In vacanza con i nonni

08 agosto 2011 
<p>In vacanza con i nonni</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

E così Lara, la secondogenita, è partita in vacanza con i nonni. Che Dio gliela mandi buona.

Perché i nonni di Lara sono quelli di nuova generazione: nonni 2.0, di quelli che si vedono nelle spiagge rincorrere branchi di nipotini esagitati riuscendo non solo a contenerli, ma anche a sfidarli nei giochi e (spesso) vincerli.

Ne vedo tanti così, in fila alle casse del supermercato: il nipotino piagnucola che vuole le caramelle, la nonna smorza il capriccio con uno sguardo severo carico di significati - nessuno dei quali rassicurante- e il nipotino ammutolisce.

La leggenda vuole che siano i nonni a viziare i nipotini, ma la mia personale esperienza dice il contrario: sono loro i veri generali, a fronte di genitori permissivi e un po' lassisti. E le vacanze con loro possono essere davvero coinvolgenti.

Quando ero io ad andare al mare con la nonna, l'avventura più emozionante che poteva capitarmi era vincere la partita di canasta con le vicine di ombrellone; il massimo della trasgressione, bagnare i piedi nel mare prima delle tre ore regolamentari. Nel primo pomeriggio si faceva un pisolino, la sera si mangiava la minestrina. Fine.

I nonni di Lara hanno sorvolato il Salto Angel, si son fatti tutto il Medio Oriente, hanno fumato narghilè in Turchia, sparato ai cactus nel deserto del Nevada, si sono persi nell'aeroporto di Bangkok, hanno litigato con le commesse della Fifth Avenue.

Durante la guerra in Bosnia, nel 1992, partirono per Mostar in macchina per portare in Italia una famiglia bosniaca il cui figlio era stato ferito. A un posto di blocco serbo, mentre tutti cercavano di contenere l'angoscia, mia madre si avvicinò ai militari serbi chiedendo loro di mettersi vicini con le armi spianate: voleva fare una foto. Destabilizzati, i soldati li fecero proseguire.

Quando noi figlie siamo andate a vivere per conto nostro, loro ne hanno approfittato per trasformare la casa in un B&B, con la seguente motivazione: ci piace incontrare gente.

Adesso che hanno un'età, pensano a rilassarsi. Peccato che la loro idea di riposo sia camminare per una decina di chilometri a passo veloce, la sera. Io e le mie sorelle siamo affrante: «Non riusciamo a starvi dietro, ci toccherà abbattervi!».

E quindi, ecco spiegate le mie remore: riuscirà Lara - anni otto - a stare al passo con loro?

La nonna le ha già promesso camminate in vetta e visite a miniere, e io non mi sento tranquilla. Intanto Anna, che mi conosce e mi vuole bene, mi ha regalato un adesivo con scritto: «If you knew my family, you would understand».

L'ho subito attaccato sul vetro posteriore della mia auto dove sta ottenendo un risultato più apprezzabile, in termini di empatia, del tradizionale Baby a bordo.

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RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

Maria Vittoria 52 mesi fa

Grazie Rossella! Ho letto con grande attenzione & il Tuo racconto sarà un faro nella notte, durante la navigazione nonnesca.

Rossella 64 mesi fa

lascerò tutti con questo dubbio...

Geppo 64 mesi fa

oddio, l'ha portata nel bosco per giocare a cappuccetto rosso abbandonandola per 2 ore?

Rossella 64 mesi fa

.. e quello è niente! Dovresti vedere le magliette!

Anna 64 mesi fa

Che buon gusto in fatto di adesivi questa anna. Ma dove li trovera' dico io.

Rossella 64 mesi fa

commento di Tiziana, che mi tocca riportare perchè troppo bello perchè vada perso: "e dunque sarà Lara a dire ai nonni: santoddio, avete almeno messo la canottiera?!"

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