Da fecondarsi preferibilmente entro il

20 giugno 2011 
<p>Da fecondarsi preferibilmente entro il</p>

È con cauta soddisfazione che apprendo la decisione della Regione Veneto di alzare a 50 anni il limite di età per il ricorso alla fecondazione assistita sovvenzionata dal Servizio Sanitario Nazionale. La mia militanza in qualità di donna sterile, di «madre in provetta» e soprattutto di cittadina italiana, nel comitato referendario per l'abolizione della legge 40 mi ha insegnato a moderare gli entusiasmi in materia.

Dietro a ogni (millimetrico) passo avanti c'è sempre un lungo e doloroso strascico di polemiche, accuse, atavici luoghi comuni e giudizi, perlopiù gratuiti, che spaziano dall'etica alla morale, ma sfociano immancabilmente in uno sdegnato O tempora o mores.

E infatti. All'indomani dell'illuminata decisione presa dalla giunta Zaia - lo avreste mai detto? - giunge puntuale la condanna di un "comitato tecnico" di medici che ci ricorda quanto sia inutile, costoso e immorale tentare di far procreare una donna di più di 42-43 anni, figuriamoci di 50.

Il dettaglio che suddetto comitato ometta di specificare che l'età massima è fissata per gli uomini a 65 anni è trascurabile. Il problema qui, oggi, domani e per sempre è la maternità, dono di cui la donna è considerata (da buona parte del comune sentimento) inconsapevole, quando non indegna.

L'accorata protesta dei medici si riassume in 4 obiezioni, alcune clinicamente condivisibili, altre circonstanziatamente offensive: i rischi per la madre impliciti in una gravidanza intrapresa tra i 43 e i 50 anni, quelli per il figlio, l'inadeguatezza di una donna di tanta età a crescere un bambino, l'intasamento delle liste d'attesa del SSN, a discapito di giovani donne in regola con le norme del concorso, e conseguente spreco di denaro pubblico al solo scopo di alimentare false speranze in anziane signore insoddisfatte. Senza contare il danno cagionato a questi innocenti fanciulli, mai nati ma già costretti a essere cresciuti da povere vecchiette.

Lo zelante comitato omette, però, una manciata di aspetti tutt'altro che irrilevanti. Il primo: l'infertilità non è una patologia esclusivamente femminile. È difficile per gli italiani scindere il concetto di infertilità da quello di impotenza, ma è uno sforzo intellettuale che va fatto: la reticenza ad affrontare il problema è la ragione per cui - molto spesso - la diagnosi avviene in ritardo. Un ritardo che pesa, inesorabilmente, sulle donne.

Un altro aspetto non secondario: le donne sono soggette ad alto rischio gravidico per una gran varietà di ragioni, e a qualsiasi età . Ma se da un lato si gioisce davanti alla dolce attesa di una (purché giovane) trapiantata di cuore o di reni, altrettanto non avviene se a dare il lieto annuncio è una quarantottenne perfettamente abile, non fosse per una fastidiosa pervietà tubarica, o un'ovulazione un po' farraginosa.

E poi ci sono gli spauracchi. Per esempio: il bambino nascerà sicuramente sottopeso, certo afflitto da incurabili patologie, magari pure brutto e stupido. E invece: il sottopeso, nei bambini concepiti con fecondazione assistita, è la norma indipendentemente dall'età della gestante. Le ragioni sono ovvie: alla fecondazione assistita ricorrono donne che hanno difficoltà a procreare, pertanto con maggiore probabilità di parto prematuro o anticipato.

Il sottopeso, peraltro, venne paventato pure a me, terzipara trentaseienne di una creatura di 3 chili scarsi, nata però alla trentacinquesima settimana. Questione di percentuali, non sempre lette nella loro interezza.

Anche per quanto riguarda le patologie neonatali attribuibili alla vecchiaia c'è qualche fastidiosa imprecisione. Innanzitutto: si trascura l'efficacia della diagnosi prenatale se non addirittura di quella pre-impianto, praticata regolarmente in Spagna o in Inghilterra, che consente di curare in utero patologie un tempo letali (o comunque di intervenire tempestivamente in fase post-partum).

Secondariamente (ma nemmeno tanto), farei presente che non è solo l'ovocita a invecchiare, con conseguente deterioramento. Anche i Centurioni di Falloppio, gli impavidi Cavalieri della Cervice - insomma: le cellule riproduttive maschili - perdono smalto col tempo, rischiando di complicare seriamente il quadro clinico. Ma che tenerezza vedere Jean-Paul Belmondo tenere fra le braccia a 70 anni la sua neonata quartogenita, no?

E infine l'imbarazzante evidenza: le donne non invecchiano tutte allo stesso modo, e soprattutto non invecchiano più come una volta. Quando vent'anni fa partorii il mio primo figlio, veniva considerata «primipara attempata» una donna di 33 anni; 13 anni dopo, quando ho dato alla luce la mia terza a 36 anni, ero pienamente in media con tutte le primipare del reparto, e nessuno si azzardò a darmi dell'attempata.

Del resto mia nonna, a 36 anni, lavorava da 20, aveva i piedi straziati dall'artrosi, la schiena piegata dalle fatiche e già una mezza idea di cosa indossare il giorno del suo funerale. Io a 37 ho pensato seriamente di imparare ad andare sullo snow-board.

E riguardo alla forza di crescere un bambino a 50 anni, vi parlerei volentieri di mia madre: 73 anni, nonna a tempo pieno da 20, che accudisce tre nipoti come nemmeno il famoso maggiordomo, che non conosce stanchezza o demoralizzazione, che insegna alla nipote di 5 anni a scrivere in corsivo mentre impara da quello di 20 a scaricare musica sull'iPod, che trova tempo per andare a yoga e che, quando torno a casa sfranta dal lavoro, mi dice: «E datti una una sistemata, ragazza mia, ché sei troppo giovane per ridurti così!».

Lasciate una buona volta alle donne la gestione di questo dono. Se ne siamo depositarie, una buona ragione ci sarà.

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RISULTATI
Morgauzy 66 mesi fa

Lavorare fino a 80 anni perché non ci sono i soldi per la pensione, restare precari perché il mercato del lavoro è cambiato, restare in vita quando si è un vegetale, perché la chiesa influenza la politica. È tutto uno spostare in avanti i limiti, no? Però se la scienza può aiutarci ad avere figli, non va bene. Piegati a 90°, così ci vogliono!

flavia 66 mesi fa

Francesca!! chiedo perdono per non aver letto chi fosse l'autrice. Il mio grazie è tutto per te.

Rossella 66 mesi fa

Ragazze, l'articolo è di Francesca Zigoli: mi state attribuendo meriti che non mi spettano :)))

sara despirit 66 mesi fa

Grazie Rossella, sei stata coraggiosa e cauta.

debasterix 66 mesi fa

@paola, infatti. ognuno ragiona con la propria testa, è GIUSTO permettere che ognuno di noi faccia le proprie scelte.

flavia 66 mesi fa

Standing ovation!! Grazie Rossella, il tuo articolo è davvero perfetto per rispondere a tutti coloro che troppo spesso giudicano cio' che non conoscono e lo consiglierò a chiunque si arroghi il diritto di limitare la libertà di scelta altrui. Anche se temo che ne lasceranno a metà la lettura perchè troppo complesso l'argomento, troppo complessi i termini, troppo complesso il tema. Ma non abbastanza complesso per esprimere giudizi o divieti nei confronti di una donna che desidera soltanto donare una vita.

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