Il decreto di idoneità: giusto o sbagliato?

di SeM . 

SeM si interroga: è giusto sottoporre il genitore adottivo all'ottenimento del decreto di idoneità? Ecco la sua risposta

SeM .

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foto Corbis Images

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Terminati i colloqui con i servizi sociali, il Tribunale della propria Regione di residenza convoca la coppia per un ulteriore approfondimento finalizzato a decidere se rilasciare il decreto di idoneità o se proporre una rivalutazione dei requisiti illustrati dalla relazione sociale.Ultima tappa a convalida dell'iter d'indagine dei servizi sociali che ha una durata variabile e talvolta, come nel nostro caso dura anche un anno.

Quando si racconta alle persone all'esterno dell'ambiente ado che si stanno facendo gli incontri con psicologo e assistente sociale, si assiste ai commenti più svariati, quasi tutti a sottolineare l'iniquità di tale procedimento (c'è chi crede che questo percorso dovrebbero farlo fare anche ai genitori biologici), l'inutilità dello stesso e la lungaggine burocratica.

Mi sono chiesta più volte: è giusto sottoporre il genitore adottivo all'ottenimento  del decreto di idoneità? Per me assolutamente si!

Io penso che i bambini come anche gli adulti abbiano bisogno di un sentimento vero e non di un amore perfetto, anche perché il decreto d'idoneità non è un patentino che assicura la condizione di buon genitore. Ci sono però delle tematiche che il genitore adottivo si deve preparare ad affrontare e che non sono implicite nella figura genitoriale biologica anche se poi, e questo è risaputo, adottare "bene" un bambino vuol dire farlo diventare a tutti gli effetti il proprio figlio.

Il tribunale dei minori, per garantire il diritto del bambino ad avere una famiglia (e non viceversa) vuole assicurarsi che la coppia richiedente sia la migliore per il bambino stesso e per fare questo deve conoscere la coppia in maniera molto approfondita, appunto attraverso i colloqui con gli assistenti sociali e psicologi. Ma è davvero così efficace il ciclo di incontri per conoscere cosi a fondo la coppia di genitori? Ecco la vera domanda. Vi assicuro che volendo può essere facile superare gli incontri e ottenere l'idoneità , soprattutto nelle ASL dove sono richiesti pochi appuntamenti , due o tre. E' sufficiente prepararsi una bella storia di famiglia felice alle spalle, nessuna problematica di crescita interiore, imparare a memoria qualche formuletta che durante i colloqui fa sempre piacere e il gioco è fatto. Ma che razza di genitore è uno che parte già con un atteggiamento disonesto e cosi poco sincero con sé stesso e con gli altri? Più di tutti sta ingannando il bambino che verrà!

Credo che sia giusto e doveroso intraprendere questi colloqui con il massimo della serenità e apertura in modo da riconoscere ed eventualmente lavorare su problematiche e limiti nostri interiori per prepararci all'incontro con nostro figlio nel migliore dei modi. Non è assolutamente detto che saremo dei genitori perfetti una volta ottenuto il decreto di idoneità, ma almeno saremo consapevoli e pronti ad affrontare le problematiche proprie dell'adozione che prima di iniziare questo percorso non potevamo neanche immaginare esistessero.

Quella adottiva è una genitorialità particolarmente difficile per vari motivi. In primo luogo perché i bambini adottati sono bambini che hanno subito un trauma molto forte, quello dell'abbandono (sia in senso stretto che per morte dei genitori biologici) e della separazione dalle figure di attaccamento dalla famiglia e spesso anche dal paese d'origine. Bambini che prima di essere accolti dalla nuova famiglia, hanno vissuto un periodo più o meno lungo di solitudine ed isolamento affettivo a causa di un'istituzionalizzazione, in paesi in cui spesso gli istituti sono in condizioni  veramente inimmaginabili per noi occidentali.

In Italia poi, a parte i bimbi abbandonati alla nascita,  perché  si  arrivi  alla decisione definitiva di mettere un bambino in stato di adottabilità, significa che i bambini hanno subito maltrattamenti estremi ed erano in pericolo di morte. A differenza di quel che si crede per luogo comune perché spesso si leggono delle storie assurde sui giornali, i bambini non vengono tolti alla famiglia  d'origine  a meno che non vi sia un serio e comprovato rischio per la loro salute psicofisica.

Sono tutti aspetti che non solo non vanno ignorati, ma che la famiglia adottiva deve essere pronta ad affrontare perché ne va della salute e del benessere del proprio bambino nonché della buona riuscita dell'adozione e dunque dell'equilibrio familiare.
Noi genitori adottivi dobbiamo tener ben presente che la vita di nostro figlio inizia prima del nostro incontro e che questo "prima"  è fondamentale tanto quanto il presente in cui si vive  se si ha l'obiettivo di dargli un futuro sereno.

Non dobbiamo sperare che il bambino dimentichi il proprio passato o ancora peggio tenerglielo nascosto come succedeva in passato quando l'adozione era tabù.  Ciò che nostro figlio era ed ha vissuto prima di entrare a far parte della nostra famiglia rappresenta una parte importante nella costruzione della sua identità, ed è per questo che è importante  integrare il passato con il presente, narrandogli la storia delle proprie origini, del nostro desiderio di diventare genitori e del nostro incontro.
La piena consapevolezza dell'esistenza e dell'importanza di questo passato è l'antidoto che può aiutare genitori e figli ad elaborarlo.

Il decreto di idoneità contiene ogni elemento utile a completare il quadro delle caratteristiche della coppia, per favorire l'incontro con lo specifico bambino o bambina da adottare. A volte capita che il decreto non sia positivo: ovvero si ritiene che la coppia non sia pronta ad accogliere un bambino in famiglia per cause personali da ricercare all'interno di se stessi e della coppia, per cui  il giudice la invita ad approfondire certe tematiche frequentando qualche corso di preparazione alla genitorialità adottiva, per essere poi rivalutata. Altre volte può capitare che il profilo stilato non rispecchi  la coppia e non sia fedele al suo vissuto, magari per incomprensioni e un'analisi frettolosa da parte dell'equipe valutativa; e in questi casi  sappiate che è possibile fare ricorso.

Certo prima di intraprendere qualsiasi azione legale a mio avviso è meglio rivalutare oggettivamene il proprio percorso e le proprie motivazioni, perché se è vero che esistono coppie che hanno vinto il ricorso è anche vero che è meglio avere un decreto senza macchia, perché spesso  così facendo ci si preclude alcune strade, dato che ci sono paesi stranieri che non vedono di buon occhio un 'idoneità ottenuta in tal modo.

E dunque facendo due conti tra il tempo necessario a rifare l'iter o procedere per via legale, forse conviene sia a livello pratico che a livello psicologico, rimettersi in gioco e analizzare le motivazioni che possono essere state la causa della idoneità negata.
E' altresì doveroso dire che a volte fortunatamente i servizi sociali non concedono l'idoneità a certe coppie che farebbero bene a interrogarsi molto bene sul loro desiderio di genitorialità, e della propria consapevolezza a una genitorialità adottiva.

Dico questo perché nel mio percorso  ne ho sentite di cotte e di crude: dalla signora che voleva adottare per non sformarsi con la gravidanza al signore che avrebbe picchiato il figlio adottivo la prima volta che gli avesse detto: tu non sei il mio vero papà...

I genitori adottivi a mio avviso sono chiamati ancor più dei genitori biologici a far fronte alle varie fasi di cambiamento e di crescita dei loro figli, in quanto saranno più complesse, avendo sempre a che fare con un altro passato, a volte nascosto e misterioso, a volte troppo doloroso per essere ricordato, ma che inevitabilmente continua a pesare e a condizionare l'esistenza stessa del bambino soprattutto in quelle che sono le fasi più delicate: l'ingresso in famiglia, l'entrata a scuola e l'adolescenza.

Fatta questa premessa che sottolinea la particolarità della genitorialità adottiva penso anche che un corso di preparazione alla genitorialità in generale sarebbe utile a tutti i futuri genitori: non dimentichiamoci che dietro ogni bimbo abbandonato c'è un genitore biologico che non ha saputo o voluto fare il genitore; e soprattutto ricordiamoci dell'importanza di  dare aiuto e sostegno alle nuove famiglie: perché GENITORI non si nasce ma SI DIVENTA…


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