Il tumulto del cielo
ha sbagliato momento

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata cinque. Un'alluvione, anzi due.

Lorenzo & Luca

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@Il mondo di Luca

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Dopo i primi due incontri aggiorno lo status di Facebook: "aperta una finestrella in Luca. Il punto delicato non è tanto introdurvi cose da fuori, ma impedire che escano quelle da dentro, riorganizzandole. Perché Luca è un genio, di cui si parlerà. Bella responsabilità, bella lezione per me, in primis".

Dopo il quarto incontro, purtroppo, mi toccherà scrivere questo: "l'anziana portata a spalla tra i flutti era la nonna di Luca. Oggi si parlava d'inquadrature, ma lui ne aveva una precisa negli occhi".

Genova sott'acqua come in Dolcenera, la canzone di De André. Difficile descrivere cosa significa un evento del genere. Sentire lo scroscio dei ruscelli vicino a casa gonfi come autostrade. Telefonare all'asilo per sapere come va. Vedere su internet le vie del centro trasformate in fiumi. Difficile per ciascuno di noi. Figurarsi per Luca. Lui vive in uno dei quartieri più colpiti, ci sono stati morti. Ma soprattutto è stata spazzata via la sua quotidianità . Un ragazzo abituato a ragionare per giustapposizioni di immagini e a usare stimoli tranquillizzanti per placarsi, come può reagire a un'alluvione? Tutto frana, anche dentro di lui. La sua adorata nonna portata a spalla. Il fornaio dove comprava la focaccia al mattino, la fermata dell'autobus. L'intera mappa delle sue abitudini quotidiane. Un disastro, una calamità psicologica.

Così si presenta, quel lunedì. Il colore del suo volto tradisce le emozioni. È rossastro, continua a lanciare lo sguardo verso il soffitto, a sfregarsi le mani. Ha con sé il tubo di plastica che usa a scuola, per portare i fogli. Lo agita nervosamente. Vengo a sapere che ha sfogato la sua tensione post-alluvione sulla madre, e che anche al suo compleanno c'è stata tensione. Prima di ogni altra cosa voglio ripassare il discorso sulle inquadrature. Lui tira fuori dal tubo un lavoro fatto a casa, che mi spiazza.

È tornato sull'argomento, ci ha pensato: Primo Piano, Mezzobusto, Busto, ecc… sintetizzati con forza, ripassati a pennarello. Poco importa che il personaggio cubista eletto a modello nell'ultima vignetta dica: "Bye, Bye, finocchione". La dimensione sottilmente ironica di Luca mi mancava!

«Lorenzo, io voglio imparare i programmi di animazione per fare i cartoni animati. Voglio diventare come Giancarlo Governi, di Supergulp, così rendo famosa la mia eroina perfetta di nome Sheila (pronuncia scèila)!».

«Vedremo, Luca. Ora proviamo a disegnare quella cosa che ti è capitata al compleanno. Leggo che hai litigato con un tuo amico, c'è stato uno scontro…».
Lui a occhi bassi.
«Voglio che tu mi parli di Valentina di Crepax», devia il discorso, «e di un manga porno, anche se io non posso guardarlo, perché bisogna essere maggiorenni».
Poi mi spiattella giaculatorie su un paio di film horror.

Okay, affrontiamo la cosa di petto.
«Luca, proviamo a fare uno schema dei generi».

Traccio un diagramma con la prima colonna occupata dalle caselle HORROR - WESTERN - COMICO - FANTASCIENZA - AZIONE/AVVENTURA - MUSICAL - EROTICO - GIALLO. Chiedo a Luca di far corrispondere titoli ad ogni casella: film, fumetti o altro. Non ne sbaglia uno, ogni cosa che ha visto la sa collocare nel giusto filone. Ha una cultura visiva ricca e diversificata, si capiva. Predominano il comico e la fantascienza. È abbastanza contento del giochino, forse non ha mai compiuto questa operazione di incasellamento. Piccoli passetti nel tentativo di canalizzare la sua spazialità . Ecco che Zombi, Il ritorno dei morti viventi vanno nel primo comparto. Valentina finisce nell'eros. Una certa Paprika la cita un po' dappertutto. So che Serena, la psicologa, nei suoi colloqui con Luca punta molto sull'ossessione per l'horror. Voglio fare da sponda.

Luca me ne offre la possibilità, di sua iniziativa mi scrive un nome.

«Si chiama Seker (pronuncia sìker), è il mio nuovo personaggio, un vampiro col martello, poi c'è un bassista e un batterista, che fanno un gruppo». «Musicale?». «Sì, con le avventure. Forse è questo il mio personaggio preferito, adesso. Seker».

Ragiono su questo nuovo conflitto nel suo immaginario. Seker il vampiro contro Sheila.
Non arrivo a particolari deduzioni, finché non gli chiedo di aprirmi il tubo e mostrarmi i disegni che ha fatto a casa. Ormai l'incontro è finito, siamo in piedi. Mi cala davanti un foglio enorme, una specie di pala d'altare, composta da una marea di snodi. Difficile riprodurla con uno scanner A4 - penso - dovrò agire a pezzi. Mi accorgo che tutto il disegno scaturisce da una figura che svetta, in alto. Gronda sangue, da mani e piedi inchiodati a una croce. Il liquido rosso cola su altre vignette, su altri personaggi. Guardo il volto di quel Gesù, ne colgo l'espressione, le fattezze. Mi devo sedere, come travolto dalla piena di un torrente. Abbiamo scampato l'alluvione di Genova, non quella di Luca.

Confermo lo status di Facebook: è un genio, di cui si parlerà.

(cronistoria di una terapia - ho imparato a fidarmi di te - 5 - continua)

>> LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1
Io disegno per Sheila - 2
La paura ha lo stupore negli occhi - 3
I confini sono post-it - 4

>> LA GALLERY
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