi fa

Io di anni ne ho 26, mio padre 50. Oggi l'orologio biologico degli uomini corre così lento che gente che non ci conosceva ha seriamente pensato che fossi la sua fidanzata! Gli hanno anche chiesto quando si fosse separato da mia mad-ehm, da sua moglie.

mamidani 66 mesi fa

DA NOI SI DICE: "Söche e melù ä lä sò stagiù" CERTO ORMAI SONO RARI I GENITORI A 20 ANNI, MA A 50 CREDO SIA TROPPO, E POI SO CHE NON SI PENSA A QUESTE COSE, E FORSE SONO MACABRA MA NON SI VIVE 100 ANNI , E INTORNO AI 30 HAI ANCORA BISOGNO DEI TUOI!!!!

folliedimamma 66 mesi fa

non c'è solo Demi Moore, io ho 33 anni e mio marito 27 e fra due mesi darò alla luce la nostra primogenita!! :)) io sono comunque tendenzialmente tollerante, l'importante è che al bambino non manchi l'amore. Sono però d'accordo su ciò che afferma la ricerca e sono dell'idea che è bello "crescere" con i propri figli. Anche se oggigiorno alcuni sessantenni non sono ancora cresciuti del tutto....

valericcia 66 mesi fa

Non ci si può interrogare solo quando si vede una ultraquarantenne munita di marsupio, è bene farlo anche quando un uomo sulla sessantina rincorre il proprio figlio di un paio d'anni. Credo che maternità e paternità vadano affrontate un po' prima: più energia, più pazienza. Mi reputo molto fortunata: ho 29 anni, un marito di 28 ed un figlio di 13 mesi.

becky 66 mesi fa

Al di fuori di egoismi personali, problemi lavorativi, carriera consolidata ecc credo che i figli si dovrebbero avere da giovani. Diciamo entro i 35/38. Dopo si ha una maggiore consapevolezza ma la fatica si decuplica. E comprendere un'adolescente a 45 anni è ben differente dal farlo a 60. (per tacere sulle fatiche del crescere un frugoletto a 50.....)

Maurizio F. 67 mesi fa

Posso parlare con cognizionione di causa, essendo diventato papà a 42 anni, I FIGLI VANNO FATTI DA GIOVANI. Non ci sono motivi biologici dietro, mio figlio fortunatamente gode di ottima salute: ma sia io che mia moglie (che ha un anno meno di me) ogni tanto abbiamo il fiato corto, perché è inutile negarlo, un bambino richiede energie che tra 20 e 30 anni si hanno in sovrappiù; inoltre non si può contare molto sull'aiuto dei nonni, che se sono in salute sono comunque intorno alla settantina (e di energie ne hanno ancora meno). Non oso pensare cosa possa significare avere un figlio a sessanta anni, a meno di non essere liberi professionisti di successo e delegare la cura dei figli ad un esercito di tate: ma a quel punto, ho anche qualche perplessità che quelli possano essere chiamati genitori, visto che ci sono buone probabilità che lascino orfani dei figli molto piccoli...

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