La
proposta, che arriva dall'America, è stata definita
choc: togliere la patria potestà ai genitori di
bambini obesi. A quanto pare negli Us, dove il problema ha
raggiunto livelli da record, ben il 17% dei più piccoli sembra
essere parecchio fuori forma.
È come considerare l'obesità infantile una colpa
dell'adulto.
Se da una parte a noi italiani può apparire un giudizio
del tutto semplicistico, che non tiene conto di problemi
ereditari e possibili patologie mediche, dall'altra è vero che
i genitori a volte tendono a essere indulgenti con
i propri figli tanto quanto con se stessi.
Ci pensavo ieri, guardando un gruppo di bambini e genitori in
vacanza. Una buona metà dei bambini era piuttosto in
sovrappeso. Proprio quella metà, intorno alle dieci di
sera, brandiva con goloso orgoglio un trofeo dal
bar. Per quasi tutti, si trattava uno di quegli stecchi
ricoperti di triplo cioccolato e ripieni al caramello. Una bomba di
calorie che metterebbe in difficoltà lo stomaco di un adulto.
Vedevo visi sorridenti spalmati di cioccolato da guancia a
guancia, sederotti che si muovevano a tempo di musica e
pance un po' troppo sporgenti, inguainate in canottiere
aderenti che lasciavano scoperta una simpatica ciambella. Simpatica
a cinque anni… ma a quindici?
A un certo punto è uscita dal bar una bimbetta coetanea di
Polpetta - tre anni - con un in mano un gelato più grande di lei.
«Ma ce la fai, signorina?» - le ha chiesto
un'anziana signora seduta ai tavolini.
«Se ce la fa?» - è intervenuto il barista. «La signorina
mangia tre-quattro gelati al giorno, e mezz'ora fa si è presa le
patatine. Ce la fa, ce la fa».
Ecco, questi sono casi limite, e magari anche limitati
all'anarchica libertà delle vacanze, che insieme
al poter stare alzati fino a tardi per alcuni contempla anche
gelati no-limits. O almeno spero.
Ma come vi ponete, voi, rispetto al rapporto dei vostri
figli con il cibo? Io faccio poco testo perché, dal
momento che la Polpetta è intollerante alle proteine del latte, ha
un menu tutto suo e il junk food le è vietato per motivi
di salute.
Ma cosa farei se, davanti a una schiera di bambini
muniti di un gelato ipercalorico, piantasse il capriccio?
Glielo comprerei creando il temibile precedente? O lo
farei nella convinzione che le cose che vengono vietate diventano
inevitabilmente più appetibili?
È sottile la linea che divide un genitore che crea nel
figlio il culto della linea da quello che insegna a mangiare
sano, ma sono mediamente sicura che riuscendo nel secondo
intento si evita il primo.
Se il piacere passa da un piatto di pesche zuccherate invece che
da un cornetto ripieno al caramello, se la merenda è una
fetta di pane con la marmellata o di torta fatta in casa invece di
un cornetto confezionato alla Nutella, forse stiamo
spianando loro una strada più facile per il futuro.
Perché è quasi un diritto di ogni bambino essere in
forma e scattante, e capire che un gelato ogni tanto è ok,
ma tre al giorno no.
Voi cosa ne pensate? Lasciate che i vostri bambini
mangino quello che vogliono o imponete delle regole
ferree? E il junk food - che siano merendine
ipercaloriche o patatine fritte - lo avete sdoganato? E quando?