Grido: «Il figlio preferito di mia madre? Dipende!»

di Silvia Gianatti 

Ma secondo voi la mamma di Grido e J-Ax li chiamerà così? Ascolterà per prima i cd? Che effetto le farà avere due figli che vivono di musica?

Silvia Gianatti

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Quando si diventa mamma un po' si cambia, è inutile negarlo. Come sono cambiata io? Potrei partire con un monologo decisamente lungo che sorvolerò. Ma posso dirvi che cosa ho scoperto oggi. Di lavoro scrivo, da sempre. Fumetti, articoli, libri, interviste. Lo facevo prima, lo faccio oggi, con una Patata gigante che mi aspetta a casa. Ecco, quando faccio le interviste, ora, ho curiosità che prima non avevo. Perché non ci pensavo. Perché non erano il mio mondo.

Oggi sono andata a una tavola rotonda, detta anche intervista di gruppo, quella dove non sei da sola a fare le domande ma con te ci sono altri giornalisti, e mi sono ritrovata di fronte a Grido, nome di battesimo Luca Aleotti, in arte un Gemello Diverso che quest'anno canta da solo, in anagrafe fratello di un altro esponente del rap italiano, J-Ax.

E così, mentre i colleghi gli chiedevano del suo ultimo singolo Sei come me, il terzo estratto dall'album Io Grido, cantato con la partecipazione di Laura Bono, il mio I-phone registrava, ma la mia mente divagava. E pensava alla mamma di Grido e J-Ax.

Ma lei li chiamerà così? Ma lei ascolterà per prima i cd? Ma che effetto le farà avere due figli che vivono di musica? Prima, sinceramente, non mi era mai capitato di domandarmi se i cantati fossero mammoni, quaele fosse il loro rapporto con i genitori, se telefonassero alla loro mamma prima di un concerto. Oggi invece, e non è la prima volta, la mia testa andava solo lì. Perché l'immedesimazione è forte.

No, non con una vita da rapper nostrano. Ma con la loro mamma, perché oggi tutti sono per me anche figli e, se vedo una quindicenne litigare con la mamma penso che potrò essere nella stessa situazione tra dodici anni, se parlo con un'amica mi chiedo com'è stata sua mamma quando era piccola.

Quindi ripeto, se parlo con Grido, penso alla sua mamma. Ok, forse è solo una fase. Comunque, dopo le domande di rito da giornalista che parla di musica, non ho resistito. E gliel'ho chiesto:

Io: Ma tua mamma viene ai concerti?
Grido: «Certo. Viene quasi sempre. E la riconosci subito. È quella in prima fila, con la maglietta ufficiale comprata al baracchino del merchandising, che si sbraccia.»
Io: Ma sa tutte le canzoni a memoria?
G: «Chiaro!»
Io: Le hai mai dedicato una canzone?
G: «Sì, con mio fratello. Si chiama Due su due.» (nell'album degli Articolo 31 Domani smetto, ndr.)

E poi mi sono ricordata di quest'articolo e ho azzardato

Io: Ha mai fatto capire di avere un figlio preferito?
G: «No, se lo ha pensato non lo ha mai fatto vedere. Ok, per J-Ax sono io, perché sono più piccolo, perché è normale che quando arriva un fratello le attenzioni non sono più tutte per te. Ma lei è più furba, quando risponde al telefono dice sempre a tutti e due "ecco il mio figlio preferito!". E ci frega.»

Gli altri giornalisti hanno voluto subito cambiare argomento. Inutile dirvi che erano uomini. E un'altra donna, probabilmente non mamma. Io sarei andata avanti. Interessa solo a me? Ditemelo, perché se interessa anche a voi so cosa chiedere nelle prossime interviste!

PS: E se ve lo state chiedendo, la mamma di Grido, lo chiama Grido.

DA STYLE.IT

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