Mamme divise a metà

di Silvia Gianatti 

«Cara Patata gigante, quest'anno la mamma porta me a Sanremo e non te. Questo a cosa ti fa pensare? Io dico che sei già al secondo posto.»

Silvia Gianatti

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Foto Corbis

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Ecco, questo è un dialogo immaginario tra il fagiolo nella pancia e sua sorella là fuori, che oggi è rimasta a Milano mentre la mamma va a Sanremo. Col fagiolo appunto.

Non penso davvero di stare lasciando a casa lei perché ho un altro bimbo nella pancia, ma il papà di lei, che mi conosce bene, ha fatto la battuta e sa di aver toccato una nota dolente perché tutta la mia paura del secondo giro è lì, nel "ma dopo sarà tutto come è ora? Riuscirò a dedicarti tempo tanto quanto ora? A voler bene al secondo come a te, e a non trascurare te?"

Datemi pure tutte le vostre risposte o mamme bis e tris io intanto mi vivo il cambiamento. Che non è solo fisico nella pancia che cresce di nuovo, anche se a rilento. È anche attorno a me, nel mio rapporto con lei.

L'anno scorso non avrei mai e poi mai potuto, voluto, lasciarla a casa tre giorni senza di me. L'anno scorso ho portato lei (e la nonna, perché gestire un Festival con bebè da sola è impossibile, inutile dirlo). Quest'anno no. L'ho lasciata a casa, con il papà. Perché mi sembra più grande, perché gliel'ho spiegato e, anche se non l'ha capito, io so che se le manco quest'anno può nominarmi, può chiedere.

Mi piacerebbe davvero capire quanto i bambini sentono il distacco dalla loro mamma, quanto sia una nostra paranoia mescolata a un senso di colpa innato, o quanto davvero sia giusto preoccuparsi, visto che poi io sono sicura di mancarle davvero. Sono anche sicura che starà bene, sì sì.

Ma se qualcuno riuscisse a dirmi quanto davvero è vero che non sentono il passaggio del tempo e per loro un giorno vale come tre e quanto sia forte in loro la nostaglia di mamma, io anche a 'sto giro partirei un po' più leggera. Ma tornerò, torneremo mai leggere? Sto andando a fare una cosa bellissima, di quelle che piacciono a me, le gite da grandi, che mi ricordano quelle da piccola, dove incontri gli amici o anche solo i conoscenti e fai le chiacchiere e conosci nuove persone e un po' lavori, ma in fondo il lavoro in trasferta pesa di meno.

Ma non riesco a farla con il cuore tutto libero, perché lei è a casa. Voi come conciliate le vostre due o più anime? Ah, che disastro 'sto cuore di mammà! 


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