Quella pioggia di dolci foglie

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata nove. Perdite, legami e soluzioni semplici

Lorenzo & Luca

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Il mondo di Luca

Il mondo di Luca

Luca un giorno incontrerà Gesù. È convinto che esista, che sia un personaggio in carne e ossa, una specie di amico da ritrovare. Per questo, forse il sangue di Cristo crocefisso lo attrae e spaventa. Il sangue di un amico, l'allarme per la perdita. Come quella che ha colpito lui: il suo papà. Immagino dove si spinga la riflessione dentro di Luca. Disegna spesso Gesù, e se ne turba da solo.

Per la prima volta allego una sua tavola completa (>> per vederla cliccate qui). Sbalorditevi pure, sgranate gli occhi e preparatevi all'asta per accaparrarvela, un giorno! ;-)

«La domenica, è molto ligio ad andare a messa», dice la madre. Me lo immagino, seduto in prima fila a fissare l'enorme crocifisso. Anche mio figlio, fin dai tre anni era attratto e spaventato da quel potente simbolo al centro della nostra cultura.

A Luca bisogna insegnare strategie per sopportare l'impatto con le cose. Decido di approfondire un po', ne ho bisogno. Becco una delle figure più importanti della vita di Luca, e la costringo a una vera e propria intervista, prima dell'incontro con lui.

«Senti, Serena, una lettrice mi ha chiesto se Luca ha la Sindrome di Aspenger. Io le ho risposto di no. Ma cos'ha, di preciso?»
«Un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo non altrimenti specificato».
«Non altrimenti specificato?…»
«La triade autistica (interazione sociale, comunicazione / linguaggio, comportamenti / interessi) presenta anomalie importanti, ma non così pervasive e debilitanti come nel disturbo autistico classico».

Non ho capito bene il senso, e Serena ci riprova.
«Insomma, come un calderone. I ragazzi con questa diagnosi presentano le più svariate combinazioni. Bisogna fare una diagnosi su misura per ciascuno!…»
Cerco di calibrare domande utili anche per il mio lavoro con lui.

«Ma quali sono le difficoltà principali di Luca, e quando l'hai conosciuto, tu?»
«Nel settembre del 2009. Fin da subito avrei voluto stritolarlo di abbracci, era un continuo parlare di fumetti, citare frasi di film o cartoni, divagare. Poco contatto oculare e scarso interesse per la conversazione spontanea. Frase tipica: Che ne dici se andiamo avanti?' Poi mi ripeteva mille volte Ciao, Serena, a mercoledì prossimo!, rientrando in stanza per dirmelo anche un'ora dopo!

Poi mettiamo in fila i problemi di Luca in cui è incappata: l'aggressività nei confronti della madre, non andare a letto, guardare film horror, alimentazione selettiva, rituali legati alla pulizia, bassissima tolleranza alle frustrazioni, ai cambiamenti.

Gli aspetti più invalidanti sono: la difficoltà di comprensione del linguaggio verbale, la difficoltà di esprimersi. Il pensiero rigido (è così per me è così per tutti) e dicotomico (o bianco o nero).

Serena racconta a che punto stanno.

«L'horror e i film violenti sono il nero, ora mi dice che preferisce il bianco, non accetta il grigio, anche se iniziamo a scherzarci su. Luca non vede l'altro, si pone solo dalla sua prospettiva, non si mette nei panni di… Da qui tutto, ogni emozione o pensiero legati a un contesto sono duri da elaborare».

Le chiedo come interpreta il suo bisogno compulsivo di disegnare.
«Per diagnosi può essere visto come un interesse ristretto e stereotipato. È un ansiolitico, riduce il caos, dà ordine, è un'attività rinforzante, si sente capace, è il suo linguaggio, è un ponte di dialogo con l'esterno, è tutte queste cose insieme, una cura e una trappola».

Mi conforta, sono le mie stesse genuine intuizioni, fin dall'inizio.

«È vero che vuoi mettere Luca nella tua tesi per diventare strizzacervelli, anche se è fuori tema?».
«Sì».
«Quali sono i tuoi obiettivi su di lui?».
«La massima autonomia ('governo ombra' si dice in gergo), la sua realizzazione come 'Super Fumettista', la sua vittoria contro la rabbia…»
«E i tuoi timori?».
«Un gesto impulsivo, i mille problemi fisici, la regressione, l'isolamento sociale, la rottura di un fragile equilibrio».

Prima di iniziare la lezione, parlo un po' con Luca. Lui attacca coi soliti tormentoni, che vuole fare il cartone animato più perfetto del mondo, sì, così, è semplice. Ah, semplicissimo, so io come risolvere il problema.

«E con Gesù come hai fatto? Tutto quel sangue, intendo…»
Sorride. «Semplice. In un disegno ho trasformato il sangue in tante foglie, una pioggia di foglie. Così non mi faceva impressione…»
«Bello, Luca».

Semplicissimo, lo sa lui come risolvere il problema.

(cronistoria di una terapia - ho imparato a fidarmi di te - 9 - continua)

>> LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2

La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8


>> LA GALLERY
Il mondo di Luca

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