Sette figli sette

18 luglio 2011 
<p>Sette figli sette</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Festa in campagna. Felice e sovreccitato, il treenne è fuori controllo: corre, salta, cade, scappa, insegue, si tuffa. Non lo perdo mai di vista e gli arranco dietro, sperimentando sulla mia pelle che quando un treenne agitato sfida una mamma quarantacinquenne sulle zeppe, la mamma quarantacinquenne sulle zeppe è una donna morta.

Non è uno dei miei momenti migliori: sarà colpa della stanchezza accumulata, ma sempre più spesso ho l'impressione di non avere più le forze per fronteggiare le esigenze di tre ragazzi con tre età diverse. Placco Davide e lo trascino all'ombra, dove vengo raggiunta da una mamma con in braccio una bambina della stessa età del mio. Quando le chiedo se è la prima figlia mi risponde di no: è la settima. Sono colta da un senso di vertigine.

Sette figli vuol dire sette gravidanze e sette travagli, sette allattamenti, un numero infinito di pappine e notti insonni e - a cascata - giornate in cui uno guarisce e uno si ammala: colichette, acetoni, esantemi infantili puntuali ogni fine-settimana o festa comandate. E questo solo per la prima infanzia.

A seguire, tutto il carico di lavoro delle elementari: tabelline e analisi logica per sette volte, sino al gran finale scoppiettante con sette. Adolescenze. Sette. Osservo la mia interlocutrice per cogliere un segno di pazzia, ma sembra serena - oltre che una 42, la disgraziata. «Se potessi ne farei un altro, la voglia c'è» - dichiara.

Vorrei sbilanciarmi in domande personali: come si sopravvive economicamente con tutti quei figli (dei quali tre quasi adulti); come si gestisce la fatica fisica e anche psicologica del crescerli; quanto guadagnano, se ha aiuti in casa, cosa cucina ai pasti.

Invece mi limito a interessarmi della piccola, e le domando se le ha tolto il pannolino. «In realtà non saprei» - risponde con aria svagata. «Ha fatto tutto da sola. Un giorno l'ho trovata seduta sul vasino e non gliel'ho più messo».

Ma allora è questo il segreto del suo successo: mettere un po' di distanza emotiva tra noi e loro, lasciare che se la cavino, posare sul mondo uno sguardo un po' assente. Salutandoci, le auguro di soddisfare la sua infinita voglia di maternità.

Per quanto mi riguarda, ho già dato: sapere di non dover mai più affrontare un travaglio è per me un piccolo motivo di felicità.

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Rossella 65 mesi fa

Cristina, io vorrei vivere un paio di giorni a casa tua per capire il segreto del tuo successo. Vedere quant'è grande la tua abitazione, con che mezzo vi spostate, se mangiate tutti allo stesso tavolo, come fai a cucinare per nove, a che ora vai a letto,...cose così. Complimentissimi e auguri per la tua prossima maternità (da come ti leggo, è solo questione di tempo :)) Te li ho già fatti i complimenti? beh, te li rifaccio.

cristina 65 mesi fa

Anche io di figli ne ho 7, 5 fatti in casa e 2 presi già fatti. Dai 18 mesi ai 16 anni. Costano, ma non troppo, impegnano, ma non allo sfinimento. Soddisfano, e fanno penare. Io penso che una volta che i primi due o tre cominciano a crescere un po', il resto è in discesa. Personalmente la fatica più grande è stata il dormire poco, con tanti neonati uno dietro l'altro. Però, sinceramente, visto che non ho ancora quarat'anni, se ci scappasse l'ottavo, non mi dispiacerebbe!

Rossella 65 mesi fa

Cris, hai scritto quello che io non riuscivo a mettere a fuoco, è esattamente questo. Ricominciare tutto, tante volte. Quando ho cercato il terzo, sapevo a cosa sarei andata incontro ma - per me - era comunque preferibile affrontare questa gran fatica piuttosto che trovarmi fuori dall'età fertile con il rimpianto di aver rinunciato ad un'altra maternità. Ora non potrei più farlo, anche se avessi dieci anni di meno. La mia "forza vitale" è finita, non saprei come dirlo diversamente. C sono persone per le quali, invece, pare essere inesauribile. Come facciano, non so. La spiegazione che mi sono data è quella che ho scritto nel post.

cris 65 mesi fa

Gravidanze, travagli, giochi, ninna nanne, storie, adolescenze, attenzioni, pianti, malattie etc.. tutto questo ti chiedono i figli ed è per questo che non ne possiamo fare più 1 p 2 e se arriviamo a 3 ci sentiamo degli eroi, perchè non sappiamo più, come generazione, dare la vita, e non vogliamo perderla. Vedere delle famiglie numerose in un certo senso mette a nudo questa nostra condizione perchè mostrano che non è perchè la legge non aiuta (fatto pessimo), o perchè non si è ricchi che non si fanno tanti figli, ma è perchè non vogliamo ulteriormente perdere la vita. Questo è quanto che che se ne dica, e allora qualcuno dice che "sono irresponsabili" o "non gli danno amore" , ma è chi non si conosce. Diciamocelo, siamo umani e abbiamo dei limiti. Chi riconosce questo deve però onestamente chiedersi: come fanno questi genitori di famiglie numerose a dare la vita oltre i propri limiti (che hanno anch'essi) chi gliela dà a loro la vita?

Rossella 65 mesi fa

Movida m'hai fatto ridere! Quando ho provato io a posare sul mondo uno sguardo un po' assente, Davide ne ha approfittato per staccare i tasti della tastiera del pc

movida69 65 mesi fa

Da brava miope per un attimo leggendo "posare sul mondo uno sguardo un po' assente" ho vissuto il mio momento di gloria

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