Baby Blues

12 luglio 2011 
<p>Baby Blues</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Prendete questo post, e confrontatelo con quest'altro. Leggete con calma, cercando di mantenere la mente sgombra dai pregiudizi e il cuore lontano dai soprassalti, e poi ditemi: secondo voi stiamo parlando di due facce della stessa medaglia o c'è qualcosa di stonato tra le righe?

Perché non so a voi, ma a me qualcosa che non quadra.

Fermo restando che potrei avere frainteso il post di Lizzie (e in quel caso me ne scuso fin d'ora), a me quel suo definire «tutte cazzate e blablabla» i racconti di chi le profetizzava una vita da schiava o giù di lì dopo la nascita di suo figlio ha irritato un bel po'. Certo: c'è chi esagera e drammatizza (a torto o a ragione), ma sostenere che «hai voluto un figlio? E che ora che ce l'hai cosa ti lamenti?» mi sembra pericolosamente superficiale.

Soprattutto leggendo invece il post di iocuordicarciofo così accorato, e triste, e malinconico: «Era depressione? Non so, cocciutamente non ho mai voluto chiedere aiuto. Non trovavo pace in nessun posto. E mi dicevo "sarà la stanchezza". Poi sono andata sempre più giù. Avevo desiderato così tanto mio figlio ma... semplicemente non ero felice. Avrei dato di tutto per sprizzare gioia da tutti i pori. Io sarei dovuta essere felice ma non ci riuscivo».

Cercate tra i blog delle mamme in rete; troverete sempre, in mezzo alla felicità e alla tenerezza, all'esasperazione anche divertita e ai racconti surreali, almeno un post in cui - pur senza arrivare al malessere così profondo (e così ben raccontato) - c'è come un'ombra, il profilo di un abisso appena intuito e da cui quasi tutte riusciamo a ritrarci in tempo. Ma basterebbe un altro passo, una vertigine, e niente sarebbe più come prima.

Qualche anno fa la mia amica Silvia ha avuto un figlio, che ora ha 8 anni e mangia per due; allora, invece, non mangiava. E la vita di Silvia, nel caldo soffocante di un'estate senza nonne né amiche (che avevano le loro vite e non capivano cosa stava succedendo) era fatta di pianti, pranzi in piedi e notti insonni. E la tetta sempre di fuori, sperando che il nano ciucciasse almeno un altro po'.

Cinque anni dopo, per altri motivi, ci sono passata anche io, e le ho chiesto scusa. Per non esserle stata vicina, nemmeno con un abbraccio; per non avere intuito la sua solitudine e la sua fatica; perché quel figlio l'aveva desiderato, e quindi dov'era il problema.

Il problema invece c'è, eccome. Nei manuali per genitori perfetti che ti raccontano tutta un'altra storia; nella mancanza di sonno, che per alcuni (per me, per esempio) è una tortura vera. E nel tuo carattere, che magari ti porta a voler controllare tutto e invece scopri sulla tua pelle che un figlio, e lo sconvolgimento che porta con sé, mica lo controlli.

È che le cose sono diverse da come le immaginavi, e devi farci i conti. Oltre che con gli ormoni, impazziti un'altra volta, e anche quello ha il suo peso.

Ci sono notti, e giorni, in cui non sopporti più di sentire piangere tuo figlio, e ti vedi a scuoterlo e scuoterlo fino a zittirlo. A me è successo, e sono certa che succede praticamente a tutte; mi basta leggere i commenti al post di Iocuordicarciofo per esserne sicura.

Ricordo che mentre respiravo forte, ripetendomi «adesso passa, adesso passa» come fosse un mantra, pensavo anche alle donne che invece vengono travolte dalla fatica, dalla solitudine, dall'indifferenza e dal silenzio degli altri. Per la prima volta in vita mia ho capito, e ho provato pietà e rabbia. Pietà per loro, e rabbia per quelli che non c'erano mentre la vertigine se le portava via insieme alla vita del loro bambino.

Una volta c'erano i cortili, e le donne che senza tante chiacchiere si proteggevano a vicenda. Oggi i cortili non ci sono più, e tutto questo resta avvolto nel silenzio. Un silenzio inutile, perché solo ammettendo la fatica e il dubbio si può uscirne. E colpevole, perché complice nell'abbandono.

Ecco, leggere quel «tutte cazzate e blablabla» mi ha fatto pensare che anche questo è un modo per negare quel baby blues così diffuso, così subdolo e così misconosciuto. E che a farlo sia proprio una neo mamma, magari fortunata (perché ne è immune o perché ha mille aiuti e un bimbo angelico o che) o magari semplicemente troppo fresca di fatica per esserci già passata, mi ha turbato ancora di più.

E voi? Cosa ne pensate?

(A proposito: una sera piangevo a dirotto, di stanchezza e frustrazione. Però mi è andata bene: c'era mio marito, che si è preso la nana e l'ha portata a dormire; e c'era Daniela, un'amica senza figli. Che mi ha abbracciata stretta, senza dire nulla. Di quell'abbraccio non l'ho mai ringraziata: lo faccio ora).

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RISULTATI

Niente da dire, sulle fonti citate, sarebbe stata una delicatezza nei confronti di chi come me stava raccontando una cosa così privata. Ciaociao

barbara 65 mesi fa

ciao cuordicarciofo, hai ragione e di solito lo faccio; semplicemente tra lavoro e pupi mi è passato di mente e quando avrei potuto farlo era già troppo tardi. Comunque, il fatto di citare chiaramente la fonte con tanto di link, invitando poi ad andare a leggersi gli originali e farsi un'opinione personale, dovrebbe servire proprio ad assumermi la responsabilità di quello che scrivo e non a "scaricare" sugli altri le mie idee . E comunque in nessun caso a mettere le persone le une contro le altre. Mi spiace che tu abbia avuto quella sensazione. ciaociao

Ciao Barbara, ti scrivo perchè ho commentato il post di Stefy e ho scritto 2 righe anche da me. Qui ti dico che sono d'acordo con te sul fatto che non se ne parla mai abbastanza e che molti punti del tuo post li condivido perchè li ho provati su me stessa. Ecco un appunto puramente personale volevo farlo. Sarebbe stato bello se tu mi avessi lasciato anche solo due righe di commento per dirmi delle tue intenzioni o che avevi scritto questo post. Il confronto con Lizzie non è stato molto corretto, anche perchè era evidente che ci conoscevamo e io non ho espresso nessu giudizo su di lei, conoscendo appunto la sua storia. Detto questo, ripeto, non se ne parla mai abbbastanza e sono felice alla fine che da un mio sfogo sia venuto fuori tutto questo. Alla fine è stato un bene. A presto. Owl

barbara 65 mesi fa

1. Per chi fosse interessata, la discussione è proseguita anche su lascatolaconlapecora.blogspot.com dove è stato chiarito che: a) non ho mai shakerato nessuno, a parte un vecchio fidanzato tanti anni fa (ma era maggiorenne e consenziente) b) non ho mai pensato né che sia normale scuotere i neonati né che lo facciano tutte; né tantomeno che le mamme SENZA baby blues siano delle poverette: al limite sono da invidiare per la pazienza zen c) parlare di questi momenti bui fa sentire meno “sbagliata” e meno sola chi ci è passata o ci sta passando ora, e ci mette al riparo proprio da quei gesti di cui ci pentiremmo, e che ci farebbero sentire dei mostri. Serve, vorrebbe sentire, a farci sentire un po’ più in pace con i tanti modi di essere madre.

Cara Barbara, ti rispondo anche qui. I primi due mesi di vita della mia bimba li ricordo in maniera confusa, come immersi in una nebbia. Non ero felice. Non la amavo e mi sentivo in colpa per questo: per ovviare, mettevo ancora più dedizione nel prendermi cura di lei. Ma lo facevo solo per dovere, e non era affatto bello. Quando mi ha sorriso è cambiato tutto: forse ci siamo riconosciute, forse finalmente ho identificato in lei l'esserino che avevo tanto amato quando era nella mia pancia, ma finalmente l'istinto materno era sbocciato. Ho rischiato di morire dopo il parto, non so se c'entra qualcosa, ma penso che quella di madre sia una condizione talmente sconvolgente da richiedere del tempo. Grazie per questo articolo.

anita 65 mesi fa

Ragazze, sono una mamma di 26 anni e ho una bimba di 5 mesi e mezzo. Sono tra le fortunate che non ha mai avuto il baby blues. Ho sempre sentito sin dal parto in poi, una felicità immensa e un'amore infinito per mia figlia, non mi rivedo mai nei racconti di mamme frustrate o snervate e posso dire con tutta sincerità che non è vero che tutte hanno vissuto momenti in cui scuotevano il bimbo per farlo smettere di piangere... io non ho MAI scosso mia figlia per farla smettere di piangere e non ne ho mai avuto il pensiero di farlo, mai! Con questo voglio solo dire che NON TUTTE passano momenti del genere, ci sono anche mamme che fortunatamente non vivono il baby blues, e si godono la loro maternità dall'inizio in poi, certo è un grande compito che richiede sforzi e tanto lavoro ma è un lavoro gioioso e appagante. Provo rispetto e empatia per chi ha passato il baby blues che purtroppo è una realtà e parlarne è essenziale e molto utile, ma non accusiamo chi non lo vive.

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