Una verità che fa male

14 ottobre 2011 
di SeM
<p>Una verità che fa male</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Piccolino mio, mi spiace che questa pagina di diario non avrà il tono di sempre, ma mi ero ripromessa di scrivere la verità nel bene e nel male e questa volta è una verità che fa male. Lo faccio soprattutto per te così quando un giorno rileggerai, saprai quanti fulmini e tempeste hanno cavalcato la tua mamma e il tuo papà per averti.

Si perché oggi sono davvero molto arrabbiata e se non fosse perché ad aspettarci ci sei tu, avrei di sicuro gettato la spugna. Ultimamente mi sento come un carrarmatino minuscolo, solo e insignificante in una partita di risiko. Coppia pilota. Paese nuovo conquistato. Messa la bandierina.

Non  fa niente se noi abbiamo fatto da cavie, se la partita si è giocata sulla nostra pelle e quella dei bimbi che intanto muoiono. Non fa niente se abbiamo aspettato il doppio del tempo previsto e altrettanto ne dovremo aspettare.  Non  fa niente se l'interesse supremo del bambino non è messo al centro di tutto. Non diceva così la legge italiana? Quante belle parole.

Sapevo che il cammino adottivo era lungo e difficile, ma ho sempre cercato di gestire l'attesa in modo attivo, costruttivo e positivo per non  vanificare gli sforzi. Con il cuore straziato mi sono dovuta ricredere:  ora mi ritrovo in balia, non degli eventi e del destino come mi piacerebbe che fosse, ma degli errori di valutazione, della superficialità umana e degli interessi di chi ha in mano in questo momento la vita dei bambini  che ci aspettano, e la nostra.

Le persone a cui ho dato fiducia e  ho riposto tutte le mie speranze per accompagnarci alla meta; in cui ho creduto con tutte le mie forze e guardato con ammirazione per il nobile lavoro svolto, si stanno rivelando la scelta più deludente che abbia mai fatto.

Mi sento solo strategicamente utilizzata per business aziendale. Ora rimane solo quello che è scritto nero su bianco, ma i rapporti umani, i sentimenti e le aspettative delle persone non contano niente?

Quanto investimento e partecipazione emotiva, per poi capire che di fatto non siamo altro che un numero, una pratica da sbrigare e da concludere alla svelta per lasciare spazio a un'altra coppia, che sintetizzando in maniera cruda significa altri soldi.

Già perché l'adozione internazionale costa e anche tanto ma personalmente non ho mai voluto considerarla in termini economici:  ho sempre pensato che fosse giusto il contributo  versato come progetto di cooperazione per collaborare alla crescita del paese di mio figlio e aiutare e dare un futuro migliore agli altri bambini   soli che non hanno alternative.

Ora con un groppo alla gola sono qui a chiedermi se è poi vero che questi soldi sono investiti con un nobile fine: anche questo non mi è dato saperlo e invece credo sia un mio diritto e soprattutto sia un diritto di tutti i bambini che intanto muoiono come mosche.

E' triste pensare che la mia concezione romantica di adozione sia fallita e vincano anche  stavolta accordi politici-economici, burocrazia  e il dio-denaro. Che delusione, che amarezza, che sconfitta personale e sociale. Aveva ragione la mia amica congolese Mireille quando  un giorno mi disse: «Non esiste un solo Dio, ne esistono due: il primo ricco, felice e bianco ed è il vostro, il secondo povero malato e nero ed è il nostro». E anche questa volta  il Dio dei bianchi pare avere la meglio, ma io continuo  a pregare e  di certo non lui.

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Rossella 62 mesi fa

conosco troppo poco la materia per pronunciarmi in merito, solo mi sgomenta sempre come si giochi con il tempo sulla pelle dei bambini. Un giorno può essere eterno per un figlio che aspetta sua madre. Mi spiace moltissimo Sem, davvero moltissimo. Ho aspettato tre giorni prima di lasciare un commento, cercando qualcosa di sensato da dirti, ma non ho trovato parole adeguate. Spero che questo sia l'ultimo ostacolo da superare, fose il più difficile, ma l'ultimo. E che i vostri figli vi possano finalmente conoscere e abbracciare.

stefytv 62 mesi fa

Un applauso sordo, nella mia casa silenziosa, sta echeggiando.... già... e una lacrima amara riga sempre il mio viso quando ti leggo... ma ti dico questo cara amica mia... una coppia di amici miei... dopo 11 anni di tentativi per diventare genitori, migliaia di euro spesi tra aborti... inseminazioni assistite... punture... ormoni... attese.... grazie alla scienza, e a un coraggio preso a 4 mani, hanno voluto provare l'inseminazione in vitro, e ieri, dopo 11 anni, sono diventati genitori di un bellissimo bambino. NON MOLLARE AMICA CARA, anche se tutto attorno puzza come dici tu, PERCHè TUO FIGLIO TI STA ASPETTANDO, E NON TE NE PENTIRAI!!! ti voglio bene!

Cri 62 mesi fa

Cara Sabri, come sempre, sai descrivere in un modo così bello e così vero tutti i tuoi stati d'animo: la gioia per la famiglia che siete e che sarete e purtroppo anche il dolore, il dolore dell'attesa, dei sogni infranti, della delusione. E, come sempre, mi commuovi. Ti chiedo però di non mollare, perchè manca davvero poco e, anche grazie a te e a questa dolorosa attesa, tutti noi che ti siamo vicini diventiamo persone migliori.

rakalia 62 mesi fa

non ci sono parole. So che è ua misera consolazione, ma gli sforzi che state facendo, per quanto sia doloroso sapere che sono causati dalla mediocrità di queste associazioni, fanno di voi giorno dopo giorno delle persone migliori.

rakalia 62 mesi fa

non ci sono parole. So che adesso è una misera consolazione, ma gli sforzi che state facendo, per quanto sia doloroso sapere che la causa è la mediocrità di queste organizzazioni, vi fanno diventare ogni giorno di più persone migliori. UN abbraccio

asmara 62 mesi fa

speriamo che l'amore superi tutte queste barriere e con la velocita' della luce arrivino al piu' presto questi bimbi tanto attesi.

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