Mo te lo spiego a papà
che c'entra Tony Manero con l'influenza

di Francesco Uccello 

I microbi lo sanno che quando ci sono giorni di festa o un ponte qualcuno può avere l'idea di trascorrerli in vacanza. Andiamo a vedere che succede in casa di Francesco

Francesco Uccello

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John Travolta, La febbre del sabato sera, 1977

John Travolta, La febbre del sabato sera, 1977

Era da tanto che la aspettavamo e ci siamo meravigliati che fin ora non fosse venuta a trovarci. Per chi crede nella teoria degli assiomi infantili (per chi non la conosce può leggere il post del 17 ottobre 2011 Mo ti spiego a papà cos'è un assioma infantile) sa bene che questi sono giorni in cui bisogna fare attenzione. Come volevasi dimostrare, in prossimità di un ipotetico periodo di vacanza è arrivata la febbre.

I microbi lo sanno che quando ci sono giorni di festa o un ponte qualcuno può avere l'idea di trascorrerli in vacanza. Se ce l'avessero chiesto prima gli avrei detto: "No, andare fuori no, ma una passeggiatina volentieri." A questo punto manco quella.

Nonostante DA1 e DA2 non siano più neonati (anche se MPS continua a ripetere che 35 mesi fa DA2 era ancora nella sua pancia) e abbiano già preso l'anno di febbre che viene quando li inserisci a scuola per la prima volta, questi momenti di malattia sono sempre una enorme preoccupazione, specie per MPS che li vive con gran trasporto.

L'ultima delle frasi dette in seguito al mio tentativo di rianimare un po' gli animi dallo sconforto è stata: "Ma che ne sai tu. Sei mai stato mamma?"

Anche DA1 ha guardato la mamma in modo strano, così per tranquillizzarlo gli ho detto: "Poi te lo spiego a papà perché non sono mai stato mamma."

In questi giorni la nostra casa diventa un presidio ospedaliero.

Il tavolo si trasforma in bancone della farmacia con ricette sparse per controllare sempre la diagnosi o rileggere per la centesima volta la dose da somministrare.

Cerotti, acqua ossigenata, antibiotico, supposte di tachipirina, cortisone, aerosol, borsa del ghiaccio, termometro al mercurio (fuori legge, ma unico che funziona), termometro digitale, termometro elettronico; manca solo la mano della nonna capace di dirti con approssimazione di 0,2 gradi centigradi la reale temperatura della fronte. E meno male che questa è solo una influenza di stagione.

Il bello viene però quando bisogna dare le medicine. Per fare l'aerosol ci procuriamo una camicia di forza e così la mascherina si trasforma in museruola stile Hannibal Lecter nel Silenzio degli Innocenti. La supposta invece necessita di un'azione congiunta: io immobilizzo e MPS inserisce.

Che poi ti domandi dove prendano tutta quella forza e sospetti che il bambino si sia messo d'accordo con i microbi perché voleva restare a casa.

Come tutti i presidi ospedalieri anche qui da noi si fa la notte. Diciamo che è una usanza tipica del sud o di quei luoghi dove la sanità non è il massimo e che consiste nell'assistere il malato anche di notte, spesso su di una sedia a sdraio.

Per fortuna abbiamo una sveglia che ci ricorda di andare a controllare se la febbre sale, anche perché nel caso si debbafare la notte è bene sapere che non si ha diritto al giorno di riposo successivo. (Farò intervenire il sindacato)

In ogni modo il vero problema non è tanto la febbre, ma il fatto che si amplificano i capricci e le richieste assurde. Stare in braccio per due ore di fila, vedere la tv sotto le coperte, piagnucolare per tutta la serata, fare l'aerosol nella vasca da bagno come fanno i subacquei, desiderare la sorpresa Kinder uscita dall'ovetto comprato quel giorno a mare e chi più ne ha più ne metta. Azioni che indeboliscono il tuo corpo e di conseguenza anche la tua mente.

Come se non bastasse i giorni di febbre sono anche i più dispendiosi economicamente.

Al di là delle medicine MPS è convinta che, proprio perché il corpo è debilitato, soddisfare alcuni desideri dia alla mente grande vigore per essere poi da traino per tutto il corpo: Mens sana in corpore sano. Ecco che la febbre porta un giocattolo nuovo, un album da colorare, delle costruzioni, un puzzle, ma anche qualche buon dolce. E così giorno dopo giorno oltre alla febbre sale anche il conto. Per non parlare della mania dei cerotti. In una settimana ne usiamo almeno due confezioni. DA2 e DA1 sono grandi attori e gli piace interpretare la parte del malato anche quando stanno meglio (i bambini conoscono modi geniali, ma non sempre convenzionali per attirare l'attenzione). Un cerotto per ogni arto più qualcuno distribuito tra fronte e nuca e il bambino si trasforma in una sagoma da cartone animato (ma non glielo dite perché è convinto che il cerotto lo guarisca.)

Per finire, subentra la gelosia. Le attenzioni verso il fratello, nonostante tutto sia in duplice copia, conducono ad azioni che tendono a piegare il tuo corpo ormai allo stremo. Non solo devi occuparti della febbre di uno, ma anche dellafreva dell'altro (Nella nostra lingua andare in freva significa essere geloso) per cui, perdendo ogni lucidità, il tuo corpo comincia a cedere.

C'è però un momento in cui tutto lo sforzo viene ripagato e il tuo corpo si riprende. A me è capitato l'altro giorno quando DA2, febbricitante e dolorante, ha detto ad MPS: "Ma dov'è il mio papà. Io lo voglio."

Tenendo presente che non sono mai stato una mamma è davvero una soddisfazione che ti rigenera, ti da quella carica per continuare ad avere una Mens sana in un corpore stanco.

Che poi, mistero della natura, ai bambini basta che la febbre scenda di qualche decimo che riprendono immediatamente la loro piena attività.

Ho sperato che la febbre risalisse di quel poco (38,3C°) che servisse a stare tranquilli e in silenzio senza nessun capriccio.  Ma non è bastato tant'è che l'altro giorno, esausto, ho detto a DA2: "E basta, sembri Tony Manero."

"Chi è Toy Maeeo?"

"E' uno che il sabato sera ha una febbre che lo fa ballare e muovere come un forsennato." Ma forse proprio per questo motivo Tony Manero ha una mens sana in corpore sano.

Era meglio che non glielo dicevo perché ora corre per casa con gli indici uno verso il basso e uno verso l'alto gridando  "Stein alaiv, stein alaiv."

>> leggi anche il blog di Francesco Mo te lo spiego a papà

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