Mo te lo spiego a papà
perché si muore

di Francesco Uccello 

Della serie le domande che vorresti evitare e invece. Francesco affronta il tema della morte con i suoi bambini

Francesco Uccello

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foto Corbis

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«Papà, accello motto, bleah».
«Papà, lo sai che davanti al nostro cancello c'è un uccello morto».
«Veramente. E come è successo? E chi sarà stato?»
«Non lo so. E' tutto schiacciato e ha tutto il sangue. Bleahhhhh».
«Papà, papà, ma quell'accello èèèè…motto?»
Più tardi siamo scesi e il poveretto era ancora lì sempre più schiacciato.
«Papà, papà, guadda accello motto».
«Papà, la macchina sta andando un'altra volta sopra, noooo».
«Venite, passiamo di qui. Daiii, non è che ora ci dovete mettere pure il piede sopra».

In macchina c'è stato il peggio. Ho sperato che quel momento non arrivasse ed invece non c'è stata occasione migliore.
«Papà, pecchèè quell'accello è motto?»
«L'uccello è morto perché si è fermato per strada per riposare e non ha fatto attenzione, poi il signore della macchina neanche lo ha visto e così lo ha schiacciato con la ruota».
«Io non vado nella strada. Mi metto sempre aaaammmm…ciapiede».
«Bravo, ma devi fare attenzione anche a tutte le altre cose che ti dice papà e mamma».
«E adesso dove sta accello?»

Ecco lo sapevo. In tutto questo tempo ho provato a pensare una risposta esatta sulla morte, su dove si va e sul perché si muore, ma quando arriva sembra sempre troppo presto e, anche se allenato, sono andato in difficoltà .
«Ora l'uccello sta in cielo nel paradiso degli uccelli insieme con altri suoi amici».
«Noooo accello è motto».
«Si hai ragione. Il suo corpo è morto perché è stato schiacciato, ma quando uno muore libera l'anima che ha dentro che sale in cielo in un posto bellissimo dove ci sono tutte le altre anime».
«Ma nel cielo lì?»
«No, è un luogo del cielo che non si vede, proprio come l'anima».
«Allora è un favola?»
«No perché la favola è frutto della fantasia, mentre l'anima è frutto dell'immortalità.  L'anima è quello che siano noi. Per esempio io ho una anima a forma di papà che sta dentro di me e che non si vede così quando io muoio quella sale in cielo insieme con tutte le altre anime che già ci sono e così posso guardarvi dall'alto».
«Papà, papà, io ti saluto».
«Tu non mi puoi vedere perché è invisibile l'anima. Però mi puoi sentire nel tuo cuoricino…e così mi saluti».
«E pure io ce l'ho?»
«Si tutti. La tua è a forma di bambino che sta crescendo».
«E pure io vado in cielo?»
«Si anche tu, ma non ora stai tranquillo».
«E poi mi saluti?»
«Facciamo che saluto io a te perché è presto per andare. E poi vanno sempre prima le mamme ed i papà (lo auguro a tutti)».
«Ma ti schiacciano con la uota?»
«E mamma mia che morte infame. No, mica tutti muoiono schiacciati da una ruota?»
«E come si muore?»
Grondo sudore!
«Si muore perché uno diventa vecchio vecchio e non ha più la forza di camminare, di mangiare e di respirare. Ma si muore pure perché arriva una malattia e il nostro cuoricino prende la febbre e non batte più oppure perché succede un incidente».

«Papà, ma pecchèè si muore?»
Il mio cuore si ferma e poi riprende.
«Mmmmm, si muore perchééé, vediiii, si muoree perché noi, anzi perché la vita…»
«Papà si muore perché SI».
«Ecco bravo, si muore perché si deve morire, altrimenti saremmo immortali. Perché ogni cosa inizia e finisce. Per esempio tu hai iniziato l'anno scorso la scuola dei piccoli poi vai questo anno e l'anno prossimo ancora, così dopo hai finito. E' finito un ciclo, ma poi incomincia la scuola dei grandi. Per esempio qualche mese fa è iniziata la primavera, ma tra un po' finirà perché arriva l'estate. E' finito il suo ciclo».
«E dopo che ho finito posso nascere un'altra volta?»
«Noi siamo come il seme di girasole che abbiamo piantato l'altro giorno: si mette sotto terra dove lui vive, parla con i vermiciattoli, con gli altri semini poi si innaffia così lui cresce fino a che non muore, non si spacca. Ma una volta che si è spaccato dal suo interno esce un germoglio che fa crescere un fiore bellissimo. Però un seme equivale ad un girasole».
«Io no girasole, io quella con le ppine così ammazzo tutti».
«Papà, ma pure noi moriamo, e pure mamma? E pure nonno? E pure nonna?»
SILENZIO.
«No, noi no perché ci vogliamo tanto bene e viviamo sempre, va bene?»
«Papà, papà attentooo  accelloooo».
CRASH
Tutt quant amma murì

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