Maschera da Heidi? Vorrei ma non posso. O meglio non so...

di Silvia Gianatti 

Il costume di Carnevale per Patata Gigante. Quando tra il dire e il fare c'è di mezzo… il non sapere

Silvia Gianatti

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Foto Corbis

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Ognuno di noi ha in testa il tipo di mamma che vorrebbe essere. Sarebbe meglio non rincorrere un immaginario e accontentarsi di quello che si è, giorno dopo giorno. Ma siamo umani, quindi influenzabili, quindi soggetti a guardarci attorno alla ricerca di un modello da seguire. Non sempre, ma spesso.

Bene, dovrebbe partire un discorso filosofico, invece parliamo di costumi. Mentre il Carnevale lascia il resto dell'Italia, a Milano è appena cominciato. Ho trascorso gli ultimi mesi a ripromettermi che il vestito della Patata Mascherata lo avrei fatto io, a mano, anzi, con la mia bella macchina da cucire che ho comprato l'anno scorso e che ho usato una decina di volte, giusto per provarla, per provarmi che sapevo usarla, per non far sembrare al lui di casa che avevo scelto un oggetto così ingombrante come nuovo soprammobile vicino alla lampada Ikea del soggiorno.

Perché io, nel mio immaginario, vorrei essere (o sarebbe meglio dire avrei voluto essere) una mamma creativa, una mamma che fa il vestito a mano. Ero partita in quarta. «Quest'anno la vesto da Heidi, in fondo è uguale, basta un gilet rosa e una gonna rossa, la maglietta la compro». Fortunatamente le maestre del nido mi hanno chiesto un costume da gatto per la festa dei­ bimbi. E, visto che mancavano dieci giorni al Carnevale e di Heidi avevo solo la canzone, ho deciso di assecondare la richiesta delle maestre e abbandonare l'idea di baite, monti, Fiocchi di neve e Nebbie e buttarmi su miagolii più semplici. Perché in fondo cosa vuoi che sia fare un costume da gatto?

Grazie, maestre, chissà che cosa sarebbe successo se avessi voluto fare il vestito della bimba svizzera visto che già il gatto è venuto interpretabile. Meno male che la mia Patata Gigante è carina sempre e quindi, con un naso dipinto e baffi sulle guance, diventa un gatto bellissimo, perché se invece parliamo del vestito…

Vorrei essere, avrei voluto essere, una mamma di quelle che fanno il vestito da sole. Ho raggruppato le foto delle mie amiche che lo sono, tra sirene luccicanti con la coda che si stacca e Barbalalle rifinite nei minimi dettagli. Poi ho visto i costumi comprati e ho pensato che ad andare in negozio me la sarei cavata con meno fatica e frustrazione, guarda come sono carine quelle principesse e quei Tigro.

Però no, alla fine non volevo comprarlo. Perché è vero, non sono capace di cucire, ma so che mamma voglio essere, anche se è un immaginario, anche se mi faccio influenzare. E allora ci provo, o meglio ci ho provato. Ok, l'anno prossimo farò meglio. Buon Carnevale. Io mi sa che vesto da mamma che fa un corso di macchina da cucire. E voi?


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