Tutti insieme appassionatamente (nello stesso letto)

23 giugno 2011 
<p>Tutti insieme appassionatamente (nello stesso letto)</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Potevo essere una brava mamma: già dalla gravidanza mi ero portata avanti leggendo manuali di puericoltura e di psicologia infantile. Sapevo tutto sull'allattamento, e avevo memorizzato un paio di schemi di svezzamento, inoltre conoscevo tutte le tecniche di spannolinamento indolore.

Sul sonno, invece, ero disorientata. Le scuole di pensiero prendevano posizioni opposte: il bambino deve essere lasciato riposare nel suo lettino, preferibilmente nella sua cameretta. Anzi no: è consigliabile che venga messo nel lettone accanto alla mamma, dove può abbandonarsi al sonno rassicurato suo odore e dal battito del suo cuore. Decisi quindi che avrei fatto di testa mia, sulla base del mio vissuto personale.

Il vissuto personale, dal canto suo, si ricordava benissimo di quando - duenne - venivo lasciata piangere a lungo da due genitori-ragazzini che al mattino dovevano alzarsi presto. Strepitavo per essere presa in braccio finché lacrime e saliva diventavano un tutt'uno, e poi mi addormentavo stremata. Tutte le sere.

Ecco, io non avrei fatto così. Io avrei portato i miei figli nel lettone, dove avremmo dormito godendo l'uno della presenza dell'altro. Pacificati. Ma non c'è niente come fare il contrario di quanto hanno fatto i nostri genitori per commettere nuovi e fantastici errori.

La scelta di condividere il lettone aveva due argomenti a favore: l'assenza di mio marito, residente all'estero («Epperò torna spesso», commentò un'amica alla vista del mio ennesimo pancione), e l'attribuzione di un valore pedagogico a questa pratica cui è stato dato il nome fighissimo di co-sleeping (mentre per i miei genitori era «dare un vizio»).

Se faccio un rapido conto, mi accorgo di aver co-sleepato coi miei figli per un totale di 11 anni. Undici. Tralasciando l'impatto devastante sulla mia vita di coppia (ché non mi pare il caso, qui), oggi mi ritrovo a combattere con un treenne in piena crisi edipica, che non ne vuole sapere di dormire lontano da me.

Per non parlare dei virtuosismi atletici di cui è capace nel sonno: gettarsi ripetutamente dal letto (è successo stanotte); ruotare attorno al proprio ombelico di 360° per finire i posizione orizzontale; scoprirsi anche quando legato à la Houdini.

Io non so come si siano organizzati i Brangelina, che dichiarano di dormire tutti e otto in un unico lettone (per il quale - presumo - paghino l'ICI). Evito di pensarci, ché l'immagine di bambini roteanti nel sonno mi fa venire il mal di testa.

Per quanto mi riguarda, passo: ormai ho un'età, e non reggo più notti in bianco e capriole notturne. Pertanto, stanotte farò quello che andava fatto anni fa: userò il lettino. Io.

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BiancaLatte 65 mesi fa

Penso di essere una di quelle fortunate che, grazie a dio, hanno una figlia che quando si addormenta cade in una specie di narcolessi, pertanto riesco abilmente a districarmi dal suo abbraccio di acciaio pre-nanna e a strisciare fuori dalla sua camera cantilenando ancora "ninna nanna mamma". Anche io le ho comprato un letto ad una piazza e mezza.

anna 66 mesi fa

Certo rossella, vedessi come funziona. amica cinica: il 2006.

rita 66 mesi fa

anche nell'ospedale dove ho partorito io, la capa delle infermiere del nido, austriaca tra l'altro, ci disse di tenerli nel nostro letto, e che comunque sarebbero cresciuti anche troppo in fretta. oh, è vero, i figli crescono e le mamme imbiancano. fa molto più effetto però quando la mamma sei tu.

L'amica cinica 66 mesi fa

Anno di nascita del cappato anna?

Rossella 66 mesi fa

Ma state dicendo che accendevate la cappa aspiratrice della cucina per farli dormire?? Ho capito bene?

anna 66 mesi fa

rivendico la paternità del cappaggio, amica cinica!

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