Le stranezze della pancia

27 giugno 2011 
<p>Le stranezze della pancia</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Altro che le famigerate voglie, di quelle che costringono il marito a cercare il gelato alle due di notte in pieno inverno. Come BStevens racconta qui, le donne incinte sono capaci di molto di più. Nell'ordine (suo): parole a vanvera, insulti gratuiti e ingiustificati, lusinghe improvvise e sospette, repentini cambi d'umore, permalosità moleste, eccetera. Il tutto diretto contro il tizio che ha contribuito a farti lievitare la pancia, ça va sans dire.

Delle gravidanze delle mie amiche ricordo soprattutto i repentini cambi d'umore, e le lacrime a dir poco torrenziali. Come quando Alessandra si ostinava ad ascoltare La traviata e ogni volta il suo compagno la trovava in lacrime, disperata perché «sai, Violetta muo-oh-reeeee» (ma va?). E giù singhiozzi, sotto lo sguardo perso di lui che tentava con un «Cambiamo cd?».

Oppure Claudia, che rideva-rideva-rideva e poi piangeva-piangeva-piangeva, senza soluzione di continuità, mentre balbettava «scu-hu-sate, è la pancia, gli oh-rmoni», col marito a farle rassegnato pat-pat sulla spalla. E io che pensavo: «A me non succederà mai!». E infatti.

In effetti a me prendeva la ridarella, di solito ingiustificata e ingestibile. Stile adolescente cretinetti, per intenderci, quella da stupidéra dei 14 anni.

La scena più imbarazzante è stata in un B&B irlandese, a colazione. Mangiavo per tre, più che per due, e mi ero divorata di tutto. Satolla e soddisfatta, di quella placidità bovina che ti prende quando hai una panza da balena spiaggiata, stavo pensando di complimentarmi con il nostro ospite quando lui si avvicina e ci chiede se vogliamo altro. Il mio cervello fa bip e cortocircuita. E io rispondo - convinta che ci chiedesse se avessimo apprezzato la colazione - con un «sì!» deciso e squillante.

Credo che non dimenticherò mai la faccia sbigottita di mio marito che balbettava «Ma come si?!». Se avesse potuto, avrebbe finto di non conoscermi! Invece gli toccò stare lì mentre mi sganasciavo per l'equivoco, che mi pareva irresistibile: più cercavo di controllarmi e più ridevo, sotto lo sguardo attonito di lui, l'aplomb del nostro ospite e l'imbarazzata indifferenza degli altri presenti.

Se ci ripenso mi viene ancora da ridere. Diciamo da sorridere. Forse.

E voi? Quanto siete state bizzarre mentre eravate panciute?

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RISULTATI
BiancaLatte 66 mesi fa

Io ero quella dalla lacrima facile....mi ricordo che tutti i sabati pomeriggi ammorbavo mio marito trascinandolo alla Chicco, quel pomeriggio, in particolare, cercavo un carillon perchè avevo letto che i pupini nella pancia riconoscono la musica...stavo provando i vari affarini tirando la pratica cordicella o girando la chiavina quando ne prendo una in mano, forse il più brutto, una luna bianca con cappello blu e occhi che si muovevano a tempo di musica....non appena sento la melodia scoppio a piangere come una suonata, la gente che mi guarda perplessa e io che cerco di nascondermi dietro mio marito per la vergogna, sempre singhiozzando. Quel carillon adesso l'ho appeso in camera mia, tanto Alessia non lo ha mai ascoltato più di tanto.

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