Quante storie, Luca!

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti. Puntata numero quattordici. Un incrocio pieno di traffico e la necessità di dipanarlo.

Lorenzo & Luca

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© Lorenzo Calza

© Lorenzo Calza

Un bel giorno mi porta una cosa scritta da lui.
Stupito dall'iniziativa, inizio a leggere. La trama ha il suo marchio di fabbrica: Sheila, una rapina, altri mille personaggi, le situazioni che si accavallano con una logica non proprio lineare. Tre o quattro paginette di quaderno fitte, in forma di riassunto per punti.

«Di che si tratta, Luca?»
«Semplice. È una nuova sceneggiatura!…»

Non so se dirglielo, però, sì, insomma. È giusto, coerente col percorso fin qui svolto: sudato, vignetta per vignetta, inquadratura dopo inquadratura.

«Così non è proprio una sceneggiatura, Luca…» lo vedo che smanaccia l'aria con una smorfia. Continuo: «… Tecnicamente, si chiama soggetto.»

A questo punto lui sbatte la mano sulla scrivania. «Accidenti!… Cavolo!»
«Guarda che sono contento, è una bella iniziativa, la tua. Ti ho solo detto che…»
«Lo sapevo!… Lo sapevo!… Porca putt…»
«Luca, stai calmo. Non è un problema»
«Stupida sceneggiatura e stupido soggetto!»

La reazione è esagerata rispetto a quanto avviene, allora provo a distrarlo.
«Lo sai che ho un sorpresa per te?».
«Ho sbagliato… Credevo di fare la cosa giusta, come sceneggiatura!»
Si batte la fronte. Sembra confuso, incoerente. Comunque incapace di affrontare un banale errore di definizione. È come se scaricasse sulla definizione qualcosa di più, di strutturale.

Lo schema comportamentale rigido di cui mi ha parlato più volte Serena, la psicologa.
«Guarda che va benissimo. Volevo solo spiegarti…»
«Ma io l'ho fatto leggere!… Mi hanno detto di andare avanti!…»
Resto un attimo interdetto.
«Chi te l'ha detto?»
«Giovanni…» mi prende in contropiede.
«Chi sarebbe?»
«Quello che mi insegna i fumetti dall'altra parte».

Lo fisso alzando un sopracciglio, non capisco cosa intenda. Quale "altra parte"? C'è già tante carne al fuoco. Spero non mi tocchi impattare un amico immaginario, un mondo parallelo in cui lui partecipa a un secondo laboratorio di comics!

Poi rifletto meglio. In effetti, Luca ha diversi mondi paralleli. Nel senso delle svariate attività spalmate nella settimana. Fa canottaggio, robotica, recitazione teatrale, e forse altro. Una volta, infatti, ho detto a sua madre: «Accidenti, siete ben seguiti, però!».

«Paghi, non ti credere» mi ha risposto. «Paghi quasi tutto. E al compimento del diciottesimo anno saranno guai…»
«Cioè?»
«Luca non sarà più coperto dalle cure pediatriche, sarà considerato maggiorenne.»

Il suo sguardo era eloquente, e quel che intendeva facilmente intuitivo. A Genova abbiamo un istituto all'avanguardia, il Gaslini. C'è ricerca, si usano le più avanzate teorie, si sperimenta. Un luogo importante anche per Luca. Così come la rete delle sue attività.

Devo agire con cautela e discrezione.
Decido che non è il momento di tirare fuori le due pagine di sceneggiatura che ho scritto per lui: potrebbero innervosirlo ulteriormente. Ci rilassiamo disegnando altro.
Lui di tanto in tanto bofonchia. «Stupido soggetto!»

Finito l'incontro mi precipito da Serena. Anche lei cade dalle nuvole, e si riserva di approfondire se Luca frequenta laboratori tipo il nostro.

«Sì» mi conferma al telefono qualche giorno dopo. «Sta facendo qualcosa sui fumetti con un altro centro che lo segue».

«Cosa, di preciso?»
«Dobbiamo verificarlo.»
«Niente di peggio di avere due figure educative che procedono in direzioni opposte, senza concordarle…»
«Lo sperimenti coi tuoi figli, giusto?»
«L'ha spiegato l'altra sera Tata Lucia, in tivù!»

Ridiamo.

Serena mi rivela il cognome di quel Giovanni e scopro che è un mio collega di casa editrice, un disegnatore professionista. Questo è un bene, ci capiremo. Però bisogna evitare di ingenerare confusione in Luca.

I vari responsabili decidono di organizzare un incontro tra tutti noi, mamma del ragazzo compresa. Ci troviamo in un freddo stanzino, nella sede del nuovo centro per cui opera Serena. Sì, perché nel frattempo, tra i vari travagli ci sono stati anche spostamenti di luogo. Ma lo sballottamento più grosso, rischiamo di farlo sui contenuti che passiamo a Luca, sulle linee strategiche.

Partecipo all'incontro spavaldo e sicuro, pronto a esporre il senso e gli obiettivi del mio operato come scrittore e sceneggiatore, e alla fine mi ritroverò una nuova identità . Quale? Tranquilli, alla prossima vi spiego.

Per ora immaginate un Superman al contrario, che entra nella cabina e ne esce Clark Kent: ruolo molto più impegnativo. ;-)

(cronistoria di una terapia - ho imparato a fidarmi di te - 14 - continua)

>> LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2

La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8

Quella pioggia di dolci foglie - 9
Fissare il vuoto, trovarlo pieno - 10
L'uomo che voleva il braccio bionico - 11
Il posto ti guarda - 12

Cerchi la porta, trovi la chiave - 13

>> LA GALLERY
Il mondo di Luca


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