Un alieno fra noi, anzi dentro

di Lorenzo & Luca 

Ho imparato a fidarmi di te. Cronistoria di una terapia a fumetti.
Puntata diciannove. Storia di femmine, dottori, eroi al contrario

Lorenzo & Luca

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Lorenzo Calza Elle©i per Il mondo di Luca

Lorenzo Calza Elle©i per Il mondo di Luca

Mi arriva la notizia che Lorena deve subire un intervento. Anni di abnegazione, dediti a quel figlio così problematico hanno reso encomiabile la vita di questa donna, costretta a cavarsela da sola. La fatica segna. Anche se non ho mai scorto un attimo di esitazione sul suo volto, mai sentita una parola di sconforto o autocommiserazione.

Quattrocentomila famiglie italiane combattono una quotidiana battaglia di amore e civiltà. L'autismo non è solo questione medica, terapeutica, di servizi sociali e ospedali. L'autismo è questione civile. Alienati, curati da alienisti, si diceva un tempo. M'ha sempre incuriosito questo modo - in fondo dispregiativo - di nominare l'alterità.

Si pensa agli alieni, evocando l'invasione, la minaccia. Ripensando alla radice greca "allos", la terminologia può tornare virtuosa. Chi ha problemi è il nostro altro per eccellenza. E il cammino verso la sua scoperta, è un cammino alla scoperta di noi stessi. Sembra banale, ma il discorso ha celebri pezze d'appoggio.

L'Alienista è un racconto di fine Ottocento dello scrittore brasiliano Joaquim Maria Machado de Assis. Narra di un medico, il dottor Bracamarte, che studia la mente dei pazienti, fino a capire che il criterio stesso di malattia mentale va completamente ribaltato.

Pensiamoci. La città, la folla, le istituzioni. E in mezzo a noi gli alieni. E i più alieni degli alieni: gli autistici. Qui la radice greca, "autos", ci suggerisce la ritirata in se stessi.

L'autistico vive come un mondo nel mondo. È una matassa da sbrogliare. Oltre alle cure, ci vuole una pazienza infinita. Una madre ne ha da vendere ma nessuno la compra, ai ritmi forsennati dell'oggi. Immagino che per l'abitudinario Luca la notizia dell'intervento sarà dirompente. Lorena è la persona con cui è più in conflitto, perché gli è più prossima. Ci vorrà un ricovero, lui dovrà stare con la nonna.

Durante l'incontro accenno alla cosa timidamente.
«Tutto bene, Lorenzo. Va tutto bene!…», risponde lui, schermandosi.
Decido di soprassedere. Aggiungiamo la parola DISPETTI alla tavola dei problemi che deve affrontare.

Il rapporto di Luca con i coetanei è complicato. Non solo per colpa loro, ovviamente. Il diario clinico è costellato di episodi tesi: screzi, piccole risse. Luca non accetta provocazioni, e spesso se le crea pure ad hoc.

Parlando della RABBIA mi cita Hulk. Dettaglio importante. Tutti sanno cosa succede al dottor Bruce Banner quando viene provocato: l'espressione si deforma, i denti ringhiano, i vestiti si lacerano, la pelle diventa verde, fino alla completa trasformazione nel mostro rabbioso. Se il ragazzo riesce a simboleggiare quel che gli accade, allora ne è consapevole.

Sa di avere la rabbia, di essere Hulk, sa che Hulk in fondo soffre. Ecco perché in queste pagine ho usato spesso il ribaltamento del tema dell'eroe. Nel nostro caso, l'eroe è lo scienziato quando riesce a tenere il mostro dentro di sé. Luca deve essere Bruce Banner.

Ci vuole pazienza, sì. Quella che Luca non ha, anche per colpa dell'epilessia. Oltre alla madre ne sanno qualcosa i compagni di classe, quelli dei laboratori a cui partecipa. E le donne.

«Con le anziane non è un problema…» si parla di femmine, l'ultimo dei temi che abbiamo fissato per imbastire le tavole della super-sceneggiatura per il super-fumettista.
«Le ragazze della mia età mi stanno dietro, quasi per ridere… Mi prendono in giro, disturbano…».
Nel parlarne tiene lo sguardo basso, il pennarello sempre pronto al disegno.

Mi assumo una responsabilità che forse non sarebbe mia, con la domanda:
«Fisicamente, ti piacciono?».
«Sì», risponde, «però non ho incontrato quella giusta. Quando avevo undici anni ho trovato quella che mi piaceva, la mia preferita, ché parlavo con lei…».

Prendo appunti, intenerito, non aggiungo niente. Meglio che la ragazzina resti nello scrigno nascosto delle cose di Luca.

Allora aggiunge lui: «A vedere le donne mi sento un po' troppo giovane, timido…».
Lo lascio continuare: «Preferisco stare un po' da solo…».

Io, zitto.

«Mi fa venire un po' di batticuore incontrare una donna, preferisco stare un po' così…».

Mi appunto questa batteria di frasi, per riportarla fedelmente.

Serena mi avverte che una seconda figura femminile porterà uno sconvolgimento nella routine: Barbara, un'educatrice che lo segue, se ne andrà .

La mamma ricoverata, l'educatrice. La sindrome abbandonica è potente nei soggetti come Luca. Sento, sentiamo, che accadrà qualcosa. È nell'aria. Qualcosa si romperà nel meccanismo controllato della sua macchina. Troppa la tensione che si accumula, prevediamo Hulk.

Infatti, un bel giorno arriva il temporale, una giornata di burrasca, il vento che soffia, le veneziane che sbattono. Nel centro siamo in pochi. Io, Luca, la mamma nella sala di aspetto. La segretaria all'ingresso. Nello stanzino, lui si siede e gli leggo in faccia quello che sarà il prossimo racconto, la puntata numero 20 di questa storia.

Nel racconto citato sopra, invece, il dottor Bracamarte prima interna i pazzi convenzionalmente intesi, col plauso della cittadinanza. Poi capisce che la cosa non funziona, e allarga l'internamento anche ai cosiddetti 'normali', pescandoli in categorie per lui diventate folli, tipo gli umili, i leali, i sinceri. Alla fine si accorge che il vero folle è lui. O che lo siamo tutti, quindi nessuno. Joaquim Maria Machado de Assis, uno scrittore "verista" dell'Ottocento, il più importante del Brasile.

Era epilettico.

LE PUNTATE PRECEDENTI
Ho imparato a fidarmi di te - 1

Io disegno per Sheila - 2
La paura ha lo stupore negli occhi - 3

I confini sono post-it - 4

Il cielo ha sbagliato momento - 5

Pirati a bordo - 6
Giù la maschera, a me gli occhi - 7
Ogni virgola ha un peso - 8

Quella pioggia di dolci foglie - 9
Fissare il vuoto, trovarlo pieno - 10
L'uomo che voleva il braccio bionico - 11
Il posto ti guarda - 12
Cerchi la porta, trovi la chiave - 13
Quante storie, Luca! - 14
Mi chiamo mamma, faccio western! - 15
E' come diventare un po' famoso - 16

Stereo al massimo volume - 17

Che figure mi fai fare! - 18

>> LA GALLERY
Il mondo di Luca

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