La mia vita è differente

22 settembre 2011 
<p>La mia vita è differente</p>

La prima cosa che ho pensato all'anteprima di Ma come fa a far tutto? (al cinema dal 23 settembre), quando insieme al press kit mi hanno dato una confezione mini di pastelli, è stata di archiviarla immediatamente alla voce «intrattenimenti da borsetta». Chiunque abbia avuto occasione, una volta nella vita, di andare al ristorante con uno o più bambini - anche ragionevolmente educati - sa di cosa sto parlando.

Dopodiché mi sono appoggiata allo schienale della poltroncina, e ho avuto automatico l'impulso di chiudere gli occhi, e approfittare del buio e del silenzio. Chiunque abbia passato una o più notti insonni a tamponare gli effetti sui più piccoli dei malanni di stagione (ma come fanno a prenderli tutti?), e contemporanemente evitato il licenziamento, sa di cosa sto parlando.

Invece ho resistito, intrepida. E ho scoperto che ci sono differenze sostanziali tra come vive una mamma-che-lavora e com'è, invece, cinematograficamente rappresentata.

Per esempio: è vero che a volte ci svegliamo nel cuore della notte e ci alziamo per vederli dormire, compiacendoci del profondo struggimento. È falso che scegliamo - in quanto mamme - ridicole suonerie per il telefonino.

È vero che consideriamo la baby sitter il cardine del nostro equilibrio familiare, e cediamo a qualunque irragionevole richiesta («sarebbe meno grave se te ne andassi tu» - spiega a un certo punto Kate Reddy al marito). È falso che chiudiamo le discussioni di coppia buttandola sul sesso. Quale sesso?

È vero che abbiamo cantato ninne-nanne al telefono (e verificato tabelline, sedato capricci, diagnosticato varicelle). È falso che non riusciamo a partire senza traslocare: siamo bravissime a organizzare le valigie degli infanti per fronteggiare qualsiviglia mutazione meteorologica. Peccato che, in nome della compattezza, manchi sempre almeno un paio di pantaloni per noi.

È vero
che viviamo un'esistenza asservita al terrore dei pidocchi (e non sono a conoscenza - su territorio nazionale - di quei saloni da spidocchiatura che invece salvano vite nella civile New York). È falso che uomini e amiche-senza-figli ci fermino per strada a chiedere (genuinamente interessati oppure no): «Ma come fai a fare tutto?». Al massimo mi chiedono un kleenex: in borsa io ne ho quattro pacchetti.

(Al termine della proiezione ho ricevuto un sms: la duenne di mia competenza ha la febbre. Io domani devo partire. La baby sitter è latitante. «Sarà sempre un manicomio»).

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RISULTATI
geppo 63 mesi fa

Ho un libretto bellissimo per voi, di fisica per ragazzetti, in cui si spiegherebbero tante cose con la teoria del caos e delle incertezze. Tutti i vostri problemi sono eventi sensibili a delle variabili, ed e' impossibile controllare le vs vite. Quindi smettetela e andate a far la spesa.

debasterix 63 mesi fa

invece, almeno vedendo i trailer, ho avuto la sensazione che fosse un documentario su di me.

Rossella 63 mesi fa

anche la mia vita è differente: mio marito vive all'estero, evabbè. Ma se la ragazza che mi aiuta nelle pulizie parte per un giorno, piango

raffaellab 63 mesi fa

offresi spidocchiatrice professionale, accurato lavoro di ricerca, servizio discreto ma impeccabile ed efficace.

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