Un nome, un destino

14 luglio 2011 
<p>Un nome, un destino</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Quando i Beckham hanno annunciato che la nuova arrivata si sarebbe chiamata Harper Seven, molti hanno tirato un sospiro di sollievo: le era andata bene. La piccina aveva rischiato di portarsi addosso un nome da frutto, da città romantica, da luogo di pellegrinaggio, o di un qualsiasi oggetto di uso comune - ma in sanscrito.

Mi stupisce sempre l'incoscienza con cui i vip giocano con il futuro dei loro figli dando loro un nome astruso: lo sanno tutti che il nome condiziona il destino - e spesso anche la fisionomia. Sono convinta che Rumer Willis sarebbe stata meno ganassona se i genitori non le avessero dato un nome così digrignante, Lourdes avrebbe potuto esibire un'aria meno afflitta, Peaches Honeyblossom Michelle Charlotte Angel Vanessa Geldof (si, è un unico nome) sarebbe meno affaticata.

Credo anche che Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini siano d'accordo con questa teoria: i loro quattro figli hanno Contento come secondo nome, elevato a stato emotivo permanente.

Per questo motivo, la scelta del nome è stata vissuta da me come una grandissima responsabilità , specialmente nell'entusiasmo della prima gravidanza. Volevo un nome che fosse semplice, per non doverlo ridurre a diminutivo. Che fosse internazionale e riconoscibile in qualunque Paese mia figlia avesse deciso di vivere. Che fosse facilmente pronunciabile anche dai nonni polacchi.

Ma anche: che evocasse atmosfere celtiche, e richiamasse l'immagine di una donna forte dietro un'apparente fragilità. Erica, quindi. Il fiore che sfida climi avversi e colora panorami brulli. Un nome perfetto.

Peccato che il neopapà, nell'emozione del momento, lo abbia presentato all'anagrafe con la grafia polacca: Eryka. Peccato che il signore dello sportello lo abbia registrato come pensava che dovesse essere scritto, con la "K". Quella semplice lettera ha cambiato tutto.

Volevo una principessa nordica, altera e irraggiungibile, mi ritrovo un'aspirante gieffina. Nell'intimità di questo blog posso ammettere che, oggi, il nome di mia figlia mi mette a disagio: non lo sento diverso da Deborah, Samantha o un qualsiasi esotismo malriuscito tipo Maicol o Kevin, nomi che pullulano tra i compagni di scuola delle figlie.

Ma è con la secondogenita che ho messo in discussione la teoria del nomen-omen: Lara. Un nome che non può essere pronunciato senza atteggiare la bocca a sorriso, e un omaggio alla cultura slava. Peccato che i nonni polacchi non abbiano gradito il richiamo alla Russia - odiata per ragioni storiche - e che la bambina ultimamente sia sempre arrabbiata, perlomeno con me.

Per cui quando è nato l'ultimogenito l'ho fatta breve: ha la faccia da Davide? Che sia Davide, allora. E pazienza se quando lo chiamo sono almeno dieci i bambini a voltarsi

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RISULTATI
nadia 65 mesi fa

che dire sono attualmente madre di un Erica con la c, che vista la mania dei capelli corti tutti chiamano Eric e di una Kirki cin 2 k che abbianato al cognome ellenico ci stanno entranbe lei ha subito l'attribuzione di un codice fiscale da maschio come Luigi e Giovanni peccato che ilsuo nome è la versione greca di Circe ed è tuttaltro che maschio

biiutre 65 mesi fa

a leggere i commenti delle persone sui nomi da dare hai figli , mi metto nei panni di questi piccoli pargoli che non sanno di avere dei poveri idioti di genitori che pensano a dei nomi contorti come le loro menti poverini , pero' e' bello anche questo: la diversita' , provo a dire a mia moglie cosa ne pensa di chiamarlo dinamitardo o bombarolo altrimenti kamikazo , ma.......................................

frà 65 mesi fa

Alessandro vi prego no, ho tutti i parenti, gli amici e gli ex fidanzati che si chiamano Alessandro!! è il mio karma... Volevo chiamare mia figlia Dinamitarda, poi abbiamo optato per qualcosa di più corto, semplice e italiano. Ma Dinamitarda, visto il carattere irruento e incontrollabile, sarebbe stato veramente perfetto, avevo ragione!

giuseppina 65 mesi fa

io avrei tanto voluto chiamare mia figlia Maria Sole,ma sono stata fermata da chi ancora crede alla tradizione di rinnovare i nonni.....c'ho provato altre 2 volte e sono stati maschi....spero che un giorno se uno dei miei figli vorrà di avere una nipotina con questo , per me, bellissimo nome!

Cristina 65 mesi fa

Mi piaceva il mio nome, fino a quando non l'ho analizzato un attimo: piccola Crista! Alias Povera Crista! Adesso mi piace così così! Una figlia, l'avessi avuta, l'avrei chiamata Miriam, variante di Maria, mistico e provvidenziale! Mio figlio avrei voluto chiamarlo Johnatan in onore del nonno da tutti chiamato Jonny, ma mi è mancato il coraggio di esporre mio figlio al giudizio del mondo che è capace di bollarti per un nome. Se fosse nato ora l'avrei fatto, e forse se avessi l'età consona adesso cercherei anche la mia Miriam.

Rossella 65 mesi fa

Micol era una delle mie opzioni, Lellen. L'altra era Eva, un nome secondo me bellissimo, ma che ho dovuto abbandondonare perchè temevo prestasse il fianco ad imprecazioni troppo circostanziate

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