Amadeus vs Twilight

22 agosto 2011 
<p>Amadeus vs Twilight</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

È un classico: serata madre e figlia. Due età diverse, due gusti diversi, un unico televisore.

«C'è Twilight stasera» - dichiara Erika «e io l'ho visto solo sei volte». Mi spiace cara, la regola è: finché che sono io a pagare il canone del canale satellitare, il film da vedere lo scelgo io. E questa sera danno Amadeus di Milos Forman: si guarda quello.

Erika non conosce il film ma, con l'intuito degli adolescenti, percepisce l'intento didattico della visione. Inizia subito a fare ostruzionismo entrando in modalità bimbaminkia. «Ma sono vestiti da vecchi!» - ulula sforzandosi di piangere e fingendo di non sapere che la dizione corretta è «film in costume». Ma io non ci casco.

Le spiego che questo film ha per me un significato particolare: io e suo padre lo vedemmo al cinema nei nostri rispettivi Paesi ben prima di conoscerci, lo amammo moltissimo e ne parlammo tanto durante i nostri primi incontri. Se non ci fosse stato questo film forse non ci saremmo innamorati, ergo non esisterebbe Erika. Quindi, si guarda Amadeus.

La ragazza si arrende, ma mantiene il mode bimbaminkia on, mugolando di noia di tanto in tanto. Io fingo indifferenza, ma sono dispiaciuta. Amadeus è per me un piccolo capolavoro: la summa dei sentimenti umani, la musica delle opere classiche - con cui non ho familiarità - che diventa comprensibile e attualissima. La grande storia spiegata attraverso le piccole storie, e senza affettazioni.

Insomma, mi spiace che Erika non veda tutto questo, che non capisca la bellezza e la profondità del film accontentandosi della banalità di Twilight. A un tratto sono affranta, mi sembra che ci sia così tanta distanza tra noi. Perché non ha ancora letto un solo libro dei tanti che ho conservato perché li amasse come li ho amati io?

A ogni cambio di scena Erika sospira un «che palle», però intanto si è messa comoda. E non stacca gli occhi dallo schermo.

Comincia a commentare la storia dando l'esatta interpretazione di quanto viene sottinteso, tenta di anticipare la trama, dà voce ai sentimenti dei protagonisti raccontati attraverso gli sguardi. È fatta: Erika, se continui così presto sarai pronta per la trilogia di Kieslowski.

Adesso si che è bello vedere il film insieme, persino la pizza è stata dimenticata ed è ormai fredda. Il film termina, rimaniamo zitte per un po', poi Erika rompe l'incanto con un gran sospiro che ci riporta alla realtà. Giriamo su Twilight. Adolescenti vampiri lottano contro adolescenti lupi. Smangiucchiamo pizza fredda. Se anche si annoia, non lo ammetterà mai.

Erika, sull'altro canale danno Absolute Beginners. «Anche questo è un film di quando eri giovane?» Sì. «...Vogliamo vederlo

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Rossella 64 mesi fa

Il film "mio" e di mia figlia grande, quello che che avremo guardato decine di volte senza mai stancarci di rivederlo, è Sognando Beckham". Chissà poi perché, nessuna delle due è appassionata di calcio. Credo che sia la storia di realizzazione personale e professionale della protagonista a farci sognare. E la colonna sonora, Inner smile dei Texas: gliela cantavo sempre per addormentarla quando era piccina. Deve esserle entrata nel dna :)

Luci 64 mesi fa

la mia sa a memoria le battute di The Blues Brothers... lo cita in continuazione anche "contro" di me - NON E' STATA COLPA MIAAAAAA LE CAVALLETTE L'INONDAZIONE... - Ora è matura per Frankestein Junior (magari in inglese ;) Twilight non le è piaciuto più di tanto e odia Justin Bieber, temo che diventerà una serial killer :/

Rossella 64 mesi fa

Hai proprio ragione, Fabio. E non sempre lo sguardo dell'altro ci rimanda a stupore o meraviglia: ho scoperto ad esempio che Flashdance, il film-mito della mia adolescenza, è banale e lentissimo, Grease addirittura imbarazzante, con quegli attori trentenni conciati da teenager (e i ragazzini di oggi hanno visto High School Musical troppe volte per cascarci..)

Fabio 64 mesi fa

Tra l'altro è bellissimo guardare un film con gli occhi di qualcun'altro affianco. Quando ad aumentare il numero delle visioni ormai non si ride più o non ci si emoziona più come nelle prime visioni, con qualcuno accanto che non l'ha mai visto è come riguardarlo per la prima volta.

Rossella 64 mesi fa

condividere le emozioni regalateci da un libro od un film con i propri figli è una delle benedizioni dell'essere genitori. Mi scuso per i toni melensi - ma è così.

rita 64 mesi fa

io ho cominciato a farle vedere i classici, e amadeus le è piaciuto molto. ma ha solo otto anni, e si lascia guidare. certo, per il rocky horror è un po' presto, ma qualche scena l'ha già vista. spero di farle vedere il meglio dei miei must entro la sua preadolescenza.

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