È come diventare un po' famoso!

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata numero sedici. A ruoli (quasi) invertiti

Lorenzo & Luca

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@Lorenzo Calza per Il mondo di Luca

@Lorenzo Calza per Il mondo di Luca

«Quindi, ti piacerebbe vivere in quello studio di animazione?».
«Sarebbe meraviglioso, una cosa perfetta, Lorenzo, davvero perfetta!».
Luca mi mostra il prototipo di Topolino che gli hanno fatto disegnare durante la visita e continua: «Voglio fare le avventure di SHEILA. Così può diventare un cartone animato perfettissimo, come quelli di Supergulp, di Giancarlo Governi e Guido De Maria…».

Supergulp fu una trasmissione indimenticabile di mamma Rai, a cavallo tra gli anni Settanta e gli Ottanta portò i comics in tivù: Alan Ford, Nick Carter, Corto Maltese, I Fantastici Quattro, Il principe Valiant, L'uomo Ragno, Tin Tin, Cocco Bill e mille altri. Milioni di bimbi italiani aspettavano impazienti il giovedì. Erano gli anni d'oro del fumetto, ci si nutriva ancora di racconto caldo, cartaceo, non solo di suggestioni di luce. Ai tempi c'era meno depressione infantile, forse anche perché non esisteva l'ipercinesi dei cartoni di oggi. Quello show, tramite Dvd, è arrivato fino a Luca, ai miei figli, di generazione in generazione. A testimonianza di quanto valesse.

«… E metteresti in pista solo Sheila? O anche Seker? C'erano tanti personaggi, Luca…».
Mi rivolgo al suo umore del momento, al suo intimo più profondo, che proietta nelle creature di carta. Il freudiano coglierebbe nella risposta tracce dell'inclinazione sessuale, il rimbalzo tra personaggio femmina e maschio.
«… Sheila» risponde.
Il freudiano prenderebbe appunti.
«… È stata la tua cura a scegliere qual è il mio personaggio preferito», aggiunge.
Ecco il momento topico, direttamente dalla sua voce ciò che la mamma ci aveva anticipato alla riunione con gli operatori dell'altro centro. Qui si cura la mente, per Luca sono ormai iscritto al reparto strizzacervelli. Mi parla a occhi bassi, ma il concetto tuona.

Ovviamente, so di non poter "curare" alcunché, la mia idea è quella di intervenire sul suo immaginario dispersivo, organizzarglielo un pochino, per metterglielo a disposizione in modo più consapevole. Altro non so e non posso.
Luca puntualizza: «Voglio fare una trasmissione animata 'Conta su Sheila'».
Cavolo, interessante, da nuovo appunto freudiano.
«Chi dovrebbe contare su Sheila?», lo incalzo.
«Ma no, è che mi ricorda la trasmissione 'Conta su Teresa', di Italia 7 Gold!».
Il freudiano se ne va con le pive nel sacco.
«… Viene sempre dopo la politica».
«Non la conosco, Luca. Ma tu sai cos'è la politica?»
«Mah, non ricordo…».
Sento che è ora di buttarsi. Prendo la borsa e me la posiziono in grembo, pronto ad estrarre. Sono agitato. Come prenderà la mia sceneggiatura? Verrà capita? Come reagirà? Se rifiuta di provarci? Incredibile, si sono ribaltati i ruoli.
Ricordo a memoria un passaggio tecnico delle prime due vignette, e non vorrei arrivassimo impreparati.
«Luca, tu sai cos'è lo zoom?»
«Certo, ricordo perfettamente!».
Prendiamo un foglio e me lo dimostra. Traccia una sfera che di vignetta in vignetta diventa sempre più grande e nella pagina dopo sempre più piccola. Preciso e puntuale: deve aver affrontato l'argomento nel laboratorio con l'altro centro.
Basta, non ho più alibi. È il momento. Lo guardo.
«Senti, Luca, l'altra notte ho avuto un'idea…».
Lui aggrotta le sopracciglia, come temendo un agguato.
Apro la borsa e tiro fuori due fogli stampati.
«Si tratta di una sceneggiatura che ho scritto per te.».
Col dito gli indico il frontespizio:

SHEILA
episodio numero 1
scritto da Lorenzo Calza
disegnato da Luca Lavagetto


Quando Supergulp venne interrotta entrai in sciopero della felicità, costrinsi mio padre a scrivere alla Rai per chiederne il ripristino. Inutilmente. Mi piace pensare che quell'intoppo nel mio cammino immaginario sia poi diventato la molla per entrare nel mondo del fumetto, due decenni dopo. Mi sono ritagliato un Supergulp su misura, come sogna Luca.

Vorrei che anche in lui scattasse una molla, che capisse l'importanza dell'opinione altrui, qui sotto forma di precetti di regia, che il dialogo della sceneggiatura diventasse il dialogo fra noi. Vi anticipo come ha reagito alle due tavole.
Anzi, riporto le testuali parole: «Fiuuu, ma come hai fatto?… » sgrana gli occhi leggendo il suo nome stampato. «È come… È come diventare un po' famoso!»

Okay, Luca, mettiamola così.

(cronistoria di una terapia - ho imparato a fidarmi di te - 16 - continua)

 

>> LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2
La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8

Quella pioggia di dolci foglie - 9
Fissare il vuoto, trovarlo pieno - 10
L'uomo che voleva il braccio bionico - 11
Il posto ti guarda - 12
Cerchi la porta, trovi la chiave - 13
Quante storie, Luca! - 14
Mi chiamo mamma, faccio western! - 15

>> LA GALLERY
Il mondo di Luca

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