INVALSI for dummies

23 giugno 2011 
<p>INVALSI for dummies</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La sigla del servizio nazionale di valutazione è sulle prime pagine dei giornali in questi giorni per i problemi sorti durante la prova nazionale dell'esame di terza media, ma l'INVALSI ha un peso sempre maggiore anche nella scuola primaria.

In che modo? Ogni anno, in seconda e in quinta, vengono somministrate agli alunni delle prove d'italiano e matematica per valutare il livello raggiunto. Le modalità sono simili a quelle dell'esame di terza media: due fascicoli di colore diverso, uno con quesiti matematici, uno con la parte linguistica. Il tutto in un tempo prefissato.

La somministrazione (è l'orribile termine ministeriale: la consultazione del sito INVALSI è raccomandata a chi abbia un minimo di dimestichezza con burocratese e scuolese) dovrebbe avvenire più o meno in doppio cieco: da parte di insegnanti che non lavorano in quella classe (né rispondono a domande o danno consigli di sorta); su fascicoli anonimi, identificati solo da un numero progressivo collegato all'elenco sul registro. E anche la correzione, direttamente sulle tabelle cartacee ministeriali, non dovrebbe essere compito degli insegnanti di classe. Un voto per le singole prove non è previsto: le prove corrette vengono inviate al ministero, e i dati statistici elaborati per scuola, nemmeno per classe.

In realtà, poi, va così solo nelle scuole che si attengono alla normativa, e che danno a queste prove il peso solo statistico che dovrebbero, al momento, avere.

Invece ci sono scuole per le quali la buona riuscita nell'INVALSI è questione di primaria importanza, e quindi non si risparmiano niente: simulazioni, prove delle prove anche come compiti a casa, acquisto di libri dedicati, valutazione delle singole prove e soprattutto ansia di prestazione instillata negli alunni e negli insegnanti. Persino sgridate da parte degli insegnanti agli alunni che hanno fatto più errori del previsto.

Il problema è il genere stesso di prova, che pretende di misurare delle competenze che, alla primaria, non vengono raggiunte nello stesso momento da tutti gli alunni, e non nello stesso modo (il test a scelta multipla, peraltro, è uno strumento pochissimo usato nella scuola italiana). Le intelligenze multiple e gli stili di apprendimento diversificati non vengono presi in considerazione dall'INVALSI. E le prove, per la loro stessa struttura, privilegiano chi è veloce e intuitivo su chi è più riflessivo e ha bisogno di tempi più lunghi.

Per non parlare di chi ha imparato l'italiano a scuola, o lo sta ancora imparando: per questi bambini le richieste sono insormontabili, e una prova diversa non è prevista.

Insomma: la prova INVALSI sta diventando un grosso problema per gli insegnanti in tutti i sensi, anche dal punto di vista del carico burocratico, visto che la correzione, che fino a un paio di anni fa veniva fatta direttamente dall'Invalsi, adesso è delegata alle singole scuole.

Non dovrebbero essere un problema per i genitori, ma attenzione: se nella scuola dei vostri figli i risultati delle prove INVALSI dell'anno precedente sono appesi in bella vista, e si parla di eccellenza da mantenere, preparatevi a un tour de force anche a casa (e a gestire la tensione). Se invece delle prove si sa la data en passant, e l'unica richiesta è quella di fornire ai bambini una biro non cancellabile per quel giorno, potete stare tranquilli.

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RISULTATI
paola 66 mesi fa

nella scuola elementare delle mie figlie finora hanno mantenuto un basso profilo rispetto alle prove invalsi, fortunatamente! tuttavia io le trovo inutili quando non dannose!

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