Figli cromaticamente coerenti

07 luglio 2011 
<p>Figli cromaticamente coerenti</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La mia amica è in ritardo. Quando arriva, si giustifica dicendo che ha dovuto discutere con la figlia piccola, che voleva assolutamente indossare la t-shirt arancione. «Qual è il problema?» chiedo.

Il problema è che l'arancione avrebbe spezzato l'armonia cromatica del gruppo: lei, il marito e la figlia grande indossano capi bianchi e blu, stile mariniére; l'arancione avrebbe stonato. La prima cosa che ho pensato è che la mia amica sia una fanatica esaltata; la seconda è che la capisco: lo faccio anch'io.

Senza arrivare ai suoi eccessi, sto comunque attenta a non far indossare ai miei ragazzi abiti non troppo dissimili, nei colori e nella foggia. Quando le bambine erano ancora piccole, poi, mi divertivo a vestirle uguali, magari con abiti scelti da loro (tra i quali un piumino fucsia con pelliccetta rosa e brillantini, una roba che persino le Winx avrebbero trovato imbarazzante).

Dato che la prima opzione, nella sua forma più ortodossa, poneva dei dubbi esistenziali (si possono passare alla piccola i vestiti smessi della grande senza spezzare l'abbino?) sono passata al livello successivo: vestirle coordinate. Ma conosco gente che ha continuato a comprare lo stesso abituccio, in taglie diverse, per anni. Ma con le scuse più diverse.

Per ottimizzare i tempi dello shopping, per esempio. O per riconoscere i figli tra la folla a colpo d'occhio. Perché il fratello minore vuole imitare il maggiore anche nell'abbigliamento (e il grande ne è gratificato). E per reiterare un'abitudine della nostra infanzia: chi da bambina non ha avuto un vestito identico a quello della sorella? Conservo una foto in cui io e la mia indossiamo lo stesso gonnellone scozzese, camicetta rossa e scarpe ortopediche.

Francesca confessa che sua madre aveva elevato questo vezzo ad arte, riuscendo a vestire maschio e femmina con lo stesso completo nella variante gonna per lei, pantalone per lui. «Roba da andare in analisi» - commenta (mostrando foto delle sue biondine apparecchiate identiche da matrimonio) Margherita.

Se anche voi siete fanatiche dei figli abbinati, ho due notizie. Quella buona è che prima o poi i ragazzi arrivano ad un'età in cui si rifiutano di assecondare le vostre ossessioni. Quella cattiva è che a quel punto sarete voi a cercare di vestirvi come loro. E prima che ve ne rendiate conto vi troverete da Zara a comprare la stessa camicetta a scacchi (magari tre taglie più grande, ma vabbè).

E sospirerete guardando le foto di Michelle Hunziker e Aurora, splendide nello stesso bikini rosa.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

flaviaebasta 65 mesi fa

sarà che la mia mamma, nei primi anni 70, i vestiti ce li cuciva. e allora facilmente zaaaac con lo stesso taglio di stoffa ecco i vestitini per tutti e tre. no grazie. non fa per me. qui vive l'anarchia più assoluta.

Miuccia Fraida 65 mesi fa

tanto tra una settimana Victoria Beckham scodellerà la sua Poshette e straccerà tuuutte quante.

BiancaLatte 65 mesi fa

Sarà dura ma ci proverò ;-) per il momento anche io mi attengo all'esperienza del matrimonio: entrambe bianche e principesche....ma anche lì non del tutto uguali: lei era più bella di me.....

Rossella 65 mesi fa

Per carità, BiancoLatte, resisti! Con tutto il tempo che abbiamo impiegato per diventar donne, vestiamoci da donne! Lasciamo che siano le figlie a sognare di indossare scarpe e abiti come i nostri.

BiancaLatte 65 mesi fa

Per ora ci uniformiamo nello smalto, se io rosso, lei rosso, se io giallo, lei giallo...poi viene da me e mi dice: mamma lo smalto giallo non mi piace.Ed è quello che penso anche io. Per gli abiti ancora non mi sento di indossare abitino fucsia con leggins bianchi a fiori e tracollina Hello Kitty (lei ha 4 anni).

paola 65 mesi fa

rido. e dissento. siamo una famiglia cromaticamente incoerente. (tranne che per il mio matrimonio, vabbe': io e le 3 figlie tutte in rosso)

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).