Mo ti spiego a papà a chi scrivere la letterina di Natale

di Francesco Uccello 

Ma la letterina va scritta a Babbo Natale o a Gesù Bambino? E quali sono le condizioni? E se i bambini non fanno i buoni che accade?

Francesco Uccello

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foto Corbis Images

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Basta litigare. Se non la smettete dico a Babbo Natale di non portarvi i regali. Per due mesi ho minacciato i miei figli DA1 e DA2 in questo modo. Ho sperato che questa frase li trasformasse in soldatini obbedienti pronti a muoversi solo ai miei ordini, ma è stata un'illusione. Poi ho capito che questa non curanza verso Babbo Natale nasceva dal fatto che non eravamo entrati ancora nel vivo della questione. C'era bisogno della chiave per entrare nel mondo fantastico.

«Bambini adesso facciamo una cosa bellissima: questo foglio è per te, quest'altro per tuo fratello. Qui sul tavolino poggio i colori. E' arrivato il momento della letterina».
DA1: "Io faccio un disegno per Babbo Natale."
DA2: " Nooo, io esù mmbino."

I diversi modi di interpretare le religioni hanno sempre portato a delle guerre, ma non pensavo pure a casa mia. Il tempo di allontanarmi un attimo ed i fratelli si sono azzuffati in nome della loro causa.

«Fermiiii. Vediamo se riusciamo a trovare un accordo. Mo vi spiego a papà a chi scrivere la letterina di Natale. Prima cosa ci serve un indirizzo altrimenti la lettera non arriva. Quello di Babbo Natale è Santa Claus, Arctic Circle, 96930 Rovaniemi, Finland. L'indirizzo di Gesù Bambino non lo conosciamo. Mica possiamo mettere c/o Betlemme, Stalla n°5 seconda mangiatoia a dx?»
DA2:«Uffaaaa peròòò»
«Aspetta che non è finita qui. La letterina la scriviamo a Babbo Natale perché lui prima di partire per il suo viaggio con la slitta volante trainata dalle renne, legge le lettere a Gesù Bambino (che non sa leggere perché è bambino) il quale gli dice: "Ora che vai a casa di DA1 e DA2 sussurragli che sono nato e che bisogna fare festa. Se si sono comportati bene lascia loro in dono ciò che hanno chiesto».

Il primo ostacolo è superato. Maggiori problemi li abbiamo avuti con la scelta del regalo.
DA1: «Io voglio Lego Cars 2, nooo la caserma dei pompieri, no le costruzioni...»
DA2 le stesse cose del fratello pronunciando solo le finali: «Iooooo ars2, nooompieri, mmmm-zioni».

Il nodo è stato sciolto quando MPS ha orientato, con frasi ad effetto, i piccoli indecisi verso ciò che ha comprato immediatamente al rientro dalle vacanze estive (2011 si intende). Dopo aver scelto finalmente il gioco arriva il momento della promessa.

«Adesso dobbiamo scrivere Caro Babbo Natale ti prometto che...»
«...Faccio il bravo».
«...mmmm bavo».

Bene, la promessa pure è stata fatta. Dal momento in cui però siamo scesi per imbucare la lettera è cominciato il ritornello: «Ma io sono bravo? Papà è vero che sono bravo?». Ero contento perché sapevo che avevano interiorizzato il concetto e si sarebbero comportati bene. Dopo qualche ora è bastato che ad uno servisse proprio il pennarello dell'altro per innescare un focolaio pericoloso. Era l'ora del DIVERSIVO: la letterina di accompagnamento, sullo stile di quella che si allega al curriculum.

Caro Babbo Natale, ti scrivo per dirti che DA1 e DA2 non stanno facendo sempre i bravi, per cui decidi con Gesù Bambino che se qualche regalo non  lo meritano puoi anche toglierlo dal sacco. Il diversivo ha funzionato. Io ed MPS siamo riusciti a vedere un film per intero senza che nessuno ci disturbasse e i bambini si sono addormentati senza fiatare nella loro stanza. Potenza della lettera d'accompagnamento.

Il problema è nato qualche giorno dopo quando tra pubblicità martellante, amici di scuola e riviste hanno cominciato a cambiare idea. Che si fa? Abbiamo trovato l'escamotage della letterina errata corrige.

Adesso siamo ad errata corrige 4 e non è iniziato nemmeno dicembre. L'attesa per i bambini è un supplizio, ma maggiore lo è per noi che ascoltiamo quotidianamente la domanda: «Ma oggi è Natale? Ma quando viene Babbo Natale?».

L'altro giorno DA1 mi ha chiesto: «Papà, ma cosa hai chiesto nella tua letterina?». «Che stiamo sempre in salute e che ci vogliamo sempre bene». E' vero, ma sotto il Post Scriptum diceva: "Babbo Natale ora che vieni a portare i regali ai miei figli perché non te li porti a fare un giro sulla slitta con le renne, così io e la mamma cerchiamo di farlo un altro bambino. Poi se non esce santo non fa niente. Buon Natale lo stesso".

P.S. Per i non credenti il problema a chi indirizzare la letterina non esiste per cui si poteva passare direttamente al lettura del problema della scelta del regalo.

P.S. Per gli incerti pensate che Babbo Natale è l'ufficio marketing e comunicazione di Gesù Bambino.