Una nullipara in famiglia

29 giugno 2011 
<p>Una nullipara in famiglia</p>

Aperitivo di presentazione di un sito dedicato ai genitori per aiutarli a capire meglio il vissuto tecnologico (e quindi di flirt, scappatelle, ore a giocare e a chattare e poi ad ammazzarsi di sms tutta notte) dei propri figli. Il parterre è tecnofilo, più passione che tensione, ma le conclusioni sono uguali per tutti, apocalittici e integrati: difendi i tuoi figli solo insegnando loro a difendersi da soli (se poi capisci quello che fanno è meglio).

Scopri l'intruso: due matrigne, io e Rossella Calabrò. Data la vicinanza della bella terrazza in cui ci troviamo al carcere di San Vittore, l'associazione di idee è immediata: apriamo un business di bavaglini, tutine e lenzuolini Made by a stepmother, in partnership con made in jail.

No, non voglio dire che la matrigna è in carcere, è solo che far parte di una categoria taggata come «cattiva» alla lunga ti spinge all'autocompatimento oppure al sarcasmo. E io e Rossella pendiamo assai più verso il secondo (un po' come la mamma che metterà in pagina questo post, e che mi ha minacciato di pubblicare le sue Memorie di una figliastra, ahi).

La matrigna non è in carcere, ma averne una "infamiglia" (questo il nome del sito) è per definizione una cicatrice, il segno a vita di qualche cosa che non ha funzionato. Se nullipara, come me e Rossella, ha però un superpotere su cui i figliastri potranno contare finché dura: saremo per sempre più figlie che madri, e quindi magari non capiremo mai le madri, ma le adolescenze (tecnologiche o no) sì, di chiunque. Perché ci ricordiamo ancora benissimo le nostre.

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RISULTATI
mary poppins 65 mesi fa

Paola, sicuramente qualcuna sì, ma la maggior parte delle madri che conosco (compresa la mia) direi proprio di no (oppure mentono ;-)

paola 66 mesi fa

ma guarda che anche le madri si ricordano della loro adolescenza molto bene! ed a volte è molto faticoso uscire dal mode-figlia e passare dall'altra parte della barricata!

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