Avere te, amore

di Carla Cavallini 

Cosa vuol dire essere una mamma (single)? Entriamo in punta di tastiera nella vita di Carla, che ce lo racconta un pezzetto alla volta. Iniziando dall'inizio.

Carla Cavallini

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foto Corbis Images

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E' stato ritrovarsi sola. Perché lui di te, proprio non ha voluto saperne. E' stato affrontare 9 mesi in totale solitudine, relegando la tristezza in un angolo del corpo, il più possibile lontano da te, perché non ti contaminasse. E' stato farsi tagliare la pancia perché ti eri messo comodo chè mi avevi presa per un divano. E' stato imparare a dormire in stato vigile. Fare il brodo vegetale. Mettere le supposte a un altro. E' stato inventare ninnananne. Giochi. Diversivi. Distrazioni. Storie. Favole. Ombre cinesi fallimentari. Solo per fare un accenno al passato.

Avere te, amore.

E' fare la spesa col carrello e te dentro e te intorno e te…dove diavolo è andato? E' gridare attento attento attento e voltarsi ad ogni mamma urlato nel mondo. E' riparare un kalashnikov con lo scotch. Disotterrare soldatini. Salvare lumache. Cacciare di casa ranocchi.

E' rinunciare a risvegli lenti. Alla mia porzione di fragole e ciliegie. E' collaborare ai tuoi compiti. E' ripetere le tabelline, fino allo sfinimento. E' stirare i tuoi quaderni. E' evitare incendi. Gettare acqua sul fuoco. Raccogliere pietre. Ospitare rami e bastoni. E' parlare del nazismo. E' essere informati. E' leggere tutte le sere ad alta voce.

E' rassegnarsi al bagno allagato dopo le tue abluzioni. E' inventare risposte soddisfacenti.
E' ridere delle tue barzellette. E' spingerti fuori dalla macchina per farti andare a scuola.
E' accogliere le tue delusioni. E' non sorridere dei tuoi sogni. E' fingersi sereni. E mai spaventati.

E' ascoltare Eminem. E' avere paura delle tue verticali e capriole, ma senza darlo a vedere. E' guardarti correre dietro quella con le lunghe trecce nere. E farla vincere. A ogni gioco. E' dirti di stare attento agli sconosciuti e di essere gentile con tutti.

E' guardare il Signore degli Anelli (tutta la trilogia) almeno una volta al mese. E', certi giorni, volerti abbandonare vicino a un cassonetto. Tipo stamattina che mi hai detto: sarebbe stato meglio non nascere. E tutta la mia stanchezza di mamma single per un attimo mi ha sopraffatta. E tutto il mio impegno e il mio coraggio mi sono apparsi, per una frazione di secondo, come buttati al vento.

Ma al mio Fila! ti sei voltato e mi hai guardato con quegli occhi che non saranno mai i miei e mi hai detto: nemmeno un bacio? E poiché avere te è fare i conti con un cuore liquido, ti ho stretto ridendo, mentre tu già ti divincolavi per correr via.

DA STYLE.IT

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