Lasche, giarde e scorzoni

04 luglio 2011 
<p>Lasche, giarde e scorzoni</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Questa mattina Davide si è svegliato piangendo: voleva fare il caffè. In cucina ha urlato che voleva preparalo nella caffettiera grande, poi ha avuto una crisi isterica perché la caffettiera non era blu. In altre epoche avrei sistemato la faccenda con una sculacciata sul sedere, adesso no.

Ai nuovi genitori viene insegnata l'importanza di mettersi dal punto di vista del bambino e saper vedere oltre le loro richieste, per quanto assurde possano sembrare. Per esempio: la volontà perentoria di Davide di preparare il caffè nella caffettiera blu poteva significare che era ancora stanco, oppure turbato da un brutto sogno.

Abbiamo così imparato a decrittare i sentimenti ai quali i bambini non riescono dar nome, anche quando sono espressi da crisi di nervi in grado di mettere a dura prova il più paziente dei genitori.

Favorevole a questa linea di condotta, ho spiegato a Davide che non poteva preparare il caffè nella caffettiera blu - perché non ne possediamo una, essenzialmente - e poi l'ho ignorato mentre strepitava saltellando da un piede all'altro con gli occhi strizzati.

E avvitando la caffettiera ho pensato ai miei nonni, che avrebbero risolto la questione senza farsi troppi problemi assestando un bel paio di scorze. Nel dialetto perugino, le punizioni corporali si declinano in nocchini, scorze, sorbe, giarde, lasche e bocatoni.

Pur non conoscendo la differenza esatta tra i termini, la gerarchia si può intuire dalla sola fonetica. Per dire: io temevo le lasche. Ora che ci penso, di fatto sono termini quasi scomparsi. E questa non è una brutta cosa (per quanto ogni tanto mi capiti di sentire un genitore minacciare «du' scorze» a bambini del tutto indifferenti, e mi commuovo).

In passato, con la primogenita, non mi sono fatta troppi problemi a interrompere un capriccio con uno sculaccio sul pannolone, riuscendo in questo modo a uscire dal loop in cui più tentavo di contenerla, più lei diventava isterica. Ma so che questo metodo non funzionerebbe con l'ultimogenito. E soprattutto: non posso più usare violenze che non vorrei fossero usate su di me.

Però, l'altro giorno, un'amica ha dato forma alle mie perplessità . «Quando le mie figlie fanno un capriccio insensato» - mi ha detto - «provo a guardare il mondo dal loro punto di vista. Tento l'approccio gordoniano attraverso l'ascolto attivo, pratico l'abbraccio contenitivo per sedare crisi di nervi, cerco di dar voce alle loro frustrazioni recondite rispettando le individualità e cercando di non proiettare sull'una le problematiche dell'altra. Poi però mi viene da pensare: ma se invece...du' bocatoni

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

michela 65 mesi fa

a Milano, il massimo livello erano gli sganasson, ma per grandicelli, non per i più piccoli, aloro potevano bastare gli s-ciaff. C'era anche un'espressione, la usava mia nonna o altre donne della sua generazione, per qualcuno o qualcuna che si stava comportando maluccio: andare, o finire, in "via birra", non ho mai capito perché. Comunque per quanto riguarda oggi, qualche sculaccio di tanto in tanto, sono convinta che continua a far bene. Io ne ho tre, di cui due gemelle, in età tra i due e i quattro: senza non si può, sopratutto per smontare i capricci che si avvitano su se stessi, far finire il temoprale e tornare il sereno...

BiancaLatte 65 mesi fa

Ah, ci tengo a precisare che mia figlia di rado a questi momenti, ma quando arrivano mi metto le mani nei capelli...no, prima che passiamo io per la pazza e lei per la viziata....più che altro io non mi ritengo MENTALMENTE PIGRA , mi ritengo solo una che ama profondamente la sua creatura ma che dopo una giornata di lavoro e dentro fino al collo in un periodo di ristrutturazione casa/trasloco ha il sacrosanto diritto di andare a letto ad un orario decente senza dover impazzire dietro a capricci improvvisati...io mi sento proprio MENTALMENTE (e fisicamente) STANCA!!! spero che a qualche altro genitore capitino queste cose.... :-)

BiancaLatte 65 mesi fa

Ragazze esempio proprio ieri sera: provavo da ormai un'ora e mezza a mettere a letto la ciucciola ma senza alcun successo....scappava dal letto, si nascondeva e frignava, anche se era un continuo sbadigliare e quindi aveva proprio bisogno di dormire. Allora, all'inizio ero gentile e calma, cercavo di essere affettuosa e di farle capire che era stanca e doveva andare a dormire. Ma niente. Ho provato con le minacce (tipo castigo non vedi i nonni e ti butto tutti i giochi). Ma niente. Sono partite urla. Ma niente. E' partito uno sculaccione. Pianti per tre ore (ma figurati, non era nemmeno forte) e poi...Niente, mi ha fatto tribolare ancora per un quarto d'ora buono. Poi sfinita si è stravaccata ed è partita. Quindi niente di tutto quello che ho fatto è servito, quando si è stancata l'ha smessa. Cosa ci stiamo a fare noi genitori??

Flavia 65 mesi fa

Ricordo come fosse oggi l'unico ceffone che mi diede mio padre. Ne ricordo il dolore fisico e quello morale. Non m'insegnò nulla. Anzi, forse sì: a non farlo mai con mia figlia. Sono fiera delle nostre litigate, le discussioni, sempre risolte senza alzare le mani. Leggere alcune di voi mi fa rabbrividire.

BiancaLatte 65 mesi fa

Io mi ricordo le impronte delle cinque dita di mio padre, con fede nuziale incorporata, oppure i pizzicotti sulle gambe quando facevo i capricci ed ero dietro di lui in macchina, allungava la mano e...zac!!Ripensandoci ora mi viene da ridere!Il punto è che non si tratta di bastonate sui denti o cinghiate a schiena nuda come poteva accadere decenni e decenni fa (lo spero proprio, per lo meno...)...uno sculaccione ben assestato quando sei al limite non crea nessun tipo di trauma!!Ecco se c'è una cosa invece che non faccio mai è dare schiaffi in faccia e così la pensava anche mio padre: per quanto potesse essere arrabbiato non andava mai a "offendere"zone che non fossero in grado di "attutire" il colpo..

Rossella 65 mesi fa

"che andava" per la maggiore

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).