Enrico il mammone

08 settembre 2011 
<p>Enrico il mammone</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Davide ha conosciuto Enrico al parchetto, e adesso sta disperatamente tentando di convincerlo a giocare a «scappa ché t'acchiappo». Enrico, però, pare riluttante. La giovane donna che lo accompagna, Cristina, gentilmente mi spiega che tanta ritrosia è dovuta alla brusca interruzione del pisolino pomeridiano.

«Tu hai dormito bene, invece?» - chiede rivolta a mio figlio. Le dico che Davide non dorme più il pomeriggio, fa tutta una tirata fino a sera (tranne al mare, dove era solito addormentarsi tra le mie braccia per un paio d'ore, costringendomi all'immobilità. Se provavo a stenderlo sulla sdraio o sulla sabbia, immancabilmente si svegliava).

«E' il mio ultimo figlio e gli ho concesso più vizi di quanti avrei dovuto» - mi giustifico con un po' di imbarazzo. Ma la mia interlocutrice è comprensiva: «Anche Enrico fa così» - mi rassicura - «con l'aggravante che lui dorme esclusivamente nel lettone, e solo se sente il mio corpo vicino. Se mi alzo e mi allontano, immediatamente si sveglia e per il resto della giornata è intrattabile».

Proseguendo nella conversazione, vengo a sapere che Enrico ha molte altre esigenze: mangia solo pasta in bianco, e la carne soltanto se tritata. Non ama giocare con i bimbi. Chiede sempre di essere preso in braccio. Non vuole che Cristina dedichi le sue attenzione ad altri che a lui.

Devo essere sincera: questo Enrico non mi è affatto simpatico. «E' un mammone» - lo giustifica Cristina con un sospiro. Mentre parliamo, Enrico interrompe la conversazione avanzando continue richieste.

Dapprima reclama un gelato. «Aspetta, se lo mangi adesso ti rovini l'appetito. Dopo cena». Ma no, lo vuole subito. Dopo il gelato, ha sete. Poi vorrebbe un altro gelato ancora. A questo punto Cristina finge insofferenza: «Enrico, ora basta! La mamma sta parlando con una signora. Fa' il bravo!».

Ma lo dice senza convinzione ed un secondo dopo sono già l'uno nelle braccia dell'altra a scambiarsi baci e coccole.

Davide intanto, lasciato a se stesso, si sta annoiando e chiede di essere portato dove sono gli altri bambini. «Noi andiamo agli scivoli. Venite con noi?» - propongo. »Non possiamo, s'è fatto tardi » - dichiara lei - «ed Enrico deve ancora fare il bagnetto, poi la pappa e infine a nanna presto, ché è stanco". Capisco.

Enrico sale in braccio a Cristina con un balzo, scodinzolando festoso. Li vedo allontanarsi scambiandosi tenerezze: il muso del cane contro la guancia della ragazza, la voce di lei dolce e cantilenante come quando ci si rivolge a un bimbo piccolo.

Li osservo a lungo mentre si allontanano. Sono esterrefatta. E anche un po' triste.

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INTERESSANTI IN RETE

Giulia 63 mesi fa

Ho visto un sito, non metto il link per non fare "pubblicità occulta" che vende abiti di ALTA MODA per cani... c'è anche la sezione smoking e matrimoni... giuro non sto scherzando anche se lo vorrei... Io la considero un'altra forma di maltrattamento, nè più nè meno.

Rossella 63 mesi fa

!!! nontogliermilguaìto

Becky 63 mesi fa

Se vuoi vedere bambini reali trattati alla stregua del viziato Enrico fatti un giro su nontogliermiilsorriso e stranisciti.

Rossella 63 mesi fa

Mi è capitato spesso di incontrare persone che si qualificano come mamma e papà dei propri animaletti domestici, ma in maniera autoironica e senza i toni esasperati della proprietaria di Enrico - detto Chico. D'altronde, il pet shop che ho vicino casa ha iniziato ad esporre una surreale collezione di cappottini in lana con scarpini e collari abbinati, destinati - presumo - ad altrettanti Enrichi canini.

ales 63 mesi fa

silvana non ci crederai ma anche la mia cagnolina si chiama NINA!

roberta 63 mesi fa

adoro i miei gatti, talvolta li umanizzo troppo, spero di non arrivare a questi punti però, perchè loro hanno esigenze da 'animali' ed umanizzarli troppo è far loro del male. comunque il tuo articolo mi ha fatto sorridere ... MoltissiMO...

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