Cattive compagnie

10 ottobre 2011 
<p>Cattive compagnie</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

"Devo dirti una cosa" sussurra Sabrina trascinandomi per un braccio lontano dal gruppo di mamme "riguarda Rita: la vedo sempre in giro assieme a Sara, pare siano diventate amiche". Sembra una cosa seria, invece si parla di tredicenni. Rita è una ragazzina che per anni si è allenata con mia figlia. Quest'anno ha abbandonato la ginnastica ritmica e ora ha un sacco di tempo libero. Sara è la ragazza più chiacchierata del quartiere. Pluribocciata, bellissima, spavalda. Piccola bulla lasciata a se' stessa da una famiglia con troppi figli piccoli da seguire, figlia di serie B del secondo matrimonio della madre.

Sabrina non ha finito di dirmi tutto, glielo leggo nel ghigno trattenuto di chi gode nel dispensare brutte notizie "Anche tua figlia la frequenta, le ho viste insieme quest'estate". Come dovrei reagire? Mostrare sgomento, fare una smorfia schifata? A me Sara non piace. L'ho vista aggredire verbalmente ragazze ignare, picchiare l'amica che le aveva fatto uno sgarbo, esibirsi in approcci sessuali espliciti, bestemmiare, fregarsene della scuola e della vita. Non è l'amica che una madre sogna per la propria figlia.

Il motivo per cui non riesco ad essere veramente in allarme è che vanto una grande esperienza in tema di cattive compagnie. Sono stata una ragazzina ingenua e complessata, eppure attiravo tutte le cattive ragazze della scuola e del quartiere. Mi spaventavano e mi affascinavano allo stesso tempo, e per qualche strano motivo io piacevo a loro. Quando avevo l'età di mia figlia c'era Roberta: bionda, procace, cospiratrice. Mi raccontava cose di cui non coglievo il pieno significato, intrigava con i ragazzi che aveva sotto il suo controllo, formava coppie e ne sfasciava altre. Mia nonna, da cui ero ospite per l'estate, mi aveva vietato di frequentarla, ma invano. Roberta è stata per me lo spartiacque tra l' infanzia e l' adolescenza e - a parte il fatto di dovere a lei l'ebrezza del primo bacio scambiato con un ragazzo - non riportai danni.

A sedici anni arrivò Valeria: indolente, menefreghista, sensuale. Purtroppo per i miei genitori, Valeria era mia compagna di banco. Nessun voleva sedere vicino a lei, io invece perdevo intere giornate ad ascoltare le sue avventure di letto. Quando veniva a casa mia, si premurava di far sapere ai miei il motivo per cui le dolevano le reni. La nostra amicizia durò un anno appena, poi seguimmo altre strade. Se guardo a me stessa con gli occhi di madre, capisco la preoccupazione dei miei genitori nel vedermi affascinata da queste ragazze così vissute e scaltre.

In realtà, loro non avevano alcuna influenza su di me: le guardavo vivere con lo sgomento con cui si osserva una persona paracadutarsi nel vuoto, sperimentando attraverso loro il senso di vertigine. E prendevo le distanze da ciò che vedevo. Dunque mia figlia frequenterà Sara, se vorrà farlo, perché è anche così che si prendono le misure a se stessi. E si cresce.

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dede 62 mesi fa

ciao rossellik, passo per salutarti, poi ti leggo...non ho più tempo per nulla...

Miuccia Fraida 62 mesi fa

Se spera... tanto gira che te rigira c'è sempre una Regina George con la sua army of skunks da cui stare alla larga. ("Mean girls" is my bible)

Rossella 62 mesi fa

Sul non farne una questione di principio, Fraida, devo darti ragione mio malgrado. Infatti proprio la scorsa domenica mi sono trovata a limitare gi incontri di Erika con una sua compagna di classe (non quella di cui parlo nel post, un'altra:una specie di Lucignolo dei giorni nostri) a causa dell'incapacità di mia figlia di arginare la "cattiva influenza" che la ragazza ha su di lei. Credevo di aver fatto un buon lavoro su Erika, invece ho cantato vittoria troppo presto. E a proposito delle ochette galleggianti: ci pensa la vita a ridimensionarle, ne sono assolutamente convinta.

Miuccia Fraida 62 mesi fa

D'accordissimo su tutto, ma non ne farei un principio generale , tutto dipende dalla personalità e dalla forza di carattere delle proprie figlie, altrimenti il meno che può capitare è che facciano la parte dell'ennesimo catino d'acqua che permette a quel genere di ochette arroganti di galleggiare.

patty 62 mesi fa

condivido le preoccupazioni.........e condivido la conclusione....Dobbiamo dare ai nostri figli gli strumenti per proteggersi,.....dobbiamo far sì che se cadono siano protetti dalle ginocchiere, dobbiamo fargli sentire che siamo lì per aiutarli a rialzarsi se mai dovessero cadere,....ma non possiamo impedirgli da farlo... L'amica spartiacque, l'amica border line ci è servita a vedere bene il confine,,,,a farci capire da quale parte della strada volevamo ESSERE,,,

sophie 62 mesi fa

Se pensi che tua figlia sia "abbastanza grande" per badare a se stesso perchè no...lasciala frequentare quella ragazza , qualche suggerimenti comunque in merito al come non cadere in certe trappole non fanno mica male! Sicuramente il vietare in assoluto di frequentarla, potrebbe avere sicuramente l'effetto opposto ( mi ricordo che se me lo avessero fatto a me "da piccola" stai pure tranquilla che non avrei ascoltato!). Non si pùo pensare che si possa "ovattare" i figli per il loro bene ad ogni costo, tocca aiutarli a crescere per sentirsi più forti ed è inevitabile che facino qualche stupidaggine ( ripenso alle mie!!!!) ma poi ne escono più forti!

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